Toscana
«Senza la Sagra, per noi non è Pasquetta»
Torna dopo due anni di sosta forzata, la Sagra dell’Agnello, giunta alla sua 53esima edizione. A dire il vero anche lo scorso anno qualcosa è stato fatto e per non perdere questa tradizione, è stato organizzato un piccolo pranzo per regalare ai paesani, ai più stretti collaboratori e simpatizzanti, un motivo di aggregazione che tenesse viva la tradizione interrotta dal covid, ovviamente nel rispetto di tutte le regole e restrizioni richieste.
Come ha sottolineato la presidente della locale Pro Loco di San Martino sul Fiora, Chiara Checchini, queste festività pasquali vedranno il ritorno a pieno regime di una manifestazione che è entrata ormai a far parte della vita stessa del paese. È una tradizione che una comunità di 180 persone (abitanti effettivi) intende mantenere viva e darvi una continuità.
«Questa Sagra, risalente all’ormai lontano ‘68 –inizia la presidente – è parte integrante di San Martino e senza di essa la stessa ricorrenza di Pasquetta perderebbe parte del suo significato. È un qualcosa che è entrato fisiologicamente nella vita del paese coinvolgendo l’intera comunità. Lo dimostra il fatto che anche le persone che si sono traferite in altri luoghi, per questa ricorrenza tornano “a casa” per partecipare, per “dare una mano” o più semplicemente per gustare le prelibatezze nostrane insieme ai compaesani».
Le ricette di allora sono rimaste pressoché uguali, con qualche piccola innovazione e il tutto, come allora, rigorosamente fatto in casa, come tradizione richiede.
Come ha avuto inizio il tutto? Come dicevamo, oltre mezzo secolo fa, grazie alla presenza sul territorio di numerosi allevatori di ovini, venne deciso dagli stessi, di dare vita ad una sagra che facesse riferimento al prodotto simbolo del luogo: l’agnello. Inizialmente venne fatta nelle case private, poi una volta costruita la chiesa, si trasferì nel più comodo e funzionale salone parrocchiale, che adeguatamente allestito è oggi in grado di ospitare un cospicuo numero di partecipanti. Nell’ultima edizione, sono stati serviti addirittura 1.200 coperti! Oltre ai posti a sedere, viene offerto anche il servizio da asporto, che ha riscosso nel tempo, un notevole successo.
La manifestazione è seguita ed organizzata essenzialmente dalla Pro Loco San Martino sul Fiora che si occupa tra l’altro di tutte le manifestazioni e iniziative da sviluppare sul territorio. È quindi giusto soffermarci sulla sua attività: «È un’associazione – spiega Chiara – che si dedica a tutto tondo su ciò che ruota intorno al paese, è composta da undici persone ed ha un mandato della durata di quattro anni. Dopo di che si procede a nuove elezioni per un eventuale ricambio. È composto da persone che rappresentano tutti, in quanto si va dai ventenni ai settantenni, ovvero lo specchio della popolazione. Ritengo importante l’impegno della nostra associazione perché si occupa delle varie manifestazioni che danno vita al paese. Per questo mi sento totalmente coinvolta ed orgogliosa di tutto ciò che riusciamo a realizzare».
Per tornare alla sagra in quanto tale, i piatti serviti, tutti caserecci e fatti a mano, vedono nel “Buglione” il piatto principe, composto da pane raffermo con agnello insaporito da varie spezie. Inutile dire che la ricetta rimane, dal 1968, rigorosamente segreta.
A conferma di quanto la sagra sia sentita ed amata dalla popolazione, anche quest’anno che ci sarà la presenza di Gigliola Amalia e Angela, che sono punti di riferimento soprattutto nel tramandare la tradizione culinaria, essendo tra i fondatori, che intendono essere presenti e continuare a far parte della “loro” sagra.
«Per noi questo appuntamento – conclude Chiara Checchini – è più di una semplice festa, dove si mangia si balla e si ascolta musica, è parte della nostra storia. Anche dopo la forzata sospensione, abbiamo voluto la sua ripresa con tutte le forze, abbiamo visto persone alla soglia degli ottanta anni, che non hanno mollato, anzi hanno dato una forte spinta per mantenere viva una tradizione da trasmettere ai nostri giovani. E dire che le difficoltà non sono mancate, il dopo-covid ci ha imposto nuove regole, nuovi modi di organizzazione e nuove norme da osservare, ma con il nostro entusiasmo, non sono state un ostacolo. Anzi, un ulteriore stimolo! Per noi, senza Sagra, non è pasquetta!».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

