A Massa Marittima la mostra evento sul gioiello e la sepoltura di Montieri
"Una storia alle soglie dell'Anno Mille. Il gioiello e la sepoltura di Montieri" è il titolo della mostra evento allestita al Museo di San Pietro all’Orto di Massa Marittima, visitabile fino al 17 gennaio 2027
L'esposizione presenta al pubblico uno dei più significativi rinvenimenti archeologici degli ultimi anni nel territorio delle Colline Metallifere, intrecciando due storie strettamente legate l’una all’altra, avvenute tra la fine del X e l’inizio dell’XI secolo: un uomo, un probabile eremita che viveva nei boschi del Poggio di Montieri, venerato dalla popolazione locale; un gioiello preziosissimo che fu deposto nel rito di fondazione di una chiesa, costruita per celebrare la memoria di questo individuo.
È questa una storia di cui nessun documento fa menzione e che sarebbe rimasta sconosciuta, se gli archeologi dell’Università degli Studi di Siena, diretti dalla prof.ssa Giovanna Bianchi, non avessero condotto uno scavo archeologico nel sito denominato “La Canonica”, scoprendo le evidenze materiali di un passato altrimenti destinato a rimanere sepolto.
Il lavoro degli archeologi, condotto insieme a numerosi specialisti di altre discipline, ha consentito di ricomporre i frammenti di questa affascinante e unica narrazione, che riflette la complessità di un contesto storico in cui l’alta Maremma e l’attuale zona delle Colline Metallifere erano al centro di un’ampia rete di relazioni, che dalla Toscana conduceva sino al centro-nord dell’Europa e attraversava l’Adriatico. Un contesto sinora poco noto al pubblico di non specialisti, che è la cornice necessaria per comprendere i fatti e i reperti esposti nella mostra.
La fibula di Montieri
Rinvenuta sotto il pavimento della chiesa, è un autentico capolavoro dell'oreficeria medievale, un oggetto di altissimo lusso per l’epoca, utilizzato per fermare mantelli e vesti pregiate. La grande spilla a disco è formata da una lamina in oro di diametro pari a 6.4 cm, lavorata a calotta sferica con un piccolo bordo piano. Al centro un granato almandino, una pietra preziosa rosso scuro, è incastonato in una placchetta riempita di smalto su sfondo verde. Intorno è presente una decorazione in filigrana divisa in tre fasce, arricchita con l'inserimento di pietre ametiste e perle di vetro opaco. Sul retro, due piccoli cilindri fanno supporre la presenza di un doppio sistema di chiusura. Queste informazioni testimoniano la rilevanza del dono nel rito di fondazione della chiesa.
La sepoltura
Il percorso espositivo presenta i risultati delle più avanzate analisi scientifiche effettuate sullo scheletro rinvenuto nell’abside della chiesa, appartenente ad un uomo morto tra i 49 e i 51 anni, permettendo ai visitatori di conoscere le condizioni di salute, l'alimentazione e persino i suoi ultimi giorni di vita. Le condizioni fisiche indicano uno stile di vita lontano dagli agi, compatibile con quello degli eremiti. Gli archeologi ipotizzano che la chiesa non fu costruita in un luogo a caso, ma venne edificata con l’obiettivo di inglobare e proteggere la preesistente tomba di quest’uomo, morto poco tempo prima e quasi sicuramente figura venerata a livello locale. Con ogni probabilità il committente era il vescovo di Volterra, che per consolidare la sua presenza sul territorio, potrebbe aver deciso di incanalare in un percorso ufficiale la devozione spontanea e popolare verso questo individuo.
La cultura come rete tra territori
La mostra rappresenta anche un modello di collaborazione istituzionale: i Comuni di Massa Marittima e Montieri hanno scelto di raccontare insieme una storia che supera i confini amministrativi e appartiene all'intera area delle Colline Metallifere. Non è un caso che il percorso espositivo inviti idealmente il visitatore a proseguire il viaggio fino al sito archeologico della Canonica di Montieri. La mostra diventa così un tassello di una più ampia strategia di valorizzazione culturale, capace di trasformare la ricerca scientifica in occasione di sviluppo turistico e identitario. Il progetto espositivo è frutto della sinergia tra i Comuni di Massa Marittima e Montieri, l’Università di Siena, la Soprintendenza archeologica Belle Arti e Paesaggio per le Province di Siena, Grosseto e Arezzo. L’evento è inoltre realizzato con il contributo di Fondazione Cr Firenze e con il patrocinio della Regione Toscana. Collaborano, infine, il Parco Nazionale delle Colline Metallifere e i Musei di Maremma.
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