Gioco
Gli scarti plastici dei vivai tornano vasi grazie alla filiera chiusa targata Revet
Un modello di economia circolare replicabile in tante altre filiere industriali
Revet ha preso alla lettera il concetto di economia circolare e lo applica quotidianamente al proprio lavoro, visto che raccoglie, seleziona e avvia a riciclo la raccolta differenziata degli imballaggi di tutta la Toscana, consentendo alla materia di tornare sul mercato e risparmiando il prelievo di materia vergine dall’ambiente. Ma l’ambizione di Revet è quella di spingersi sempre più avanti, magari creando delle filiere industriali di riciclo chiuse, come quella che ha realizzato con il distretto vivaistico pistoiese.
Una volta deteriorati, vasi e tubazioni usate dai vivaisti vengono portate a un centro di raccolta allestito da Revet, che periodicamente viene a prendere questi scarti e li porta nel proprio impianto, dove vengono riciclati ai rifiuti plastici delle raccolte differenziate dei cittadini. Il granulo ottenuto da questo processo di riciclo viene inviato agli stampatori di vasi che realizzano la linea ‘RevivePot’: una parte viene distribuita ai rivenditori al dettaglio di piante, mentre un’altra parte di questi vasi torna nei vivai. Mettendo insieme tutti gli attori del settore è stato chiudi possibile realizzare una filiera chiusa, perfettamente circolare, dove la sostenibilità è data non solo dal risparmio di materia e da quella di energia, ma anche ambientale visto che utilizzando materiale riciclato si abbattono del 75% le emissioni di cO2 equivalente rispetto all’uso di materiale vergine. Infine, altro particolare, non irrilevante, si tratta di una filiera corta, perché tutto si svolge in Toscana e in particolare tra Pistoia, Lucca e Pontedera, dove Revet ha i propri impianti di riciclo.
Diventato operativo lo scorso settembre, il progetto ha già dato i primi risultati: «è iniziato il recupero della plastica nei vivai e finalmente abbiamo il prodotto finito da poter mostrare – ha detto il presidente dell’associazione Vivaisti italiani Alessandro Michelucci - e abbiamo registrato un marchio (RevivePot) che verrà messo con un’etichetta sul vaso riciclato, così anche il consumatore finale in qualunque paese d’Europa, con il codice QR sull’etichetta, potrà vedere che questo vaso è stato fatto con plastica riciclata e potrà tranquillamente gettarlo nei rifiuti urbani insieme alle bottiglie di plastica». Come evidenziato da Alessia Scappini, amministratore delegato di Revet, sono aumentate del 70% rispetto al 2023 le tonnellate di granulo (la “materia prima seconda” frutto del trattamento di riciclo della plastica) destinate allo stampaggio di vasi riciclati per il distretto vivaistico pistoiese, con una riduzione di circa 9 milioni di chili di CO2 in un anno.
Con il progetto “Revivepot”, il distretto vivaistico pistoiese dimostra dunque di essere all’avanguardia nell’economia circolare, trasformando quello che un tempo era un rifiuto in una risorsa preziosa. E, grazie a iniziative educative come questa, il messaggio di sostenibilità arriva anche alle nuove generazioni, seminando le basi per un futuro più verde e consapevole.
Il progetto “RevivePot” infatti non si limita al riciclo, ma punta anche sull’educazione e sulla sensibilizzazione delle nuove generazioni. La prima tappa ‘educational’ si è svolta all’Istituto comprensivo Martin Luther King di Ponte alla Pergola (Pistoia): oltre cento bambini dalla prima alla quinta elementare hanno partecipato all’evento con grande entusiasmo, scoprendo i segreti del ciclo della plastica e di come da vaso possa rinascere vaso. A tutti gli alunni sono stati distribuiti due libretti informativi: la “Guida alla corretta raccolta differenziata” e il “Dizionario dei rifiuti”, redatti da Alia Multiutility, gestore del servizio di igiene urbana.
Cos’è l’economia circolare
Revet è l’unica azienda italiana a curare direttamente tutti i passaggi della filiera del riciclo degli imballaggi plastici a base poliolefinica: si occupa infatti della raccolta in quasi tutta la regione toscana; della selezione di questi imballaggi che vengono separati da tutte le altre tipologie di materiali, si occupa infine del loro riciclo, trasformandoli in granuli che poi rimette sul mercato e che vengono cioè acquistati da altre aziende per stampare i loro prodotti. E’ dunque a tutti gli effetti una delle aziende italiane leader nell’economia circolare.
Secondo la definizione che ne dà la Ellen MacArthur Foundation l'economia circolare è un modello di produzione e consumo attento alla riduzione degli sprechi delle risorse naturali e consistente in condivisione, riutilizzo, riparazione e riciclo di materiali e prodotti esistenti il più a lungo possibile: una volta che il prodotto ha terminato la sua funzione, i materiali di cui è composto, laddove possibile, vengono reintrodotti nel ciclo economico e possono essere continuamente riutilizzati all'interno del ciclo produttivo generando ulteriore valore.
I principi dell'economia circolare contrastano con il tradizionale modello economico lineare, fondato su uno schema opposto: estrarre, produrre, utilizzare e gettare.
Tutte le tecnologie di stampa che possono utilizzare i granuli in plastica riciclata
Il granulo ottenuto da Revet riciclando gli imballaggi delle raccolte differenziate toscane può essere utilizzato in tutte le tecnologie di stampa. Quella più comune è la stampa a iniezione, con cui per esempio vendono realizzati arredi per esterni, vasi, fioriere, mastelli e secchi per al spazzatura, sedie, particolari per l’automotive. I granuli Revet possono essere utilizzati anche nella tecnologia di stampa a soffiaggio, che permette di realizzare flaconi per la cosmetica. In questo caso dunque la filiera circolare è garantita: perché se i cittadini differenziano correttamente i loro flaconi di shampoo, bagnoschiuma, detersivi… Revet li ricicla e li ridà ad aziende che ci faranno altro flaconi. Già da diversi anni i granuli Revet sono utilizzati anche nella stampa 3d, per realizzare prototipi, arredi di design, installazioni artistiche. E’ ormai consolidata anche l’esperienza di Revet nel realizzare un granulo poliolefinico adatto ad essere filmato, cioè trasformato in sacchi e sacchetti. Anche in questo caso per i cittadini è importante sapere che la loro raccolta differenziata viene fatta con sacchi fatti con la loro differenziata. Un’altra tecnologia di stampa che può utilizzare i granuli Revet (in questo caso però in miscela con altri polimeri sia vergini che riciclati) è la stampa rotazionale, grazie alla quale vengono per esempio realizzate canoe, kayak e le campane per la raccolta del vetro. Infine, anche se non è una tecnologia di stampa vera e propria, gli oggetti fatti con i granuli ottenuti dal riciclo degli imballaggi possono essere sottoposti a cubicatura, una particolare tecnica che permette di disegnare gli oggetti stessi, rendendoli unici.
info@revet.com
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