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Un affare di famiglia dagli anni Cinquanta: il Lanificio Becagli e la storia produttiva pratese

Un affare di famiglia dagli anni Cinquanta: il Lanificio Becagli e la storia produttiva pratese

La commistione fra tradizione e innovazione, il rispetto per l’ambiente, l’autonomia energetica e le certificazioni sono i parametri aziendali

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Il Lanificio Becagli è stata una tra le aziende che più di altre, a partire dagli anni Cinquanta, ha interpretato la riconversione produttiva di Prato, fino a quel momento vocata quasi solo al cardato rigenerato.

Un po’ di storia

Nel 1944, letteralmente sotto i bombardamenti, il fondatore Piero Becagli aprì una prima attività legata ai nuovi freschi di lana, appena comparsi sul mercato. Tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio degli anni Sessanta, Piero Becagli intuì che le nuove fibre acriliche, con le loro caratteristiche termoplastiche, unite alle tecniche di lavorazione del settore pellicceria, potevano ottenere nuovi e migliori tessuti a pelo rispetto a quelli allora esistenti, potendo arrivare anche alle imitazioni delle pellicce animali. Tuttavia, fu necessario sviluppare nuovi sistemi e nuove macchine per ottenere risultati sui tessuti e trasformare in processi industriali continui i sistemi discontinui in uso nel settore pellicceria. La sperimentazione del Lanificio Becagli ebbe luogo nel primo stabilimento in via Pistoiese e da queste esperienze si originò il settore della pelliccia ecologica, oggi presente su tutti i mercati, come pure del settore meccano tessile delle macchine di rifinizione ad esso abbinate. Alcuni anni dopo, anche il fratello minore Mario entrò nell’attività portando ulteriore sviluppo e dedicandosi al settore tessuti resinati e spalmati nonché a quelli floccati. Intorno al 1965, la ditta americana meccano-tessile Wildman produsse un nuovo telaio che divenne il riferimento per i tessuti a pelo, utilizzato per produttività ed economicità. I fratelli Becagli effettuarono un grosso investimento su questi macchinari innovativi e costituirono un’ulteriore azienda, la Tessile Fiorentina, insieme alla famiglia Cangioli.

Nel 1978 poi, a seguito di una ricerca di prodotto del figlio Alessandro, Piero Becagli concluse un accordo di licenza per il brevetto del rammagliato con la ditta Furtex, che fu poi dato in sub-licenza dal Lanificio Becagli ad altre quattro aziende pratesi.

Altri tre brevetti sono stati poi sviluppati dal Lanificio Becagli su questo sistema produttivo nel corso degli anni e, ad oggi, questi sistemi sono il principale metodo di utilizzo dei telai circolari ad aghi per tessuti a pelo. Nel 1987 il Lanificio Becagli subì una divisione interna nell’ambito di una sistemazione delle attività in famiglia. Quest’ultimo restò di proprietà della famiglia di Piero Becagli, mentre le attività del settore resinati, spalmati e floccati finirono nelle mani della famiglia di Mario Becagli.

La forza dell’azienda ad oggi resta il grande impegno profuso nella ricerca e nell’innovazione della tradizione. Questo, unito al rispetto per l’ambiente, all’autonomia energetica e alla certificazione dei prodotti, sono i parametri a cui il Lanificio Becagli fa riferimento per la sua attività presente e futura.

L’azienda italiana inventa e conferma lo standard mondiale

Nel 1984 ci fu l’arrivo in Europa di un grande prodotto: il pile. Da una ricerca di mercato effettuata negli Stati Uniti proprio da Alessandro Becagli, giunsero al Lanificio alcuni campioni della Malden Mill americana, la migliore azienda produttrice del Paese. Questi erano ancora prodotti innovativi, ma col difetto del “pilling”. Piero Becagli riuscì a mettere a punto in breve tempo un nuovo sistema di rifinizione che eliminava il problema e che è successivamente divenuto il riferimento standard del mercato, adottato anche dalla stessa Malden Mill come modello base internazionale. Negli anni successivi, Alessandro Becagli sviluppò il settore degli accoppiati con imitazione pelliccia, abbinandola ai nuovi prodotti di camoscio in microfibra di polyester “sea-island”, un prodotto orientale su brevetto della Shell. Dall’inizio del nuovo millennio poi Alessandro Becagli ha indirizzato progressivamente la produzione del lanificio verso l’utilizzo di fibre naturali certificate. A partire dal 2018, infatti, sono iniziate le sperimentazioni per ottenere i sistemi di rifinizione necessari per migliorare gli aspetti dei tessuti a pelo e dei rammagliati con fibre naturali. Per metterle in atto sono state acquisite 20 macchine di rifinizione, poi modificate internamente al lanificio. Sui sistemi produttivi sperimentali sono poi stati concessi altri tre brevetti, offrendo anche una linea produttiva completa con cardatura, tessitura e rifinizione con caratteristiche uniche per i prodotti ottenuti.

www.lanificiobecagli.com

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