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Solidarietà è crescita inserimento lavorativo per favorire l’integrazione

Solidarietà è crescita inserimento lavorativo per favorire l’integrazione

Oltre lo standard, il valore della persona: la missione di SèC nelle parole di Deborah Caramelli

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«Non esiste una persona “non produttiva”, esiste solo un mercato del lavoro troppo rigido per accoglierne le potenzialità». Inizia così la nostra conversazione con Deborah Caramelli, legale rappresentante di Solidarietà è Crescita (SèC), una realtà che da oltre venticinque anni trasforma l’inclusione sociale in un’opportunità economica e umana per il territorio.

La storia di SèC affonda le radici nel 1998, nata come braccio operativo del Centro di Solidarietà di Grosseto. «Siamo partiti come cooperativa di tipo B per dare uno sbocco lavorativo a chi usciva dal percorso recupero dalle tossicodipendenze», ricorda Caramelli. «Senza un lavoro, il rischio che il progetto di cambiamento di queste persone naufragasse era altissimo. Abbiamo scelto di essere noi il ponte verso la loro nuova vita».

Negli anni, la cooperativa ha ampliato lo sguardo, diventando nel 2014 una realtà a scopo plurimo (A+B). Oggi SèC non solo inserisce lavoratori svantaggiati, ma gestisce servizi socio-sanitari, educativi e progetti di accoglienza per richiedenti protezione internazionale.

«La sfida oggi è scardinare l’idea di un lavoratore “standard” in un ambiente “standard”», prosegue la legale rappresentante. «Escludere chi ha difficoltà a entrare nel mercato senza assistenza è un controsenso economico: genera sprechi e alimenta un sistema assistenziale passivo. Noi facciamo l’opposto: investiamo sulle risorse personali di chi è a rischio emarginazione».

Per Deborah Caramelli, la definizione di “lavoratore svantaggiato” non è un’etichetta, ma una chiamata all’azione: «Si tratta di chiunque abbia bisogno di un supporto per esprimersi. Offrire loro un’occupazione significa tutelare l’interesse generale della comunità e rafforzare la coesione sociale. Perché quando una persona riacquista dignità attraverso il lavoro, è tutta la società a crescere».

Non solo mensa… la ricetta sociale di SèC

«Per noi la ristorazione non è mai stata solo una questione di pasti, ma un’applicazione pratica del diritto alla convivialità», prosegue Deborah Caramelli. Il settore della ristorazione rappresenta per Solidarietà è Crescita un impegno ventennale.

«Abbiamo iniziato oltre vent’anni fa occupandoci di chi ha più bisogno di cura: i bambini delle mense scolastiche e gli ospiti di comunità, centri diurni e case di riposo. Recentemente ci siamo aperti anche agli asili nido privati, centri per disturbi alimentari, offrendo pasti veicolati sia in catena del caldo che del freddo, con un’attenzione maniacale alla qualità».

Ma il vero simbolo della missione di SèC è il Self-Service “Ai Dandoli” in via E. Dandolo 8 Grosseto, attivo dal 2001 a pochi passi dal centro storico. «Non è un semplice ristorante», spiega con orgoglio la legale rappresentante. «È il nostro incubatore di integrazione. Qui l’inserimento lavorativo diventa tangibile: tra i tavoli e i fornelli si sperimenta ogni giorno cosa significhi trasformare lo svantaggio in professionalità. È un luogo dove le aziende del territorio possono stipulare convenzioni per offrire ai dipendenti qualità al giusto prezzo, sapendo che quel pasto ha un valore sociale aggiunto».

L’offerta si completa con i servizi di catering e banqueting, dove la flessibilità è la parola d’ordine. «Dalla gastronomia a domicilio fino ai grandi eventi, ogni appuntamento è costruito su misura. Scegliamo sedi prestigiose o veniamo a casa vostra, ma l’ingrediente segreto resta lo stesso: dimostrare che la cooperazione sociale può eccellere anche nel mercato della ristorazione d’élite».

Contatti: Gilberto coordinatore del servizio cell. 393.4042757

Accoglienza, lavoro e servizi al territorio: le attività di SèC

Centri Servizi d’accoglienza

Siamo stati i primi a rispondere quando l’accoglienza era ancora definita “emergenza”», racconta Deborah Caramelli, ripercorrendo la svolta che nel marzo 2014 ha segnato la nascita dei servizi di Tipo A all’interno della cooperativa. «Tutto è iniziato aprendo le porte dell’ex asilo Cottolengo a Batignano per i primi 24 migranti; da quel momento, non abbiamo mai smesso di evolverci».

Oggi la cooperativa Solidarietà è Crescita opera a 360° sul tema delle migrazioni, coprendo l’intero arco del percorso di integrazione. «Il nostro lavoro inzia dal primo momento dell’arrivo sul territorio e prosegue con la gestione dei Centri di Accoglienza Straordinaria (CAS)», spiega la legale rappresentante. Attualmente, in convenzione con la Prefettura di Grosseto, SèC supporta circa 150 richiedenti protezione internazionale dislocati in strutture strategiche come S. Antonio (Campagnatico), Casa Tara (Grosseto), l’ex Nalesso sull’Aurelia e Casa Laura a Seggiano. Ma l’impegno non si ferma all’ospitalità: «Gestiamo anche il Centro di prima accoglienza alla Rugginosa in stretta collaborazione con la Croce Rossa di Grosseto», precisa Caramelli. «L’obiettivo finale resta però l’autonomia: accompagniamo chi ottiene il diritto di cittadinanza verso un reale inserimento lavorativo e abitativo. Perché accogliere non significa solo dare un tetto, ma fornire gli strumenti per diventare parte attiva della nostra comunità».

SèC Industry

La nostra visione di inclusione passa inevitabilmente per l’alta professionalità: per questo nel 2018 è nata SèC Industry», prosegue Deborah Caramelli. Questa branca operativa rappresenta la sintesi perfetta tra missione sociale e rigore industriale, consolidata grazie a un prestigioso accordo commerciale con un partner d’eccezione, leader mondiale nel settore della nautica da diporto e delle applicazioni industriali.

«Non ci siamo limitati a creare occupazione, abbiamo costruito competenze», spiega la legale rappresentante. All’interno di uno spazio industriale appositamente allestito e dotato di macchinari all’avanguardia, la cooperativa svolge oggi con estrema precisione attività di taglio e carteggio di anodi. «È un lavoro che richiede meticolosità e specializzazione. Attraverso percorsi mirati di formazione e addestramento, siamo riusciti a creare un team di sei professionisti che operano in un ambiente sereno, dove la stabilità lavorativa diventa la base per la progettualità individuale».

Per SèC, questa collaborazione con una delle aziende leader del territorio non è solo un vanto produttivo, ma la prova che il lavoro sociale può competere ai massimi livelli di mercato. «Dimostriamo ogni giorno che, con il giusto addestramento, i nostri ragazzi possono offrire standard qualitativi altissimi in settori complessi come quello navale ed offshore, trasformando la rifinitura tecnica in un’opportunità di riscatto concreto».

Emergenza freddo

Questo servizio consiste nella gestione del centro di accoglienza notturna per persone senza dimora o in grave difficoltà alloggiativa durante il periodo di “Emergenza Freddo” nel Comune di Grosseto, presso i locali messi a disposizione dall’amministrazione comunale. Il servizio comprende le attività di accoglienza e compilazione del registro giornaliero, vigilanza degli ospiti durante il periodo di permanenza, somministrazione della prima colazione, acqua e bevande calde, fornitura di biancheria da letto e da bagno monouso, pulizia dei locali.

Omino SèC

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CERTIFICAZIONI

Sèc è certificata ISO 9001:2015 per il sistema di gestione della qualità, UNI EN ISO 45001:2023 per la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro, UNI PdR 125:2022 per la parità di genere ed è in possesso del Rating di Sostenibilità ESG.

PROGETTO SèC Moda

«Questo per noi rappresenta - afferma la responsabile Deborah Caramelli - un nuovo servizio che si sta attivando a cui teniamo molto.

Il servizio che intendiamo promuovere racchiude in sé le nostre principali caratteristiche, orientate a creare un impatto positivo sia a livello sociale che ambientale».

Dal punto di vista sociale, il progetto si propone di offrire opportunità di reinserimento lavorativo a donne che stanno uscendo da percorsi di violenza, svantaggio sociale o che si trovano lontane dal mondo del lavoro. La sartoria sarà un luogo di inclusione, formazione e crescita personale, dove le partecipanti potranno acquisire competenze professionali e ritrovare fiducia in sé stesse.

Dal punto di vista della sostenibilità, la sartoria utilizzerà stoffe di fine produzione, materiali naturali e il riuso di vecchi abiti. Questa scelta nasce dalla volontà di ridurre l’impatto ambientale legato al settore della moda, uno dei più inquinanti al mondo. «Attraverso pratiche di economia circolare e attenzione alla provenienza dei materiali, intendiamo contribuire a una moda più etica e responsabile.

Il nostro progetto si propone quindi di unire arte, sostenibilità e inclusione sociale, creando un modello di sartoria che possa essere esempio di come il settore moda possa essere al servizio della comunità e del pianeta». Con questa iniziativa, SèC intende restituire dignità, autonomia e nuove opportunità a chi ne ha più bisogno, promuovendo un cambiamento positivo e duraturo nel territorio.

Coordinatore del servizio Silvia Tel. 3935341446 - 05641501440

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