Il Tirreno

CECINA

Cantieri sul lungomare per Pasqua

Lo stato del marciapiede all'inizio di viale della Vittoria
◗
Lo stato del marciapiede all'inizio di viale della Vittoria

Manutenzione insufficiente a Marina, viaggio tra sporcizia e degrado

2 MINUTI DI LETTURA





CECINA. Fra tre giorni è Pasqua. Tradizionalmente l’avvio della stagione turistica. Eppure a Marina di Cecina il lungomare e la spiaggia sono ancora in... alto mare.
Abbiamo fatto un giro per verificare come si presenta il litorale. Tra lavori in corso e sporcizia, la carta da visita non è delle migliori e rischia di mettere in secondo piano anche gli innegabili miglioramenti realizzati con i lavori di ristrutturazione e i nuovi arredi in largo Cairoli e sul lungomare nord. Cumuli di sabbia ancora da spianare e ruspe rendono difficilmente praticabile l’arenile. Questione di giorni? Speriamo.

[[atex:gelocal:il-tirreno:cecina:1.11163993:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.11163993:1652039426/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Ma quello che balza all’occhio è soprattutto una manutenzione insufficiente: nelle aiuole intorno alle palme ci sono decine di cicche e cartacce, la bella piazza tra la caserma villa e i Bisori è piena di rifiuti. Pochi i cestini per la raccolta, e svuotati troppo di rado, la spiaggia è invasa dalle cacche di cane oltre che dai residui delle mareggiate e dai lasciti di cittadini incivili (sigarette, lattine, cartacce..) E che dire dei parchi gioco? Quello tra il Settebello e la Donna di cuori offre altalene sbeccate e arrugginite. Proseguiamo verso sud, sempre sulla passeggiata a mare: nella zona della Terrazza dei Tirreni l’ex circolo dei Forestieri è in parte “impacchettato” in attesa di lavori, i marciapiedi sono sbeccati e ostruiti dalle auto in parcheggio vietato. Arriviamo alla piazzetta davanti al Blu Ice: qui le povere pianticelle sono affogate in residui di cibo, contenitori di gelato, palette di plastica, lattine, bottiglie, e naturalmente cicche.

[[atex:gelocal:il-tirreno:cecina:1.11163992:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.11163992:1652039426/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Anche i privati spesso sono carenti nelle manutenzioni: ci sono stabilimenti balneari datati con muretti scalcinati e troppo cemento. A fine estate poi la parte pubblica sulla spiaggia diventa ricettacolo di residui di lavori interni, mattoni, calcinacci, macchine da lavoro, pezzi di metallo. Brutti e pericolosi, perché oltretutto possono fare male a chi ha la ventura di inciamparci, specie bambini e cani.
E veniamo nello specifico a quel regalo che la natura ci ha fatto: la spiaggia e la pineta. In inverno la spiaggia è lasciata a se stessa. Se d'estate non è pulita, fuori stagione è un campo minato. Possibile che non si possa trovare una soluzione, magari un accordo tra amministrazione pubblica e stabilimenti privati, per garantire una pulizia ciclica a ritmi decenti? E che dire della scelta dei tempi per i lavori di ripascimento? Il tubone è riapparso in questi giorni proprio a ridosso della Pasqua. Per quanto tempo ci rimarrà? <QM>(m.m.)
 

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze