Il Tirreno

Coronavirus, ecco come funziona l'area dell'ospedale di Cecina che ospita i pazienti in attesa di guarire

Claudia Guarino
Medici e infermieri nella struttura di cure intermedie per pazienti Covid
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Medici e infermieri nella struttura di cure intermedie per pazienti Covid

Ha 19 posti letto, si chiama "struttura di cure intermedie" e si trova dov'era l'ospedale di comunità: attualmente  accoglie 4 persone

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CECINA. Quello di Cecina non è esattamente un ospedale Covid, almeno non ancora. Ma dispone di un'area, attivata a inizio aprile, che ospita persone contagiate e non ancora guarite. Si chiama "struttura di cure intermedie per pazienti Covid", si trova nello spazio lasciato libero dall'ospedale di comunità, che si è spostato altrove, e dispone di 19 posti letto. La sua funzione è ospitare coloro che, soffrendo anche di altre patologie, hanno bisogno di cure costanti e per questo non possono rimanere nelle loro case. Ma c'è anche chi, dimesso da altri ospedali dove era ricoverato col coronavirus, non è ancora guarito e non ha la possibilità di tornare nella propria abitazione. Rimane quindi in quest'area, in attesa di essere sottoposto al doppio tampone per essere dichiarato guarito. Attualmente la "struttura di cure intermedie per pazienti Covid" accoglie quattro persone. «Una di esse proviene da domicilio e le altre tre da reparti Covid», dice Donatella Pagliacci, direttrice della Società della Salute Valli Etrusche, che spiega: «la responsabilità è dei medici dell'Uo Medicina diretta dal dottor Marco Cei, il personale infermieristico e Oss è coordinato da Katia Mengozzi e la responsabilità gestionale è del dottor Franco Berti».La struttura è così organizzata: «c'è ingresso separato dalla torre sudovest dell'ospedale e non è accessibile ad alcun altro servizio - spiega Pagliacci - L'accesso viene sanificato tre volte al giorno e ogni volta che viene ammesso o dimesso un paziente. I percorsi "sporco" e "pulito" sono separati. Per le attrezzature c'è ecografo, pulsiossimetri, elettrocardiografo e apparecchio radiologico mobile a disposizione.

E naturalmente i dispositivi di protezione individuale previsti per questa tipologia di pazienti». Quindi mascherine, occhiali, guanti e tute protettive per il personale che, di volta in volta, è di turno. «Per adesso, su 4 pazienti ammessi, non c'è ancora stata alcuna dimissione - spiega Pagliacci - la struttura è organizzata in dieci stanze, quindi ogni paziente sta per conto suo. L'ospedale di comunità è stato temporaneamente spostato accanto a Medicina». Di certo per gli operatori è una bella prova. «Ci hanno istruito, ma passare dall'ospedale di comunità a un reparto Covid non è stato semplice, soprattutto per la mole di lavoro di tipo psicologico», dice una delle infermiere mpiegate nella struttura di cure intermedie che ha scelto di andare a dormire in albergo.

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