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il caso

Il circolo pescatori di Cecina è senza ormeggi: «Da sei mesi manca la concessione»

Enzo Giatti, presidente del circolo Arci Pesca
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Enzo Giatti, presidente del circolo Arci Pesca

Foce Cecina conta 60 soci, il presidente Giatti: «Il Comune ha promesso un bando, che non arriva»

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CECINA. «Domani pomeriggio (oggi, ndr) andrò in consiglio comunale sperando di parlare con un amministratore», dice il presidente del circolo Arci Pesca Foce Cecina Enzo Giatti, la cui convenzione con il Comune per gestire la darsena sulla sponda sud del fiume - lato parcheggio accanto al semaforo per capirsi - è scaduta a dicembre scorso e non è stata ancora rinnovata. Il problema è questo: se non sarà sottoscritto in tempi brevi un nuovo accordo, il sodalizio chiuderà con evidenti conseguenze sui proprietari delle piccole imbarcazioni che su quel lato trovavano un ormeggio sicuro evitando così le alte spese del posto in porto. Giatti spiega senza mezzi termini che lui e alcuni componenti del direttivo si sono recati più volte a Palazzo civico parlando con il sindaco, con il suo capo di gabinetto e alcuni tecnici, ma la risposta è sempre stata la stessa: «Faremo il bando - riassume il presidente - e vi daremo una risposta. Ma per ora non è successo niente e noi ci sentiamo presi in giro».

Da qui, siccome il tempo passa e una soluzione non arriva, l'idea di presentarsi in consiglio a riproporre la questione. Il circolo, giusto ricordarlo, è una piccola istituzione: nato nel 1987 dalla volontà di alcuni storici pescatori di Marina, ha 34 anni e persegue l'obiettivo, «di aggregazione e di valorizzazione del territorio, sostenendo l'attività della nautica sociale e dei piccoli diportisti». Non solo: ha sempre tutelato il fiume, «dove negli ultimi anni l'accumulo delle alghe in putrefazione ne ha trasformato una parte - quella sotto ai piloni sul lato delle casette dei pescatori - in una isola maleodorante che ha scatenato le proteste». Nel 2015 il sodalizio, che contava 160 soci con circa 80 barche ormeggiate da giugno a settembre, per dare spazio alla costruzione del porto, ha congelato la propria attività fino al 2019. Quando, grazie alla nuova concessione che la Regione ha affidato al Comune, 40 metri in tutto verso la foce, nell'ultimo biennio ha ripreso le attività offrendo una prospettiva ai soci che adesso sono circa 60. Ma dagli 80 ormeggi dei primi anni 90 al 2000 ne sono rimasti soltanto 20.

«Purtroppo - precisa Giatti - il 31 dicembre scorso l'accordo è scaduto e se non troveremo una soluzione il sodalizio non esisterà più. Chiudere una realtà come questa significa perdere un'associazione che sul territorio ha provato con i propri mezzi a salvaguardare il fiume, l'ambiente e soprattutto la nautica sociale, visto che sarebbero nostri anche i circa 50 metri sotto ai piloni sul lato del villaggio dei pescatori, dove si trova lo scivolo, che però non sono utilizzabili a causa della ghiaia». Cecina è una cittadina a vocazione turistica dove il corso d'acqua che l'attraversa è strategico per il territorio e deve essere usufruibile da parte della cittadinanza e di chi viene in vacanza».

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