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Il Prp è la prima tecnica di medicina rigenerativa che si basa sull’azione fisiologica riabilitativa delle piastrine, componentI coagulantI del sangue

Gruppo Vasari. Una terapia innovativa per la cura dell’artrosi

Gruppo Vasari. Una terapia innovativa per la cura dell’artrosi

Grazie alla sua versatilità, la procedura sta ottenendo diffusione e successo tra pubblico e professionisti

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Una comune malattia cronica legata all’invecchiamento delle articolazioni è l’artrosi, patologia che compromette la mobilità delle articolazioni sottoposte a maggior carico, come anca e ginocchio, rendendo difficile lo svolgimento di attività quotidiane. Il Gruppo Vasari è un centro medico specializzato di Grosseto che effettua trattamenti di medicina rigenerativa autologa personalizzata per ripristinare la capacità articolare.

L’obbiettivo finale è di consentire a chi soffre di artrosi (o riscontra altri problemi alle articolazioni) di non dover arrivare all’intervento chirurgico o protesico, sfruttando il processo di guarigione messo a disposizione dal corpo.

Opzione d’avanguardia

Come spiega il responsabile del gruppo Maurizio Carresi, esperto in fisioterapia, scienze riabilitative e medicina osteopatica, la struttura è specializzata in trattamenti di ultima generazione per la cura conservativa delle articolazioni. Una tecnica prevede l’utilizzo delle staminali mesenchimali (Msc) derivate dal tessuto adiposo con alto potenziale rigenerativo; altra è l’uso del Prp (plasma ricco di piastrine). Il Prp, o Plasma Ricco in Piastrine, rientra nella categoria di trattamenti della medicina estetica, e grazie alla sua versatilità sta acquisendo sempre più diffusione e successo, sia tra il pubblico che tra i professionisti. Il Prp è la prima tecnica di medicina rigenerativa sia dal punto di vista cronologico che per volumi di utilizzo e si basa sull’azione fisiologica riabilitativa delle piastrine, che sono la componente coagulante del sangue. La procedura inizia con un prelievo e una valutazione ematica, per poi ottenere il Prp tramite un sistema di centrifugazione, che concentra le piastrine presenti e verrà potenziato con fattori di crescita. Si fa riferimento a un trattamento davvero efficace per varie categorie di persone: sia per gli anziani over 70 che per gli sportivi. Il Prp potenziato oggi rappresenta una base di partenza da impiegare come terapia per molti scopi. Da maggio nel centro è utilizzato in medicina estetica per il ringiovanimento della pelle, per la perdita dei capelli, in dermatologia e in diabetologia.

La Dottoressa Maria Cristina di Mascio illustra tutti i punti di forza del trattamento

Rigenerazione dei tessuti molli grazie a una tecnica evolutiva

Il Cgf (Concentrated Growth Factors), più consistente e concentrato del Prp - del quale è un’evoluzione -, esercita un’azione stimolante sui processi riparativi delle lesioni cutanee. A parlarne è Maria Cristina Di Mascio, dottoressa che collabora con il centro Vasari e che si occupa di medicina rigenerativa sul lato estetico, oltre che di ferite difficili.

Svolta su più fronti

“Medicina rigenerativa e medicina estetica sono da considerarsi come un tutt’uno”, esordisce l’esperta. “Il nostro obiettivo, sia mio a livello professionale che dello stesso gruppo, è quello di utilizzare sempre di più questo tipo di metodica - impiegata anche nell’ambito dell’urologia e ginecologia - su tutte le problematiche di natura estetica, funzionale, ossea e articolare. Il Cgf, in breve, riguarda i fattori di crescita concentrati da iniettare nel paziente per introdurre la formazione di nuovo collagene, rigenerare i tessuti molli e ridurre le rughe cutanee. Questa procedura, oltretutto, ha applicazioni universali in tutti gli ambiti medici e dentistici. Il metodo ha una lunga storia di utilizzo, e viene impiegato per migliorare in modo significativo il ringiovanimento della cute in ambito cosmetico, dermatologico e nella guarigione delle ferite della pelle. Quando è iniettato, il Cgf induce la formazione di nuovo collagene, ma riduce anche i danni del sole. Rappresenta un trattamento efficace per problemi di pelle comuni legati all’età, come occhiaie e borse perioculari, zampe di gallina, rilassamento, con aumento della compattezza e del tono cutaneo”. Dal Cgf, infine, è possibile ricavare il biofiller, come confermato dalla stessa Di Mascio: “Si tratta di una sostanza gelatinosa che si comporta come un filler vero e proprio. Non ci possono essere effetti collaterali, a differenza dei medical device, e non è manipolata dall’uomo. Il trattamento è simile alle classiche tecniche iniettive, con risultati che si vedono dopo tre o quattro settimane, e che continuano a migliorare nel tempo”.

Una proposta intelligente per un sollievo dal dolore

L’Orthokine è una terapia medica infiltrativa utilizzata per ridurre il dolore articolare e la progressione dell’osteoartrosi, nata in Germania dalla Orthogen di Dusseldorf nel 1997, la cui efficacia è stata ormai largamente dimostrata da molti studi scientifici. Si tratta di una procedura basata sull’estrazione, manipolazione e reintroduzione di sangue del paziente stesso nel distretto doloroso.

La procedura, in particolare, permette di isolare, mediante un prelievo del sangue e il suo processamento, delle sostanze antinfiammatorie normalmente presenti nel nostro organismo in grado di bloccare la cascata biologica dell’interleuchina 1, ovvero la principale causa di infiammazione e osteoartrosi. Orthokine, nello specifico, si distingue per il meccanismo d’azione da una simile procedura che impiega plasma ricco di piastrine (Prp), la quale sfrutta invece l’attività piastrinica. La terapia si svolge in questo modo: il paziente viene sottoposto a un unico prelievo sanguigno effettuato da uno specialista ematologo il quale, attraverso processi di incubazione e centrifugazione, ottiene del materiale sufficiente per quattro infiltrazioni intra-articolari che possono essere effettuate da uno specialista ortopedico già dal giorno seguente la preparazione.

Orthokine è impiegato per l’artrosi delle grandi articolazioni, come anca e ginocchio, con risultati soddisfacenti. Inoltre risulta essere una procedura sicura ed efficace nel trattamento di patologie articolari infiammatorie da sovraccarico e lesioni muscolo-tendinee negli sportivi.

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di Redazione web