Il Tirreno

Futuro sostenibile. Dalla riqualificazione di Santa Maria Novella e di altri luoghi dal passato glorioso agli interventi nei parchi e nei giardini: così la città si rinnova

Più spazi per la cultura e più verde in una Firenze tutta da riscoprire

Più spazi per la cultura e più verde in una Firenze tutta da riscoprire

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La riqualificazione del patrimonio storico e culturale, la riconversione di aree industriali e militari dismesse, l’impegno per il verde pubblico e per la qualità dell’aria: Firenze ha affrontato negli ultimi anni diverse sfide nell’ambito dell’ambiente e della rigenerazione urbana, aprendo nuovi spazi culturali e residenziali a cittadini e turisti, creando posti letto per studenti e lavoratori fuori sede, moltiplicando le opportunità di incontro e dialogo fra istituzioni e cittadini. Con investimenti oculati e scelte mirate, l’amministrazione si è impegnata a rendere sostenibile la fruizione dei luoghi storici della città, senza comprometterne autenticità e valore artistico. Uno degli esempi più significativi di questo processo è rappresentato dal complesso monumentale di Santa Maria Novella, trasformato in un hub socioculturale di primo piano, che sarà impreziosito dall’ormai prossima apertura del Museo nazionale dell’italiano, il Mundi. Parallelamente, l’ex tribunale di piazza San Firenze è stato trasformato nel Palazzo delle Arti e dello Spettacolo mentre l’ex convento di Sant’Orsola ospiterà centri di formazione professionale e sale conferenze. Anche alcune aree industriali abbandonate, come l’ex centrale termica di Novoli e l’ex Meccanotessile, sono tornate e torneranno a vivere a beneficio della vita sociale e culturale della città. Questi interventi – a cui si aggiunge l’impegno per l’ambiente, con migliaia di alberi piantati e la riqualificazione di parchi e giardini – dimostrano come l’arte, la cultura e il lavoro possano rivitalizzare il patrimonio storico della città, creando nuove opportunità per tutti i cittadini. Una comunità chiamata a partecipare al cambiamento con iniziative come quelle che riguardano la nascita delle prime comunità energetiche e la sfida di “Firenze per il Clima”, lanciata dal sindaco Dario Nardella e dall’assessore all’Ambiente Andrea Giorgio. Perché il futuro della città dipende soprattutto da chi la abita. E non possiamo permetterci che non sia sostenibile.

Patrimonio architettonico completata la riqualificazione dello storico edificio in stile barocco che ospiterà l’istituto superiore di studi musicali

San Firenze, un palazzo per arti e spettacolo

La cultura trova una nuova casa nell’ex tribunale di piazza San Firenze. Al termine dei lavori di riqualificazione, infatti, l’ex struttura giudiziaria diverrà il Palazzo delle arti e dello spettacolo. Mentre sono in corso procedimenti di restauro delle facciate, al Conservatorio Cherubini viene dato in concessione il terzo piano dell’edificio.

Il percorso

L’istituto superiore di studi musicali diventa dunque il terzo inquilino del complesso, affiancandosi alla Fondazione Zeffirelli e alla Bocelli Foundation, che hanno ottenuto le concessioni rispettivamente nel 2016 e nel 2019.Si arriva così a completare il piano unitario di San Firenze con l’ingresso di un’istituzione storica della città e del panorama musicale nazionale. L’atto conclusivo del percorso di recupero funzionale del palazzo, uno dei rari esempi di stile barocco nel centro della città, è stato presentato dalla vicesindaca e assessora alla Cultura Alessia Bettini: «La riqualificazione dell’ex tribunale di San Firenze rappresenta il modello di come l’arte e la cultura possano rivitalizzare il patrimonio storico e architettonico attraverso una reale sinergia tra le istituzioni e i soggetti protagonisti del panorama culturale che hanno a cuore il bene della città. Una collaborazione che promette di rendere questo palazzo sempre più il fulcro culturale polifunzionale del centro storico cittadino, contribuendo a una rinascita urbana incentrata sulle nuove dinamiche culturali e non sulla rendita».

Le opere

Gli interventi riguardano tutti i prospetti sugli spazi pubblici, i quattro prospetti della corte interna, le coperture dell’immobile, gli adeguamenti alle norme di sicurezza antincendio con la realizzazione di nuovi percorsi interpiano e i necessari consolidamenti strutturali delle scale esistenti, ma anche un nuovo impianto di climatizzazione della sala della musica (ex oratorio del convento), con caratteristiche prestazionali maggiori in termini di efficienza invernale/estiva e di risparmio energetico rispetto all’impianto esistente. Nelle scorse settimane sono state ultimate le opere di restauro dei prospetti della corte interna che, unitamente alla facciata principale, rappresentano un grande esempio di barocco fiorentino. Vicini alla conclusione anche i consolidamenti strutturali delle falde di copertura, mentre sono in corso di realizzazione le opere impiantistiche. Avviato anche il montaggio dei ponteggi sulla facciata principale lato chiesa per consentire di eseguire le opere di messa in sicurezza e pulitura della pietra forte, materiale che costituisce la facciata, dei marmi dei gruppi scultorei e del balconcino al primo piano sopra l’ingresso principale. Terminata questa fase, saranno montati i ponteggi sulla facciata dell’ex oratorio (speculare alla chiesa) per eseguire le medesime opere di restauro. I lavori da eseguire nel 2024 interesseranno le facciate del complesso monumentale su via dell’Anguillara, su borgo de Greci e su via Filippina. Infine, saranno realizzate le opere di consolidamento della scala esistente nel palazzo già Baccelli, in via dell’Anguillara 23/r, che sarà messa in comunicazione con il secondo piano di San Firenze per implementare le vie di esodo. Si tratta di interventi fondamentali per le funzioni all’interno del complesso, dalle attività della Fondazione Zeffirelli e dell’Andrea Bocelli Foundation già insediate, e quelle del Conservatorio Cherubini previste dalla nuova concessione. Il Cherubini, da tempo alla ricerca di nuovi spazi, ha chiesto al Comune di mettere a disposizione del Conservatorio tutti gli spazi del terzo piano per lo svolgimento delle attività didattiche istituzionali. Spazi che saranno ora ristrutturati a sue spese. La concessione è a titolo gratuito in quanto soggetto istituzionale dello Stato e la sua durata è di 29 anni. In totale lo spazio per il conservatorio corrisponde a mille metri quadrati.

L’accordo firmata la convenzione tra il comune e la società artea per il rilancio della struttura

L’ex convento di Sant’Orsola al centro della vita culturale

San Lorenzo si impreziosisce con l’aggiunta di nuovi spazi pubblici, dedicati ad attività culturali, formative e sociali. L’ex convento di Sant’Orsola apre al quartiere e alla città i suoi storici ingressi, mettendo a disposizione le sue corti e i suoi percorsi, offrendo nuovi servizi di cui i cittadini potranno fruire gratuitamente o a costi concordati: un museo, atelier d’artisti, una scuola di alta formazione, una foresteria, una biblioteca, una ludoteca, spazi per start-up culturali, spazi per mostre e concerti, ma anche negozi, bar e ristoranti. Sono solo alcune delle attività previste nella convenzione firmata tra il Comune di Firenze e la Società ARTEA Société Anonyme.

Il progetto

Il Progetto Unitario Convenzionato dell’ex convento di Sant’Orsola recepisce le prescrizioni contenute nel Piano Operativo adottato dal Comune. Tra queste rientrano il recupero e la rifunzionalizzazione dell’ex convento, favorendo l’insediamento di attività sociali e culturali fruibili anche durante le ore serali, la ricostituzione dell’identità del complesso dal punto di vista storico-architettonico e funzionale, la valorizzazione degli accessi principali su via Panicale e via Guelfa e il ripristino anche di quelli storici di via Taddea e via Sant’Orsola. Divengono spazi pubblici i tre cortili (il Cortile dell’Orologio, il Cortile della Spezieria e il Cortile del Tabacco) e i varchi di accesso da diverse strade (via Guelfa, via di Sant’Orsola, via Taddea). Il piano terra è concepito come un’estensione del quartiere e delle funzioni della città, mentre i piani superiori sono destinati ad accogliere attività di formazione e crescita professionale; l’autorimessa esistente sarà a disposizione sia delle attività inserite nel complesso che della collettività. Nella convenzione è previsto che vengano realizzati un museo dedicato alla storia del complesso con una fruizione privilegiata per i fiorentini (inserimento nel circuito delle domeniche gratis, l’apertura gratuita dello spazio museale alle scolaresche di ogni ordine e grado della Città metropolitana di Firenze); un Centro di formazione professionale (CFP): l’operatore dovrà mettervi a disposizione a uso gratuito, per 15 giorni l’anno al Comune e per 15 giorni annui alla Città metropolitana, spazi pubblici destinati a sale riunioni/conferenze sulla base di una programmazione annuale da concordare. Programmata anche la realizzazione di spazi da dedicare a start up per la produzione culturale; una foresteria adibita all’ospitalità dei partecipanti ai corsi e dei rispettivi docenti del CFP e/o dei fruitori degli ambienti e della Scuola di alta formazione. Troveranno spazio anche i servizi turistici (Info point) per la promozione, commercializzazione e gestione di prodotti turistici complessi e integrati e una scuola di alta formazione di livello universitario e/o parauniversitario, dove dovranno essere garantite per ogni anno scolastico tre borse di studio per la frequentazione delle scuole presenti nel complesso.

Il progetto il complesso monumentale è stato rinnovato per offrire a fiorentini e turisti attività sociali e culturali in un moderno spazio polivalente

Per Santa Maria Novella si apre una nuova era

Il complesso monumentale di Santa Maria Novella è pronto a rinascere. La riqualificazione del centro di Firenze ha avuto una delle sue tappe principali nei progetti dedicati al complesso, una delle realtà museali più importanti della città, con una media di oltre 400.000 visitatori all’anno e una superficie complessiva di 30.000 metri quadrati. Costituito dalla Basilica e dal Convento (XIII secolo) inclusi nel Sistema dei Musei Civici Fiorentini e dal seicentesco Monastero Nuovo, il complesso ha iniziato un percorso di evoluzione per trasformare i suoi spazi in una realtà in continuo dialogo con la città e con i suoi abitanti. Negli anni, infatti, si sono susseguiti vari interventi e progetti di ampliamento e riqualificazione, tra i quali spicca il protocollo con l’Arma dei Carabinieri (settembre 2020) che sancisce l’utilizzo ad uso civico di alcuni spazi dei militari. Ma la trasformazione in atto del complesso è a 360 gradi: dall’ampliamento dell’attuale museo civico alla nuova sala di accoglienza per la città, passando per una nuova biblioteca civica, nuovi spazi per il social housing a disposizione della cittadinanza, la piazza Mediterranea, il presidio di sicurezza dei Carabinieri e molto altro. Nel 2021, infatti, è stata approvata la nuova configurazione funzionale delle porzioni oggetto di rigenerazione urbana. In questo percorso di rinnovamento del complesso monumentale di Santa Maria Novella, in un grande spazio polivalente per la città, un passaggio fondamentale è quello del Mundi - Museo nazionale dell’Italiano, di prossima apertura. Si tratta del primo grande museo della lingua italiana, una nuova istituzione museale moderna, dinamica, e tecnologica. Per questo motivo, l’acronimo Mundi vuole evocare l’idea dell’italiano come lingua del mondo, coinvolta in una rete di relazioni che nei secoli l’hanno messa in contatto, in un proficuo scambio reciproco, con i tanti altri linguaggi della cultura.

IL PUNTO DEL SINDACO SUI LAVORI

A fine 2023, illustrando l’avanzamento dei lavori, il sindaco Dario Nardella ha espresso la sua soddisfazione sulle prospettive che darà il progetto: «Santa Maria Novella diventerà il più grande hub socioculturale di Firenze». Inoltre, ha continuato parlando delle prossime tappe che interesseranno il complesso e la sua riqualificazione, a partire dai lavori degli appartamenti per il social housing che si affacciano su via della Scala. Seguiranno i lavori per la caffetteria, la biblioteca del quartiere e tutta la parte di accoglienza e informazioni turistiche. Entro il 2025 saranno ultimati anche il progetto di Galileo Lab e il museo e Archivio Alinari. Concludendo, Nardella ha sottolineato il ruolo sociale del progetto di riqualificazione: «Abbiamo voluto che Santa Maria Novella non fosse solo un polo turistico ma anche sociale: vanno in questa direzione la nuova biblioteca di quartiere, la nuova piazza pubblica e gli appartamenti di social housing a canone calmierato». Un progetto pensato per la città e per il benessere dei cittadini, dunque, pronto a inserirsi nel tessuto urbano di Firenze e nella vita della comunità cittadina.

In primo piano

Un investimento da 37 milioni per il cuore pulsante della città

L’impegno della città per dare un nuovo volto al complesso monumentale di Santa Maria Novella si vede innanzitutto dal grande investimento pubblico fatto per riqualificarne gli spazi. Un investimento che il sindaco Dario Nardella ha fatto sapere essere pari, complessivamente, a 37 milioni di euro. Nello specifico, il progetto più consistente è quello relativo al Mundi, che vale 5,5 milioni di euro. In particolare, l’ampliamento del museo e i depositi museali visitabili sfiorano la cifra di quattro milioni di euro, investiti per dare risalto al racconto della lingua italiana all’interno di sale completamente rinnovate. Per le funzioni culturali previste nel masterplan e non ancora concluse, dalla Biblioteca Civica alla nuova piazza pubblica interna dedicata al Mediterraneo, fino all’accoglienza istituzionale, è stata inserita una specifica previsione nel Pon Metro Plus per 6 milioni di euro. Al social housing, invece, sono dedicate due tranche delle monetizzazioni urbanistiche delle trasformazioni in corso in città per circa 1,7 milioni di euro. Una grande sfida vinta per la città, che presto vedrà un complesso completamente rinnovato e pronto a conquistare un ruolo socioculturale di primo piano nella vita di Firenze. Un ruolo che gli spetta e che la cittadinanza è pronta a dargli.

Gli interventi tutti i cambiamenti, dal percorso di visita unitario all’apertura del mundi

Ecco la nuova configurazione che valorizza un pezzo di storia

I progetti di riqualificazione si inseriscono in un più ampio progetto di valorizzazione del complesso di Santa Maria Novella. Dal 2012, con l’accordo di valorizzazione tra Comune di Firenze e Fondo edifici di culto, sono stati resi fruibili in un percorso di visita unitario della Basilica e degli ambienti adiacenti. Dal 2017 il Chiostro Grande, il Dormitorio settentrionale e la Cappella del Papa sono stati definitivamente inclusi nel percorso di visita, con l’ampliamento della superficie fruibile da 6.000 a 12.500 metri quadri.

La cronologia

La nuova configurazione funzionale approvata dalla giunta nel 2021, nei dettagli, ha previsto il presidio di sicurezza dell’Arma, il Mundi, l’ampliamento ulteriore del museo civico di Santa Maria Novella (8.000 metri quadri totali), 4.000 metri quadrati di housing sociale, e vari servizi come la nuova biblioteca civica. Prevista anche l’accoglienza dell’Archivio Alinari e nuovi spazi culturali per la Farmacia Santa Maria Novella. Nel 2022 si aggiungono nuovi tasselli: il progetto Mediterranea, ovvero la grande piazza pubblica del Mundi.

L’anteprima

Il Mundi, inoltre, ha visto la prima apertura temporanea, in anteprima, di due sale mentre proseguono i lavori interni. Il presidio di Carabinieri, la fototeca e la nuova facciata su via della Scala sono ultimati, mentre tra gli altri interventi in corso spiccano: l’archivio del vecchio museo Firenze, che sarà trasferito dalla biblioteca delle Oblate; i depositi museali visitabili che raccoglieranno e renderanno fruibili tutte le opere di proprietà civica; la nuova sala di accoglienza turistico-museale che ospiterà il nuovo info point di piazza Stazione; il Galileo lab, ovvero nuovi spazi per il museo Galileo; il nucleo pensato per l’accoglienza di eventi e di ospiti istituzionali. Un quarto dell’ex Monastero Nuovo (circa 4.000 metri quadri), infine, è riservato all’Edilizia Residenziale Sociale per promuovere l’attrattività e la qualità del centro storico attraverso l’integrazione con le funzioni civiche e culturali (Archivi, Biblioteca, Musei, Accoglienza).

Spettacolo la macchina scenica inaugurata un anno fa ha moltiplicato palcoscenici, quinte e dimensioni per creare scenografie di grande effetto

Maggio Fiorentino, un teatro ad alta tecnologia

Un esempio di tecnologia unico in Europa, un gioiello di innovazione che cambierà la qualità e la quantità delle opere rappresentate moltiplicando palcoscenici, quinte, effetti e dimensioni. La macchina scenica del Teatro del Maggio musicale fiorentino, inaugurata un anno fa dal Don Carlo, ha preso vita incrementando le attività dello spazio teatrale. L’ultimo tassello nella realizzazione del nuovo teatro ha avuto un costo di 14 milioni di euro. La complessa macchina scenica prevede quattro elevatori centrali, otto carri mobili laterali e due posteriori, un carro girevole. Tra scenotecnica superiore e inferiore ci sono 200 motori di azionamento. Il palcoscenico della Sala Grande ha una dimensione di 2.600 metri quadrati di cui 1.600 (il 60%) mobili.

LE PIATTAFORME

In sostanza, nel palcoscenico centrale si trovano oggi quattro grandi piattaforme che possono elevarsi dal piano di palco oppure abbassarsi creando una fossa, “un baratro” profondo più di quattro metri. Questa soluzione permetterà grandi effetti teatrali tra i quali anche la comparsa e scomparsa rapida di un’intera scenografia. Lo stesso vale per i palcoscenici laterali, dove si trovano carri mobili delle stesse dimensioni e quantità degli elevatori di palco che potranno spostarsi individualmente oppure a gruppi, portando la scenografia nel palco centrale quando richiesto. Analogamente, una piattaforma di notevoli dimensioni potrà avanzare dal fondo palco e al suo interno un disco girevole potrà muoversi creando dei movimenti rototraslanti.

L’INVESTIMENTO

I lavori del terzo e ultimo stralcio del teatro sono iniziati nel 2019: con i 60 milioni ottenuti dallo Stato con lo stanziamento del Cipe Cultura del 1° maggio 2016 è stata prevista la realizzazione della scenotecnica inferiore della sala lirica, il completamento della sala sinfonica (inaugurata alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella), la realizzazione della sala coro e della sala regia e altre sale di supporto. Il costo complessivo dell’opera, sulla base del progetto esecutivo approvato nel 2010, ammonta a circa 262 milioni di euro. L’importo dei lavori del primo stralcio è stato pari a circa 156 milioni di euro, il secondo stralcio è stato pari a circa 46 milioni di euro, e il terzo e ultimo stralcio appena ultimato ha comportato una spesa di 60 milioni di euro più un “addendum” di 3,3 milioni per completare ristorante, spazi di relazione della Fondazione e sistemazioni esterne.

Polo multifunzionale

Con la nascita dell’Auditorium più posti a sedere per i concerti

Con la nascita dell’Auditorium del Maggio musicale è stato creato un nuovo grande spazio multifunzionale in città, una sala dedicata alla musica sinfonica per 1.100 posti che si aggiungerà a quella già presente e dedicata alla Lirica, per 1.936 posti a sedere. Luoghi che, insieme alla cavea all’aperto per oltre 2.300 posti, costituiscono il “Parco della Musica”, provvisto di tutti i servizi per l’accoglienza del pubblico, sale prova per orchestra, coro e ballo, laboratori, camerini, uffici e quant’altro necessario alla produzione artistica. Il teatro del Maggio musicale fiorentino si inserisce in un’ampia rivalutazione dell’area tra il parco delle Cascine e Piazza Vittorio Veneto.

Riconversione previsti oltre 100 posti letto a prezzi calmierati per gli universitari fuori sede

La caserma Lupi di Toscana diventerà uno studentato

Il problema della casa è uno dei principali per gli studenti fuori sede e gli alloggi pubblici sono largamente insufficienti. Per questo, oltre a quello previsto a San Salvi per 150 posti letto, già progettato e per il quale il Comune ha già reso disponibili 10 milioni, altri 8 milioni di euro arrivati dal Ministero dell’Università e della Ricerca sono stati destinati alla realizzazione di un nuovo studentato pubblico a Firenze: l’obiettivo è offrire agli universitari 114 nuovi posti letto a prezzi calmierati. I fondi sono stati destinati a Casa spa, tramite la quale il Comune aveva presentato la candidatura al bando su fondi Pnrr. Il nuovo studentato sarà composto da due edifici e sarà realizzato nell’ex caserma Lupi di Toscana nell’ambito della riqualificazione generale del complesso ora di proprietà comunale.

LE MISURE PER LA CASA

L’impegno dell’amministrazione comunale per la casa si aggiunge al blocco degli affitti brevi nel centro storico, lo stop alle monetizzazioni per aumentare il social housing e la ristrutturazione degli appartamenti di edilizia popolare. Il progetto del nuovo studentato ai Lupi, in particolare, prevede la realizzazione di 55 posti in camere singole, 38 in camere doppie e 21 in mini alloggi, con due aule studio, sale riunioni, locale fitness, sala video e musica ed emeroteca. La spesa complessiva prevista è di 12,7 milioni di euro e il Comune di Firenze cofinanzierà l’intervento con propri fondi.

L’Urban Center nato dal passato industriale

Da centrale termica a urban center per l’arte contemporanea. Il complesso di Novoli è uno degli interventi di riqualificazione più significativi realizzati in questi anni dall’amministrazione comunale. Il complesso si sviluppa su due piani per una superficie complessiva di circa 2.200 metri quadrati. Al piano alto si trovano una sala lettura e uno spazio polivalente per incontri e convegni mentre il piano terra ospita un vero e proprio centro appositamente progettato per i più giovani, con una sala multimediale attrezzata e sistemi informatici di ultima generazione, quali schermi touch screen e stampanti 3D.

LA STORIA

Lo stabilimento venne realizzato alla fine degli anni ’30 e si narra che la costruzione sarebbe stata commissionata dagli strateghi dell’Aeronautica che intendevano trasferire da Torino la Fiat Aviazione perché facile bersaglio delle incursioni nemiche. Poco dopo l’inizio della costruzione pare venne dato il contrordine. Tuttavia, l’opera di realizzazione del complesso industriale proseguì usufruendo del terreno concesso dall’amministrazione comunale e poi fu utilizzato per la produzione di motori da automobili. Dalle sue ceneri è nato un magnifico centro espositivo e culturale. Un luogo di incontro per il quadrante a nord della città, come una grande “piazza pubblica” al coperto dove confrontarsi e conoscere la città nel suo divenire. Un luogo di cultura nel quale si “sente” il rapporto tra passato e futuro, con numerose ed eterogenee offerte ai cittadini di tutte le età. Un luogo dinamico dove i progetti immaginati, quelli realizzati e le idee sul futuro della città trovano spazio per offrire uno sguardo sulla Firenze più dinamica, osservata attraverso i suoi cambiamenti e immaginata nel suo possibile futuro.

Parchi e giardini l’amministrazione si è impegnata in questi anni a valorizzare la dimensione sociale degli spazi aprendoli alle scuole e alle associazioni

Con l’attenzione al verde la città è più vivibile

Nuovi parchi e giardini e riqualificazione di quelli esistenti, aumento delle risorse sulla manutenzione degli alberi, nuove aree gioco inclusive. Sono molti gli interventi promossi sul verde a Firenze negli ultimi anni. Un’attenzione al verde non come semplice arredo ma di contrasto ai cambiamenti climatici e di mitigazione dei loro effetti da un lato, dall’altro tanti interventi che dimostrano come sia alta l’attenzione alla funzione sociale del verde e dello spazio pubblico reso più curato, funzionale e vivibile per i cittadini, in tutti i quartieri e con particolare attenzione alle periferie. Dopo gli anni del Covid, infatti, la dimensione anche “sociale” e di “vivibilità” del verde deve essere riscoperta e ampliata. L’amministrazione ha quindi lavorato per rendere gli spazi verdi più vivi e vissuti possibile, anche grazie allo strumento importante dei patti di collaborazione, agli eventi organizzati da associazioni e gruppi di cittadini, alla presenza delle scuole che potranno usarli per l’outdoor education. I giardini vivi sono giardini sicuri, luoghi in cui si ricostruiscono anche relazioni e un rapporto positivo con il bene comune.

GLI INTERVENTI PRINCIPALI

Sono oltre venti i parchi e i giardini riqualificati nell’ultimo anno, sia in centro che in periferia. Grazie ai fondi europei sono stati realizzati o sono in corso di conclusione numerosi interventi come l’ampliamento della fruibilità dell’area del Parco di Villa Strozzi; la riapertura dell’area tergale del Giardino del Sole con la realizzazione di nuovi percorsi drenanti e la sistemazione dell’area cani; la valorizzazione del giardino di via del Mezzetta con 115 nuovi alberi, percorsi ciclopedonali, ampliamento aree gioco e nuove aree fitness; la riqualificazione del giardino ex Meccanotessile con l’inserimento di nuovi alberi, nuove sedute, una nuova area giochi e revisione della pavimentazione del campo da basket; la riqualificazione della Fattoria dei ragazzi. Molti anche i giardini in aree periferiche riqualificati, da quelli di piazza Matas a via Castelnuovo Tedesco, da Quaracchi al Sodo a Pontignale. Tra le aree verdi più ampie il parco delle Cascine, il più esteso parco cittadino, interessato sia dal restauro dei monumenti presenti che da nuove piantagioni, nuovi arredi e siepi e dalla realizzazione di nuove “oasi di biodiversità”, ovvero 10 ettari dedicati alla natura per rispettare i cicli naturali e tutelare piante e animali; o il parco del Mensola, un nuovo parco di venti ettari che collega l’abitato di Ponte a Mensola con le sponde dell’Arno attraverso un percorso ciclopedonale e una passerella, il primo progetto che unisce la funzione sociale di parco a quella ambientale di cassa di espansione. Oppure l’attenzione al parco di San Donato, appena intitolato al magistrato Piero Vigna, dove sono stati piantati 320 nuovi alberi. Molte anche le aree gioco riqualificate sia nelle strutture scolastiche che nei giardini pubblici, da viale Malta a piazza Tasso, da piazza d’Azeglio a Quaracchi, da Ugnano a piazza Val d’Elsa, chiedendo ai progettisti di rendere ogni spazio inclusivo e accessibile a tutti. È stato inoltre avviato il percorso di realizzazione del progetto del nuovo Parco Florentia che sarà in grado di creare una grande area verde tra le Cascine e i Renai, un vero grande parco metropolitano: sono già state concluse la pulizia, la manutenzione dell’area del Poderaccio e gli interventi di riqualificazione dell’area del lago nel Parco dell’Argingrosso con la realizzazione del nuovo “teatro sull’acqua”.

IL PATRIMONIO ARBOREO

Nel corso del mandato è stato aumentato del 68% l’importo dedicato alla manutenzione ordinaria del verde pubblico. La città ha un patrimonio verde importante di quasi 75 mila alberi da incrementare e proteggere seguendo i protocolli più affidabili presi a riferimento anche a livello internazionale e adottati dalla Società Italiana di Arboricoltura, per garantire il più pwossibile la sicurezza delle persone. Solo nel 2023 il Comune ha svolto 22.200 Vta (Visual tree assessment) e controllato circa 1.200 alberi dei giardini scolastici in via straordinaria grazie a un emendamento al bilancio pluriennale pari a 300mila euro. Sono state effettuate valutazioni strumentali con prove penetrometriche, prove di trazione, scalzamenti manuali dell’apparato radicale, tomografie e controlli in quota. Questo piano, realizzato con i tecnici dell’amministrazione e il supporto di esperti e professionisti – come Alessandro Trivisonno, Francesco Ferrini, Alberto Giuntoli e Stefano Mancuso – ha dato risultati confortanti che confermano l’affidabilità degli strumenti adottati per verificare lo stato di salute degli alberi e che ci aiuteranno a diminuire ulteriormente il rischio. Oltre ai controlli l’amministrazione è al lavoro per aumentare il numero di alberi totali in città come antidoto all’aumento delle temperature e alle isole di calore ma anche per migliorare la vivibilità.

La Manifattura Tabacchi rinasce con moda e arte contemporanea

La Manifattura Tabacchi, attiva per oltre settant’anni e dismessa dal 2001, è un complesso edilizio di architettura razionalista progettata da Bartoli e Nervi negli anni ’30 che conta 16 edifici disposti su un’area di circa 100.000 mq, quando il Monopolio decise di unificare gli impianti di Sant’Orsola e San Pancrazio. La nuova Manifattura Tabacchi rinasce grazie al progetto di rigenerazione: passato e futuro si incontrano generando un hub creativo che si propone di dar vita a un nuovo quartiere della città complementare al centro storico, animato dall’energia di spazi per la moda, l’arte contemporanea, il design e l’alta formazione aperto a tutti e connesso col mondo. Il Masterplan prevede un articolato mix funzionale tutto nel segno della sostenibilità dove gli edifici originali e quelli di nuova costruzione ospitano scuole, un nido d’infanzia, atelier e laboratori, uffici e spazi per il co-working, residenze, uno studentato, un hotel e un birrificio. I cancelli che isolavano la fabbrica saranno aperti e i muri rimossi per aprire il nuovo complesso alla città e al mondo.

Social housing

Riapre il Casone di via dell’Osteria

Dopo anni di abbandono il Casone di via dell’Osteria torna a nuova vita: la ristrutturazione e il nuovo progetto “Osteria Social Club” declinano tutti i principali e qualificanti principi del social housing. Si tratta di un’iniziativa di rigenerazione urbana messa in atto grazie alla partnership pubblico-privata con la Fondazione CR Firenze. L’edificio, disposto su quattro piani, è suddiviso complessivamente in 83 appartamenti di dimensioni diverse, con un’autorimessa al piano interrato, da assegnare a canone calmierato a famiglie con difficoltà abitative.

L’ex panificio

L’area militare diventa per tutti

Un’area di circa 10.000 mq utilizzata tra gli anni ’20 e gli anni ’30 del ’900 per rifornire di generi di prima necessità le strutture militari della città, in seguito utilizzato solo come magazzino e rimessa e dismesso definitivamente alla fine degli anni ’70. Diventerà uno spazio vivibile per gli abitanti della zona. I lavori sono partiti dal verde con la piantumazione dei primi alberi e oltre alla realizzazione di un supermercato, che prevede un progetto a volumi “sottozero” cioè con una riduzione della superficie da ricostruire da 10mila a 8mila mq, ci saranno anche un parcheggio pubblico una nuova area giardino di 5mila mq che diventerà luogo di aggregazione per il quartiere.

EX MECCANOTESSILE

C’è una storia da restituire alla città

Dagli anni ’70 l’area dell’ex Mecanotessile, dove un tempo lavoravano migliaia di persone, è purtroppo rimasta soltanto come ricordo di un glorioso passato. Finalmente questo luogo sta riprendendo vita. Nei 27mila quadrati saranno realizzati 50 miniappartamenti ad affitto calmierato per giovani coppie; un altro obiettivo è trasformarlo ina una sede per la formazione. Il Meccanotessile è stato a lungo inaccessibile e degradato. Nei prossimi mesi diventerà una zona curata e vitale al centro del quartiere. Al posto di fabbriche abbandonate e inquinamento ci sarà una nuova area della città dove studiare, giocare, passeggiare e fare sport, vicina ai principali servizi e alla tramvia.

Ecologia completati i progetti di forestazione urbana. ecco tutti gli interventi conclusi per portare da 24 a 30 i metri quadrati di verde per ogni fiorentino

Alberi in tutte le aree per contrastare le “isole di calore”

Gli alberi e in generale il verde sono fondamentali per cercare di contrastare i cambiamenti climatici che soprattutto nelle città fanno emergere i loro effetti più dannosi (dall’aumento delle temperature agli eventi meteorologici estremi) e per mitigarne per quanto possibile gli effetti. Per questo, oltre a conservare il patrimonio arboreo esistente, è stato fondamentale per l’amministrazione piantare nuovi alberi, ben 10mila in cinque anni, come principale strumento di lotta contro l’emergenza climatica in corso, per migliorare la qualità dell’aria che respiriamo e per abbattere gli inquinanti. Ma gli alberi nuovi non sono solo andati a rendere più verdi parchi e giardini ma anche a trasformare le arterie principali della città con un grande progetto di forestazione urbana voluto dalla giunta di Palazzo Vecchio e guidata dall’impegno dell’assessore all’Ambiente Andrea Giorgio. “Più verde, meno cemento; più ombra, meno calore” era stato lo slogan lanciato dal sindaco Dario Nardella in occasione della presentazione del piano da 2,3 milioni di euro per portare alberi in tutti i quartieri del capoluogo toscano. L’obiettivo era chiaro: aumentare il patrimonio arboreo e arbustivo della città, inserendo nuove aiuole su marciapiedi, parcheggi e spartitraffico per portare da 24 a 30 i metri quadrati di verde fruibile per ogni fiorentino. Perché, come aveva ricordato proprio l’assessore Giorgio, non c’è alcun intento estetico ma solo la volontà di migliorare la qualità dell’aria e contrastare il proliferare delle cosiddette “isole di calore”, cioè quell’aumento di temperatura che si ha spostandosi dalle zone rurali al centro cittadino. Le strade interessate sono state viale XI Agosto, viale Benedetto Croce, via Goffredo Mameli, via Mannelli, Largo Alcide de Gasperi-Lungarno Aldo Moro, via Rocca Tedalda, viale Filippo Strozzi, piazza Mentana, piazza Tasso, via Salvi Cristiani. In totale, sono stati piantati 176 nuovi alberi, oltre all’inserimento di arbusti e nuove aiuole. La scelta delle piante non è stata casuale: si tratta di specie autoctone, selezionate per la loro valenza ecologica e la loro capacità di adattarsi all’ambiente urbano.

Viale XI Agosto

L’area ha una valenza strategica e il progetto è nato dalla consapevolezza che viale XI Agosto sia una delle “porte della città” più importanti: raccoglie, infatti, il flusso proveniente dalla piana pistoiese-pratese, ma anche l’intero flusso autostradale della A1 proveniente da nord. La strategia di progetto mira a ridurre l’effetto “isola di calore” di una delle arterie più trafficate della città, incuneata tra autostrada, viadotto e aeroporto, e alla razionalizzazione delle corsie carrabili ripensando il viale in due corsie per senso di marcia lungo tutta la sua interezza per una velocità più costante e ridotta e quindi una maggiore sicurezza. Nell’aiuola centrale sono stati piantati 29 nuovi alberi (querce, farnie e lecci) ma anche arbusti ravvicinati per dare qualità d’insieme e su file diverse in modo da creare prospetti visivi e interesse sulla composizione.

Viale Benedetto Croce

Il progetto è partito dall’idea di sfruttare l’occasione di inserire aiuole e alberature per creare spazi di maggiore respiro da destinare alla socialità dei residenti, con marciapiedi che combinano lo spazio di percorrenza con aree pedonali più ampie. L’intervento è una sorta di piccolo boulevard in cui le infrastrutture di mobilità dolce si uniscono a spazi ombreggiati creati per poter sostare e socializzare. In totale i nuovi alberi sono 34 (aceri, querce, peri chanticleer e spino di giuda).

Via Mameli

Sono stati risistemati due parcheggi di forma triangolare che compongono le aree di via Goffredo Mameli, lato via San Gervasio e via Sette Santi. Sono stati piantumati alberi al centro di aiuole triangolari e rettangolari a raso, attraverso la riconfigurazione degli attraversamenti pedonali e della distribuzione funzionale dei parcheggi. La nuova distribuzione pedonale permette il miglioramento della circolazione e l’abbattimento delle barriere architettoniche. Nello specifico, l’intervento ha messo a dimora dei filari composti da alberi di prima grandezza: 10 aceri e 28 arbusti in via Sette Santi e 12 querce e 26 arbusti in via San Gervasio. Per favorire l’ombreggiamento delle persone in attesa alla fermata autobus presente in via San Gervasio sono state messe alberature e panchine sugli spazi adibiti a marciapiedi.

Via Mannelli

Sono stati piantati nuovi alberi davanti alla stazione di Campo di Marte e riorganizzati posti auto, moto, bici e stalli di sosta taxi. Nel dettaglio, sono stati piantati dieci esemplari di Ginkgo Biloba. La nuova distribuzione pedonale permette il miglioramento della circolazione e l’abbattimento delle barriere architettoniche. Gli stalli di sosta passano da una configurazione a lisca di pesce a una configurazione in linea con nuovi spazi anche per le biciclette.

Largo De Gasperi viale Aldo Moro

Il progetto ha permesso di piantare di 10 nuove alberature in luogo di altrettanti posti auto su Lungarno Aldo Moro e cinque nuovi alberi in largo De Gasperi. I nuovi alberi sono dei Ginkgo Biloba. È anche stata disposta la realizzazione di un’aiuola verde con arbusti in prossimità dell’incrocio tra lungarno Aldo Moro e Largo Alcide De Gasperi.

Via Rocca Tedalda

Il progetto di riqualificazione a verde ha riguardato la zona di spartitraffico-rotatoria posto in prossimità dell’incrocio con via Aretina: sono state realizzate aiuole alberate posizionate parallelamente ai marciapiedi laterali, che risulta allargato a 1.50 metri, e sulle zone di estremità della rotatoria, senza riduzione di posti auto. Le aiuole sono delimitate da cordoli in calcestruzzo. Sono stati piantati cinque alberi e 30 cespugli. Gli alberi, della specie Ginkgo Biloba, favoriscono l’ombreggiatura delle auto in sosta durante l’arco della giornata.

Viale Strozzi

È stato realizzato un nuovo cordolo alberato al centro della carreggiata di viale Filippo Strozzi al posto della barriera new jersey in calcestruzzo esistente. La zona di intervento ha un’estensione di circa 180 metri ed è situata in posizione antistante rispetto a Piazza Caduti dell’Egeo. Il nuovo cordolo in calcestruzzo contiene sia le nuove alberature di prima grandezza, in totale 18 aceri, che arbusti. A completamento dell’intervento di riqualificazione della zona centrale della carreggiata, è stato ripristinato l’attraversamento pedonale mediante nuovo impianto semaforico.

Piazza Mentana

Il progetto ha portato alla realizzazione di un’aiuola alberata con cordolo perimetrale in acciaio Corten al centro della piazza, la piantagione di quattro alberi di Ginkgo Biloba e l’installazione di arbusti. Inoltre, è stata creata un’area verde attorno al “Monumento dei caduti della battaglia di Mentana” con possibilità di sosta grazie all’inserimento di panchine architettoniche, sia in acciaio che in legno, oltre che fioriere.

Piazza Tasso

La zona oggetto dell’intervento è un’area di parcheggio asfaltata e in passato priva di alberature, posta a Sud Est di piazza Tasso, compresa tra l’area verde della piazza stessa e Viale Petrarca, arteria stradale a intenso transito veicolare. È stata realizzata un’aiuola alberata con cordolo al centro dell’area parcheggio e un’altra alberata posta a nord-est. Sono state inserite nuove querce intervallate da arbusti. Oltre a un vantaggio in termini di decoro della piazza e a una percezione più gradevole del contesto, gli elementi vegetali concorrono a garantire la delimitazione degli stalli di sosta centrali, migliorando l’organizzazione della zona grazie alla presenza di una macchia sempreverde composta da arbusti e alberi. Questi garantiscono l’ombreggiamento dell’area e contribuiscono a ridurre l’effetto “isola di calore”.

Via Salvi Cristiani

Le aree interessate dal progetto hanno inizio in via Salvi Cristiani all’altezza dell’Istituto Comprensivo Coverciano e arrivano fino a via Ferdinando Martini, proseguendo poi fino all’incrocio con via Manni. Sono state realizzate aiuole alberate posizionate su un nuovo cordolo verde, per favorire l’ombreggiatura delle auto e della zona del mercato durante tutto l’arco della giornata. Nel tratto di via Salvi Cristiani compreso tra via del Clasio e via del Bargeo, le posizioni dei posti auto al centro della strada e del nuovo cordolo sono state invertite. In totale sono stati piantati 33 esemplari di querce.

CULTURA AMBIENTALE

Altri interventi di forestazione urbana sono stati conclusi con risorse proprie dell’amministrazione in via Magellano, piazza Nobili, piazza del Crocifisso, piazza Santa Caterina, piazza Ferrucci, Lungarno della Zecca. Un altro esempio di mitigazione delle isole di calore è dato dalle “pareti verdi” sugli edifici scolastici, immobili pubblici e di edilizia residenziale pubblica, con l’obiettivo anche di promuovere la cultura ambientale: in totale si tratta di 1.800 metri quadrati di nuovo verde su una quindicina di pareti.

Parco animali nuovi box e fotovoltaico per la struttura

Maxi donazione per aiutare cani e gatti “trovatelli”

Uno splendido regalo per la città. Non c’è miglior modo per definire l’ingente lascito di Fernanda Rafanelli, una residente fiorentina recentemente scomparsa che ha donato alla città 600mila euro da destinare alla cura di bambini, anziani e animali. Parte della cifra è andata al Parco degli Animali di Firenze, situato a Ugnano e casa di oltre un centinaio di randagi provenienti anche dai Comuni vicini. Grazie alla donazione, sono stati costruiti 12 nuovi rifugi per cani randagi e 10 nuovi box per le pensioni. Inoltre, sui tetti degli alloggi sono stati installati degli impianti fotovoltaici per rendere autosufficiente la struttura dal punto di vista energetico. Il progetto legato alla donazione, concordato con il Servizio igiene veterinaria dell’ASL e con l’Ordine dei veterinari, ha previsto anche la riorganizzazione dell’attuale ambulatorio e la realizzazione di nuovi box per l’isolamento presso la struttura sanitaria di Viale Corsica, gestita dall’Azienda Sanitaria.

STOVIGLIOTECA

Una buona pratica per ridurre la plastica in città

Firenze ha rinnovato il suo impegno verso la sostenibilità ambientale e l’inclusione sociale attraverso l’ampliamento e il potenziamento della Stoviglioteca. Questo servizio, che offre il prestito gratuito di stoviglie riusabili per ridurre l’uso della plastica e la produzione di rifiuti derivati da materiali usa e getta, si è infatti esteso grazie a una collaborazione con Arci e alla cooperativa di delivery solidale Robin Food. I fiorentini ora hanno a disposizione due punti di raccolta - uno a nord e uno a sud della città - dove possono accedere al prestito di stoviglie, il cui numero è stato raddoppiato, arrivando così a 400 coperti disponibili. Inoltre, per rendere il servizio ancora più accessibile, è possibile richiedere la consegna a domicilio tramite i rider di Robin Food, che effettuano la consegna in bicicletta. Un’opzione che offre comodità e sostenibilità, contribuendo allo stesso tempo al sostegno di un’iniziativa solidale.

Un pieno di contributi per i veicoli eco-friendly

Sostituire i veicoli più inquinanti con modelli eco-friendly è ora più vantaggioso che mai per cittadini e imprese di Firenze. Sul sito del Comune è online il bando con tutte le informazioni necessarie per usufruire dei contributi per un totale di tre milioni di euro. Tra le novità, c’è la possibilità di scegliere auto usate o benzina Euro 6. Il contributo per un privato può arrivare a 3.500 euro per un’auto a benzina o 5.000 per una elettrica nuova. I cittadini che vogliono partecipare al bando dovranno avere un ISEE massimo di 50 mila euro e sono previsti importi maggiori per chi ha l’ISEE sotto i 36 mila euro. L’iniziativa è suddivisa in due fasi. La prima è di prenotazione e dichiarazione di possesso dei requisiti di partecipazione al bando. Le richieste di contributo possono essere presentate fino alle ore 12 del 30 settembre 2024, esclusivamente online sul sito internet della società SAS. La seconda fase è di rendicontazione dell’investimento (acquisto e rottamazione del vecchio veicolo) e richiesta di liquidazione del contributo. La rendicontazione potrà essere presentata dalle ore 12 del 1° marzo 2024 fino alle ore 12 del 31 dicembre 2024.

Il green al posto del cemento arrivano i “pocket garden”

Si chiamano pocket garden, ma anche pocket park o parchi “tascabili”: sono piccoli spazi aperti urbani, prevalentemente asfaltati e non nati come parchi che, dopo opportune trasformazioni, si pongono l’obiettivo di riattivare e ricucire frammenti di città creando una rete di spazi verdi vissuti dai cittadini. Molto frequenti nelle città europee, arrivano per la prima volta anche a Firenze grazie a un progetto da quasi 600mila euro, finanziato con fondi europei React e approvato dalla giunta con due delibere su proposta dell’assessore all’Ambiente Andrea Giorgio. In totale saranno realizzati una decina di pocket garden. La “filosofia” è quella di trasformare aree di passaggio, spesso ora poco curate e inutilizzate, in luoghi verdi e vivibili, togliendo spazio al cemento, soprattutto nelle zone meno centrali e in mezzo ai palazzi, per aumentare le superfici drenanti e il verde con alto valore ecosistemico, come gli alberi contro le isole di calore. I pocket garden servono anche a rendere fruibili dai cittadini queste aree con l’installazione, dove possibile, di giochi e sedute, a beneficio della socialità. I primi pocket garden sono stati realizzati in viale Redi, via Benedetto Marcello, via Ponte alle Mosse, via Monteverdi, via Isonzo, viale dei Mille e via Marconi. Tutti gli interventi di realizzazione dei “pocket garden” rispondono ad alcuni criteri-base: utilizzo di piante tolleranti gli stress climatici, resistenti alla siccità e che richiedono bassi livelli di manutenzione; piantagione di nuove alberature e pergole in grado di contrastare i fenomeni di isola di calore e di riscaldamento da irraggiamento solare; sostituzione di aree impermeabili con pavimentazioni drenanti; implementare la biodiversità tramite la messa a dimora di nuove alberature e piante amate dagli insetti impollinatori; creare nuovi spazi di comunità con arredi e sedute realizzati con materiali ecosostenibili e riciclabili.

Aree quiete

Tre oasi di silenzio per rigenerarsi dallo stress dell’inquinamento acustico

Tre “aree quiete” per mitigare l’inquinamento acustico in città. Tre piccole “oasi” di pace dove rigenerarsi dallo stress della vita frenetica cittadina e dove svolgere magari attività rilassanti quali lettura, yoga, conversazione sono nate negli ultimi mesi all’interno dei parchi del Mensola e dell’Anconella e nell’area verde Pettini Burresi. L’intervento di valorizzazione delle cosiddette aree quiete, inserito all’interno del più generale piano di risanamento acustico comunale, ha come obiettivo quello di aumentare o migliorare la fruibilità dei parchi esistenti attraverso la creazione appunto di “aree di quiete” al loro interno tramite interventi di miglioramento del comfort acustico e della fruibilità e vivibilità degli spazi. I parametri considerati sono il risultato di uno studio specifico redatto da un tecnico acustico che comprende sia elementi misurabili, come i decibel dovuti ad attività antropiche, in primis il traffico, che parametri soggettivi di percezione degli spazi urbani da parte dei fruitori. Gli interventi sono di tre tipi: mitigazione del rumore, ridefinizione degli spazi funzionali e sound masking ovvero attività di mascheramento sonoro dei rumori sgradevoli. Per i vari interventi si sono scelte soluzioni naturali e non invasive quali rimodellazione del terreno, nuove piantumazioni di siepi e arbusti, interventi sulle fontane per valorizzarne i suoni dei getti d’acqua, inserimento di sedute, arbusti, alberature, riorganizzazione degli spazi e dei percorsi. Il tutto per valorizzare il patrimonio cittadino di parchi e giardini, renderli più attrattivi e fruibili aumentando la dotazione urbana di zone di comfort acustico.

Rinnovabili Per privati, imprese e associazioni parte la fase di manifestazione di interesse per la costituzione delle CER nei quartieri 4 e 5. si chiuderà il 29 febbraio

Aperto il bando per le comunità energetiche

Entra nel vivo il progetto pilota delle prime due Comunità Energetiche Rinnovabili e Solidali (Cer-S) di Firenze. Si parte da due zone della città nei Quartieri 4 e 5: dopo il lavoro di analisi dei tetti pubblici che il Comune metterà a disposizione, è infatti aperta ora la fase della manifestazione di interesse da parte di cittadini, imprese e associazioni per aderire al percorso di costituzione. Gli interessati possono fare domanda fino al 29 febbraio sul sito del Comune, o agli URP dei due quartieri, compilando un form e allegando una bolletta. Al 31 gennaio, sono arrivate circa 450 manifestazioni di interesse. In totale verrebbero coinvolti più di 60 tetti di edifici pubblici (tra scuole, edifici comunali, impianti sportivi) per più di 143.000 metri quadrati e grazie alle Cer è stato stimato che sarà possibile risparmiare fino a 4.436 tonnellate di CO2 l’anno, pari all’azione di stoccaggio di circa 37.000 alberi in un anno.

L’IMPEGNO DEL COMUNE

Gli impianti saranno realizzati dal Comune, quindi ai cittadini non è richiesto alcun contributo, ma solo di dichiararsi interessati a consumare l’energia prodotta: saranno protagonisti di una svolta importante che permetterà di produrre energia rinnovabile, abbassare le bollette per chi ne ha bisogno e aumentare gli investimenti sul sociale. Successivamente, con chi si sarà reso disponibile sarà decisa la formula giuridica di gestione, saranno selezionati i partecipanti e le Cer fiorentine potranno entrare realizzando gli impianti.

RIVOLUZIONE CER

«Finalmente, grazie anche alla Fondazione CR Firenze, le prime Cer di Firenze partono - ha sottolineato l’assessore Giorgio - I cittadini ma anche commercianti, associazioni, circoli, parrocchie e imprese che sono nelle aree individuate, possono manifestare il loro interesse a partecipare compilando i moduli pubblicati sul sito del Comune. Si tratta di un’autentica rivoluzione per la transizione ecologica della città ed ecco perché il Comune ci scommette in prima persona facendone parte e installando i pannelli fotovoltaici sui tetti degli immobili comunali, dimostrando che le cose si possono fare: punteremo principalmente su scuole e impianti sportivi, dando anche un messaggio educativo ai bambini e ai ragazzi che li frequentano». «Le Cer permetteranno un beneficio anzitutto ambientale - ha concluso l’assessore - con la produzione di energia pulita da fonti rinnovabili, ma favoriranno anche impatti sociali sul territorio e aiuteranno la ricostruzione della comunità coinvolgendo i cittadini in assemblee, riproducendo una forma di democrazia dal basso. Il mio è un appello alle fiorentine e ai fiorentini: aiutateci, non c’è nessun costo ma moltissimi vantaggi per il pianeta, le bollette e i nostri quartieri».

I NUMERI

Gli edifici comunali che ospiterebbero gli impianti sarebbero autonomi energeticamente e il resto dell’energia (l’84,9%) potrà essere consumata da 7.430 utenze tra chi darà la propria disponibilità (3.140 per la Cer localizzata sotto la cabina primaria nel Quartiere 4 e 4.290 per quella nel Quartiere 5). L’investimento complessivo richiesto per installare gli impianti e i sistemi di misurazione e controllo sulle due Cer ammonta complessivamente a circa 12 milioni di euro. L’obiettivo del progetto è intercettare quanti più fondi pubblici possibile per la realizzazione degli impianti, anche grazie ai bandi della Regione di prossima pubblicazione.

Sostenibilità prima riunione dell’assemblea popolare che plasmerà le politiche ambientali

La sfida di Firenze per il clima una questione di partecipazione

Cento cittadini riuniti nella prima assemblea popolare volta a supportare la strategia del Comune di Firenze sul clima e sulla sostenibilità. L’iniziativa - che ha debuttato lo scorso novembre nel Salone dei Cinquecento - è parte integrante del percorso partecipativo “Firenze per il Clima” e rappresenta un’opportunità senza precedenti di coinvolgimento attivo della cittadinanza nella definizione delle politiche ambientali. L’assemblea, che sarà permanente e si svolgerà periodicamente fino al 2030, si pone come un invito aperto alla città affinché contribuisca con idee e proposte alla creazione di una Firenze neutrale dal punto di vista climatico.

APPROCCIO PARTECIPATIVO

In occasione della “prima”, il sindaco Dario Nardella ha sottolineato l’importanza di questo approccio partecipativo, che mira a coinvolgere pienamente la comunità nella costruzione di un futuro sostenibile. L’obiettivo è chiaro: far sì che Firenze diventi un esempio di impegno concreto nella lotta contro l’emergenza climatica. L’assessore all’Ambiente e alla Transizione ecologica Andrea Giorgio ha ribadito l’importanza di questa sfida ecologica, sottolineando il ruolo cruciale che la partecipazione cittadina avrà nel definire i cambiamenti necessari nei comportamenti quotidiani per ridurre l’impatto ambientale. Grazie al sostegno tecnico-specialistico di Lama Impresa Sociale, cittadini e organizzazioni avranno l’opportunità di diventare protagonisti attivi nella transizione ecologica della città.

I LAVORI

L’assemblea è stata selezionata in modo rappresentativo della comunità fiorentina, con una variegata rappresentanza di residenti di diverse età, quartieri e situazioni socioeconomiche. Divisi in quattro gruppi di lavoro - mobilità, energia, ambiente urbano ed economia circolare - i partecipanti hanno il compito di identificare le azioni concrete che vorrebbero intraprendere per rendere Firenze più sostenibile, nonché di individuare gli ostacoli che impediscono loro di adottare comportamenti virtuosi. Questo ambizioso percorso di partecipazione promette di essere il cuore pulsante di una Firenze in continua evoluzione verso la sostenibilità ambientale, con i cittadini chiamati a contribuire attivamente alla costruzione di un futuro migliore per la propria città.

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di Redazione web