Il Tirreno

Per Santa Maria Novella si apre una nuova era

Per Santa Maria Novella si apre una nuova era

Il complesso monumentale è stato rinnovato per offrire a fiorentini e turisti attività sociali e culturali in un moderno spazio polivalente

08 febbraio 2024
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Il complesso monumentale di Santa Maria Novella è pronto a rinascere. La riqualificazione del centro di Firenze ha avuto una delle sue tappe principali nei progetti dedicati al complesso, una delle realtà museali più importanti della città, con una media di oltre 400.000 visitatori all’anno e una superficie complessiva di 30.000 metri quadrati. Costituito dalla Basilica e dal Convento (XIII secolo) inclusi nel Sistema dei Musei Civici Fiorentini e dal seicentesco Monastero Nuovo, il complesso ha iniziato un percorso di evoluzione per trasformare i suoi spazi in una realtà in continuo dialogo con la città e con i suoi abitanti. Negli anni, infatti, si sono susseguiti vari interventi e progetti di ampliamento e riqualificazione, tra i quali spicca il protocollo con l’Arma dei Carabinieri (settembre 2020) che sancisce l’utilizzo ad uso civico di alcuni spazi dei militari. Ma la trasformazione in atto del complesso è a 360 gradi: dall’ampliamento dell’attuale museo civico alla nuova sala di accoglienza per la città, passando per una nuova biblioteca civica, nuovi spazi per il social housing a disposizione della cittadinanza, la piazza Mediterranea, il presidio di sicurezza dei Carabinieri e molto altro. Nel 2021, infatti, è stata approvata la nuova configurazione funzionale delle porzioni oggetto di rigenerazione urbana. In questo percorso di rinnovamento del complesso monumentale di Santa Maria Novella, in un grande spazio polivalente per la città, un passaggio fondamentale è quello del Mundi - Museo nazionale dell’Italiano, di prossima apertura. Si tratta del primo grande museo della lingua italiana, una nuova istituzione museale moderna, dinamica, e tecnologica. Per questo motivo, l’acronimo Mundi vuole evocare l’idea dell’italiano come lingua del mondo, coinvolta in una rete di relazioni che nei secoli l’hanno messa in contatto, in un proficuo scambio reciproco, con i tanti altri linguaggi della cultura.

IL PUNTO DEL SINDACO SUI LAVORI

A fine 2023, illustrando l’avanzamento dei lavori, il sindaco Dario Nardella ha espresso la sua soddisfazione sulle prospettive che darà il progetto: «Santa Maria Novella diventerà il più grande hub socioculturale di Firenze». Inoltre, ha continuato parlando delle prossime tappe che interesseranno il complesso e la sua riqualificazione, a partire dai lavori degli appartamenti per il social housing che si affacciano su via della Scala. Seguiranno i lavori per la caffetteria, la biblioteca del quartiere e tutta la parte di accoglienza e informazioni turistiche. Entro il 2025 saranno ultimati anche il progetto di Galileo Lab e il museo e Archivio Alinari. Concludendo, Nardella ha sottolineato il ruolo sociale del progetto di riqualificazione: «Abbiamo voluto che Santa Maria Novella non fosse solo un polo turistico ma anche sociale: vanno in questa direzione la nuova biblioteca di quartiere, la nuova piazza pubblica e gli appartamenti di social housing a canone calmierato». Un progetto pensato per la città e per il benessere dei cittadini, dunque, pronto a inserirsi nel tessuto urbano di Firenze e nella vita della comunità cittadina.

San Firenze per le Arti e lo Spettacolo

La cultura trova ospitalità anche nell’ex tribunale di piazza San Firenze. Al termine dei lavori di riqualificazione, infatti, l’ex struttura giudiziaria diverrà il Palazzo delle Arti e dello Spettacolo. Mentre sono in corso procedimenti di restauro delle facciate, al Conservatorio Cherubini viene dato in concessione il terzo piano dell’edificio. L’istituto superiore di studi musicali diventa dunque il terzo inquilino del complesso, affiancandosi alla Fondazione Zeffirelli e alla Bocelli Foundation, che hanno ottenuto le concessioni rispettivamente nel 2016 e nel 2019.Si arriva così a completare il piano unitario di San Firenze con l’ingresso di un’istituzione storica della città e del panorama musicale nazionale. La riqualificazione dell’ex tribunale di San Firenze rappresenta il modello di come l’arte e la cultura possano rivitalizzare il patrimonio storico e architettonico attraverso una reale sinergia tra le istituzioni e i soggetti protagonisti del panorama culturale.

Innovazione elevatori, carri mobili e girevoli: sul palco le scenografie si moltiplicano

Maggio musicale fiorentino il teatro è ad alta tecnologia

Un esempio di tecnologia unico in Europa, un gioiello di innovazione che cambierà la qualità e la quantità delle opere rappresentate moltiplicando palcoscenici, quinte, effetti e dimensioni. La macchina scenica del Teatro del Maggio musicale fiorentino, inaugurata un anno fa dal Don Carlo, ha preso vita incrementando le attività dello spazio teatrale. L’ultimo tassello ha avuto un costo di 14 milioni di euro ed è l’ultimo tassello di tutto il progetto di realizzazione del nuovo teatro. La complessa macchina scenica prevede quattro elevatori centrali, otto carri mobili laterali e due posteriori, un carro girevole. Tra scenotecnica superiore e inferiore ci sono 200 motori di azionamento. Il palcoscenico della Sala Grande ha una dimensione di 2.600 metri quadrati di cui 1.600 (il 60%) mobili.

Le piattaforme

In sostanza, nel palcoscenico centrale si trovano oggi quattro grandi piattaforme che possono elevarsi dal piano di palco oppure abbassarsi creando una fossa, “un baratro” profondo più di quattro metri. Questa soluzione permetterà grandi effetti teatrali tra i quali anche la comparsa e scomparsa rapida di un’intera scenografia. Lo stesso vale per i palcoscenici laterali, dove si trovano da oggi carri mobili delle stesse dimensioni e quantità degli elevatori di palco che potranno spostarsi individualmente oppure a gruppi, portando la scenografia nel palco centrale quando richiesto. Analogamente, una piattaforma di notevoli dimensioni potrà avanzare dal fondo palco e al suo interno un disco girevole potrà muoversi creando dei movimenti rototraslanti.

L’INVESTIMENTO

I lavori del terzo e ultimo stralcio del teatro sono iniziati nel 2019: con i 60 milioni ottenuti dallo Stato con lo stanziamento del Cipe Cultura del 1° maggio 2016 è stata prevista la realizzazione della scenotecnica inferiore della sala lirica, il completamento della sala sinfonica (inaugurata alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella), la realizzazione della sala coro e della sala regia e altre sale di supporto. Il costo complessivo dell’opera, sulla base del progetto esecutivo approvato nel 2010, ammonta a circa 262 milioni di euro. L’importo dei lavori del primo stralcio è stato pari a circa 156 milioni di euro, il secondo stralcio è stato pari a circa 46 milioni di euro, e il terzo e ultimo stralcio appena ultimato ha comportato una spesa di 60 milioni di euro più un “addendum” di 3,3 milioni per completare ristorante, spazi di relazione della Fondazione e sistemazioni esterne.

Sant’Orsola, l’ex convento al centro della cultura

San Lorenzo si impreziosisce con l’aggiunta di nuovi spazi pubblici, dedicati ad attività culturali, formative e sociali. L’ex convento di Sant’Orsola apre al quartiere e alla città i suoi storici ingressi, mettendo a disposizione le sue corti e i suoi percorsi, offrendo nuovi servizi di cui i cittadini potranno fruire gratuitamente o a costi concordati: un museo, atelier d’artisti, una scuola di alta formazione, una foresteria, una biblioteca, una ludoteca, spazi per start-up culturali, spazi per mostre e concerti, ma anche negozi, bar e ristoranti. Sono solo alcune delle attività previste nella convenzione firmata tra il Comune di Firenze e la Società ARTEA Société Anonyme. Il Progetto Unitario Convenzionato dell’ex convento di Sant’Orsola recepisce le prescrizioni contenute nel Piano Operativo adottato dal Comune. Tra queste rientrano il recupero e la rifunzionalizzazione dell’ex convento, favorendo l’insediamento di attività sociali e culturali fruibili anche durante le ore serali, la ricostituzione dell’identità del complesso dal punto di vista storico-architettonico e funzionale, la valorizzazione degli accessi principali su via Panicale e via Guelfa e il ripristino anche di quelli storici di via Taddea e via Sant’Orsola. Divengono spazi pubblici i tre cortili (il Cortile dell’Orologio, il Cortile della Spezieria e il Cortile del Tabacco) e i varchi di accesso da diverse strade (via Guelfa, via di Sant’Orsola, via Taddea).

Parchi e giardini. L’amministrazione si è impegnata in questi anni a valorizzare la dimensione sociale degli spazi aprendoli alle scuole e alle associazioni

Con l’attenzione al verde la città è più vivibile

Nuovi parchi e giardini e riqualificazione di quelli esistenti, aumento delle risorse sulla manutenzione degli alberi, nuove aree gioco inclusive. Sono molti gli interventi promossi sul verde a Firenze negli ultimi anni. Un’attenzione al verde non come semplice arredo ma di contrasto ai cambiamenti climatici e di mitigazione dei loro effetti da un lato, dall’altro gli interventi dimostrano come sia alta l’attenzione alla funzione sociale del verde e dello spazio pubblico reso più curato, funzionale e vivibile per i cittadini, in tutti i quartieri e con particolare attenzione alle periferie. Dopo gli anni del Covid, infatti, la dimensione anche “sociale” e di “vivibilità” del verde deve essere riscoperta e ampliata. L’amministrazione ha quindi lavorato per rendere gli spazi verdi più vivi e vissuti possibile, anche grazie allo strumento importante dei patti di collaborazione, agli eventi organizzati da associazioni e gruppi di cittadini, alla presenza delle scuole che potranno usarli per l’outdoor education. I giardini vivi sono giardini sicuri, luoghi in cui si ricostruiscono anche relazioni e un rapporto positivo con il bene comune.

GLI INTERVENTI PRINCIPALI

Sono oltre venti i parchi e i giardini riqualificati nell’ultimo anno, sia in centro che in periferia. Grazie ai fondi europei sono stati realizzati numerosi interventi come l’ampliamento della fruibilità dell’area del Parco di Villa Strozzi; la riapertura dell’area tergale del Giardino del Sole con la realizzazione di nuovi percorsi drenanti e la sistemazione dell’area cani; la valorizzazione del giardino di via del Mezzetta con 115 nuovi alberi, percorsi ciclopedonali, ampliamento aree gioco e nuove aree fitness; la riqualificazione del giardino ex Meccanotessile con l’inserimento di nuovi alberi, nuove sedute, una nuova area giochi e revisione della pavimentazione del campo da basket; la riqualificazione della Fattoria dei ragazzi. Molti anche i giardini in aree periferiche riqualificati, da quelli di piazza Matas a via Castelnuovo Tedesco, da Quaracchi al Sodo a Pontignale. Tra le aree verdi più ampie il parco delle Cascine, il più esteso parco cittadino, interessato sia dal restauro dei monumenti presenti che da nuove piantagioni, nuovi arredi e siepi e dalla realizzazione di nuove “oasi di biodiversità”, ovvero 10 ettari dedicati alla natura per rispettare i cicli naturali e tutelare piante e animali; o il parco del Mensola, un nuovo parco di venti ettari che collega l’abitato di Ponte a Mensola con le sponde dell’Arno attraverso un percorso ciclopedonale e una passerella, il primo progetto che unisce la funzione sociale di parco a quella ambientale di cassa di espansione. Oppure l’attenzione al parco di San Donato, appena intitolato al magistrato Piero Vigna, dove sono stati piantati 320 nuovi alberi. Molte anche le aree gioco riqualificate sia nelle strutture scolastiche che nei giardini pubblici, da viale Malta a piazza Tasso, da piazza d’Azeglio a Quaracchi, da Ugnano a piazza Val d’Elsa, chiedendo ai progettisti di rendere ogni spazio inclusivo e accessibile a tutti. È stato inoltre avviato il percorso di realizzazione del progetto del nuovo Parco Florentia che sarà in grado di creare una grande area verde tra le Cascine e i Renai, un vero grande parco metropolitano: sono già state concluse la pulizia, la manutenzione dell’area del Poderaccio e gli interventi di riqualificazione dell’area del lago nel Parco dell’Argingrosso con la realizzazione del nuovo “teatro sull’acqua”.

IL PATRIMONIO ARBOREO

Nel corso del mandato è stato aumentato del 68% l’importo dedicato alla manutenzione ordinaria del verde pubblico. La città ha un patrimonio verde importante di quasi 75 mila alberi da incrementare e proteggere seguendo i protocolli più affidabili presi a riferimento anche a livello internazionale e adottati dalla Società Italiana di Arboricoltura, per garantire il più possibile la sicurezza delle persone. Solo nel 2023 il Comune ha svolto 22.200 Vta (Visual tree assessment) e controllato circa 1.200 alberi dei giardini scolastici in via straordinaria grazie a un emendamento al bilancio pluriennale pari a 300mila euro. Sono state effettuate valutazioni strumentali con prove penetrometriche, prove di trazione, scalzamenti manuali dell’apparato radicale, tomografie e controlli in quota. Questo piano, realizzato con i tecnici dell’amministrazione e il supporto di esperti e professionisti – come Alessandro Trivisonno, Francesco Ferrini, Alberto Giuntoli e Stefano Mancuso – ha dato risultati confortanti che confermano l’affidabilità degli strumenti adottati per verificare lo stato di salute degli alberi e che ci aiuteranno a diminuire ulteriormente il rischio. Oltre ai controlli l’amministrazione è al lavoro per aumentare il numero di alberi totali in città come antidoto all’aumento delle temperature e alle isole di calore ma anche per migliorare la vivibilità.

Fonti rinnovabili

Nei Quartieri 4 e 5 aperto il bando per le prime comunità energetiche

Entra nel vivo il progetto pilota delle prime due Comunità Energetiche Rinnovabili e Solidali (Cer-S) di Firenze. Si parte da due zone della città nei Quartieri 4 e 5: dopo il lavoro di analisi dei tetti pubblici che il Comune metterà a disposizione, è infatti aperta ora la fase della manifestazione di interesse da parte di cittadini, imprese e associazioni per aderire al percorso di costituzione. Gli interessati possono fare domanda fino al 29 febbraio sul sito del Comune, o agli URP dei due quartieri, compilando un form e allegando una bolletta. Al 31 gennaio, sono arrivate circa 450 manifestazioni di interesse. In totale verrebbero coinvolti più di 60 tetti di edifici pubblici per più di 143.000 metri quadrati e grazie alle Cer è stato stimato che sarà possibile risparmiare fino a 4.436 tonnellate di CO2 l’anno, pari all’azione di stoccaggio di circa 37.000 alberi in un anno.

Riforestazione il verde fruibile da ogni fiorentino è passato da 24 a 30 metri quadrati

Alberi in tutte le aree urbane per contrastare le “isole di calore”

Gli alberi e in generale il verde sono fondamentali per cercare di contrastare i cambiamenti climatici che soprattutto nelle città fanno emergere i loro effetti più dannosi (dall’aumento delle temperature agli eventi meteorologici estremi) e per mitigarne per quanto possibile gli effetti. Per questo, oltre a conservare il patrimonio arboreo esistente, è stato fondamentale per l’amministrazione piantare nuovi alberi, ben 10mila in cinque anni, come principale strumento di lotta contro l’emergenza climatica in corso, per migliorare la qualità dell’aria che respiriamo e per abbattere gli inquinanti. Ma gli alberi nuovi non sono solo andati a rendere più verdi parchi e giardini ma anche a trasformare le arterie principali della città con un grande progetto di forestazione urbana voluto dalla giunta di Palazzo Vecchio e guidata dall’impegno dell’assessore all’Ambiente Andrea Giorgio. “Più verde, meno cemento; più ombra, meno calore” era stato lo slogan lanciato dal sindaco Dario Nardella in occasione della presentazione del piano da 2,3 milioni di euro per portare alberi in tutti i quartieri del capoluogo toscano.

Qualità dell’aria

L’obiettivo era chiaro: aumentare il patrimonio arboreo e arbustivo della città, inserendo nuove aiuole su marciapiedi, parcheggi e spartitraffico per portare da 24 a 30 i metri quadrati di verde fruibile per ogni fiorentino. Perché, come aveva ricordato proprio l’assessore Giorgio, non c’è alcun intento estetico ma solo la volontà di migliorare la qualità dell’aria e contrastare il proliferare delle cosiddette “isole di calore”, cioè quell’aumento di temperatura che si ha spostandosi dalle zone rurali al centro cittadino. Le strade interessate sono state viale XI Agosto, viale Benedetto Croce, via Goffredo Mameli. via Mannelli, Largo Alcide de Gasperi-Lungarno Aldo Moro, via Rocca Tedalda, viale Filippo Strozzi, piazza Mentana, piazza Tasso, via Salvi Cristiani. In totale, sono stati piantati 176 nuovi alberi, oltre all’inserimento di arbusti e nuove aiuole. La scelta delle piante non è stata casuale: si tratta di specie autoctone, selezionate per la loro valenza ecologica e la loro capacità di adattarsi all’ambiente urbano. Un altro esempio di mitigazione delle isole di calore è dato dalle “pareti verdi” sugli edifici scolastici, immobili pubblici e di edilizia residenziale pubblica, con l’obiettivo anche di promuovere la cultura ambientale: in totale si tratta di 1.800 metri quadrati di nuovo verde su una quindicina di pareti.

La strategia del comune

La sfida di Firenze per il clima una questione di partecipazione

Cento cittadini riuniti nella prima assemblea popolare volta a plasmare la strategia del Comune di Firenze sul clima e sulla sostenibilità. L’iniziativa - che ha debuttato lo scorso novembre nel Salone dei Cinquecento - è parte integrante del percorso partecipativo “Firenze per il Clima” e rappresenta un’opportunità senza precedenti di coinvolgimento attivo della cittadinanza nella definizione delle politiche ambientali. L’assemblea, che sarà permanente e si svolgerà periodicamente fino al 2030, si pone come un invito alla città affinché contribuisca con idee e proposte alla creazione di una Firenze neutrale dal punto di vista climatico. In occasione della “prima”, il sindaco Dario Nardella ha sottolineato l’importanza di questo approccio partecipativo, che mira a coinvolgere la comunità nella costruzione di un futuro sostenibile. L’assessore all’Ambiente e alla Transizione ecologica Andrea Giorgio ha ribadito l’importanza di questa sfida ecologica, sottolineando il ruolo cruciale che la partecipazione cittadina avrà nel definire i cambiamenti necessari nei comportamenti quotidiani per ridurre l’impatto ambientale.

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