Il Tirreno

castagneto carducci

La cantoniera Anas cambia pelle, sarà un bed & breakfast

di Manolo Morandini
Johnny Calderini di fronte all'ingresso della cantoniera Anas di Donoratico
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Johnny Calderini di fronte all'ingresso della cantoniera Anas di Donoratico

Castagneto Carducci, l’immobile dato in concessione da Anas a titolo gratuito. Il progetto di un giovane di 23 anni: contratto di 7 anni e lavori di ristrutturazione a suo carico

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CASTAGNETO CARDUCCI. La casa cantoniera Anas al chilometro 261,960 dell'Aurelia cambia pelle. Da rudere, con porte e finestre murate, a bed & breakfast. Prima c’ha messo gli occhi come presidente dell’Associazione liberi pensatori. Poi la legge gli ha offerto una sponda importante. Quelle mura cadenti stanno per diventare la base del suo progetto imprenditoriale. Un’idea che prende corpo, costruita su un patrimonio edilizio che sta andando in malora. E a guadagnarci sono tutti. Johnny Calderini, classe 1982, un lavoro nella ristorazione, che ha uno spazio in cui mettersi alla prova e l’Anas, che al termine della concessione si ritroverà un immobile ristrutturato e non un immobile fatiscente.

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Lo stato dell'arte. La porta è murata. Il cortile trasformato in giungla. Gli infissi depredati. Anche le grondaie di rame sono sparite. La casa cantoniera Anas al chilometro 261,960 dell'Aurelia, alle porte di Donoratico, è disabitata da tre anni e si sta trasformando in rudere. Un processo destinato ad essere arrestato con la firma della concessione in uso a titolo gratuito per sette anni a Calderini. La procedura ad evidenza pubblica si è chiusa con una sola richiesta, quella del giovane di Donoratico di utilizzare l’immobile. Dal compartimento viabilità Toscana di Anas, società per azioni il cui socio unico è il ministero dell'Economia, è arrivato il via libera con l'obbligo di sostenere i costi per le opere di ristrutturazione dell'immobile stimate in 152.000 euro. Tra i vincoli anche quello di svolgere in modo continuativo unicamente le attività per le quali l'immobile è stato richiesto, a pena di decadenza della concessione.

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L’operazione fa da contraltare a quello che è divenuto un monumento degli sprechi all’italiana: la casa cantoniera al chilometro 270 dell’Aurelia, all’altezza di San Guido di Bolgheri. Una posizione di pregio, a due passi dal viale dei Cipressi e dalle prestigiose cantine di vini. Eppure l’immobile è finito in malora: una parte del tetto è crollata da anni.

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«Il B&B sarà strutturato su 6 camere e potrà ospitare al massimo 12 persone, questi i limiti fissati dalla legge regionale – spiega Calderini, che in consiglio comunale siede nelle fila del gruppo di maggioranza Pd –. L’idea è di inserirsi nel circuito Albergabici della Fiab Onlus, l’associazione di protezione ambientale per la mobilità ciclistica. Tra l’altro la cantoniera è su uno snodo importante all'incrocio tra la Vecchia Aurelia e l'Accattapane su quella che Fiab indica come “Rotta B 16 - Tirrenica” sulle proprie mappe». L’edificio si sviluppa su due piani per altrettanti appartamenti per un totale di 250 metri quadrati ed ha una corte di 1.000 metri quadrati di giardino. «Non resta che firmare il contratto. Poi si tratterà di entrare dentro l’immobile e prendere visione dei lavori necessari per avviare l’attività. C’è il vincolo di aprire entro due anni altrimenti la concessione decade. L’altro scoglio che dovrò superare è quello del credito bancario». Il B&B starà chiuso per tre mesi all’anno. «In quel periodo la cantoniera potrà essere utilizzata a titolo gratuito per eventi culturali dall’Associazione liberi pensatori».

Per chi guarda a case cantoniere, caselli e stazioni ferroviarie, fortificazioni e fari in stato di abbandono immaginandone un futuro migliore l’opportunità per dare corpo al proprio progetto è la legge 106 del 29 luglio 2014 che ha convertito il cosiddetto Decreto cultura. In pratica, le case cantoniere al pari degli altri immobili pubblici non utilizzati o non utilizzabili a scopi istituzionali, possono essere concessi in uso gratuito, con acquisizione delle eventuali migliorie, senza corresponsione di alcun corrispettivo, al momento della restituzione del bene, mediante procedura ad evidenza pubblica. Ad avanzare la richiesta possono essere imprese, cooperative e associazioni costituite in prevalenza da soggetti fino a quaranta anni d’età, che si facciano carico di progetti in cui assumono rilevanza gli elementi di sostenibilità ambientale, efficienza energetica e valutazione dell’opportunità turistica. La concessione non può essere superiore a 9 anni e può essere rinnovata per altri nove.

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