Attenzione
Tari, il Comune deve restituire i soldi
La commissione tributaria dà ragione al porto per l’applicazione della tassa dei rifiuti: si parla di rimborso milionario
ROSIGNANO Si gioca sulle cifre una partita che potrebbe essere pesante per le casse comunali. Cifre, ancora, ballerine. Ma non trascurabili se è vero che l’ente pubblico ha varato d’urgenza una variazione di bilancio di 300.000 euro, mentre la richiesta di rimborso - secondo nostre fonti - potrebbe essere superiore al milione. La Commissione tributaria provinciale di Livorno ha infatti accolto il ricorso presentato dal porto turistico Cala de’ Medici nei confronti dell’applicazione della tassa dei rifiuti da parte del Comune di Rosignano.
E con la sentenza 460 del 22 novembre scorso si pronuncia a favore della Marina Cala de’ Medici e obbliga l’amministrazione a restituire ciò che risulterebbe indebitamente chiesto. Quanto? La società del porto di Rosignano ricorda, per esempio, che nel 2016 aveva presentato istanza di rimborso delle maggiori somme versate e ricorso contro gli avvisi di pagamento passati da 60.000 euro a oltre 220.000 euro complessivi. E in ballo, oggi, ci sarebbero gli avvisi dal 2006 al 2017, undici anni. Ma qual’è la ragione del contendere?
Il fatto che il Comune di Rosignano avrebbe applicato la Tari considerando come superficie tassabile anche gli specchi d’acqua. «In ambito demaniale marittimo - spiega Matteo Italo Ratti ad e direttore del porto - e, nello specifico, nei porti turistici e marine della Toscana, l’applicazione della TarI è stata oggetto di numerosi contenziosi poiché molte amministrazioni locali hanno applicato il concetto “per unità di superficie” nei propri regolamenti, estendendo quindi la richiesta di contribuzione anche agli specchi acquei. Invero le pubbliche amministrazioni hanno sempre commesso errore nell’applicare il proprio regolamento Tari anche ai posti barca, perché le stesse amministrazioni non hanno privativa in quest’ambito, ossia non hanno la possibilità di richiedere questo pagamento ai porti turistici per le imbarcazioni».
Ratti fa poi riferimento al fatto che per le aree di competenza marittima “i rifiuti generati dalle navi e dalle unità da diporto, quindi le barche, devono essere gestiti e poi smaltiti secondo un regolamento autonomo e, perciò, i concessionari dei porti turistici sono esonerati dal pagamento della tassa Tari applicata alla superficie dei posti barca». L’assessore al bilancio del Comune di Rosignano Daniele Donati non è d’accordo e informa che, se è vero che è stata accantonata una cifra di circa 300.000 euro per la sentenza, è altrettanto vero che “il Comune ha dato mandato ad un legale di ricorrere contro la stessa sentenza in Commissione tributaria regionale”. «Siamo confortati - spiega Donati - da provvedimenti che ritengono corretti i criteri di applicazione della Tari ai porti turistici».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
