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SATURNIA TRAVERTINI

La Saturnia Travertini sbarca in borsa e diventa green

La Saturnia Travertini sbarca in borsa e diventa green

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Acquistata nel 2016, all’asta giudiziaria, oggi è protagonista del mercato internazionale ed è pronta a scrivere un nuovo capitolo della sua storia. Moderni principi di gestione e collaborazione costante con la realtà locale alla base di questo successo. Tutto nasce da un incontro casuale a Berlino e all’interesse di due fratelli delle Barbados che decidono di comprare quella che è conosciuta come la “Cava di Montemerano”, tra le Terme di Saturnia e l’antico borgo toscano da cui la cava prende il nome. 

«Nei primi cinque anni abbiamo dedicato la maggior parte del tempo e delle risorse per mantenere a galla la cava e recuperare il mercato che aveva perso – racconta Lorenzo Raco, responsabile marketing per Saturnia Travertini Italia – ci siamo impegnati a mantenere stretti rapporti con il territorio che ci ospita e grazie a partnership internazionali abbiamo ampliato il nostro range di mercato. Il nostro è un team internazionale. Attingiamo continuamente a esperienze che vanno dall’’ingegneria all’edilizia, ma che spaziano anche nell’investment banking e nella finanza globale.» Proprio a questo proposito, Saturnia Travertini si appresta ad entrare in borsa. «Attualmente abbiamo un piano di investimenti molto importanti. Ci auguriamo di ricavare 10 milioni di euro grazie a un bond che verrà immesso tra pochissimo in borsa a Vienna. Con queste risorse potremmo rendere la cava qualcosa di più di una mera azienda estrattiva – prosegue Raco – Il nostro è un progetto a lungo termine che punta a realizzare un vero e proprio showroom dove organizzare esposizioni, visite, workshop e convegni». 

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In ottica di cambiamento e innovazione, gran parte degli investimenti andranno a veicolare la conversione green che l’azienda sta già portando avanti. Grazie a politiche orientate al risparmio energetico e all’ecosostenibilità oggi la cava vanta un consumo d’acqua quasi pari a zero. «Prendiamo le risorse idriche direttamente da una fonte naturale – spiega Raco – e ricicliamo quella di scarto.» E se il consumo di energia elettrica è elevato, anche qui l’azienda si sta muovendo per una quasi totale autonomia nella produzione, con l’installazione di pannelli fotovoltaici. Altro settore di investimento per il futuro, il rinnovo del parco mezzi. Al posto dei macchinari diesel veicoli tecnologicamente all’avanguardia, perlopiù elettrici. 

Tra le novità in programma per il prossimo futuro anche l’arrivo di “Stone Cloud”, il nuovo software, progettato da Travertini, specifico per il settore, che andrà a supportare la gestione interna della cava e di fatto svolgerà la funzione di inventario, operazione oggi quasi impossibile. Un nuovissimo sistema che grazie all’utilizzo dell’intelligenza artificiale rappresenterà un valido aiuto sia per gli operai che per i clienti.

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Un team internazionale

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Tra i punti di forza dell’azienda sicuramente il carattere internazionale di chi quotidianamente orbita intorno alla cava. Dal proprietario, Samuel Waithe e il fratello Adrian, CEO e CIO della società, originari dell’isola caraibica di Barbados, al non executive director inglese Lee Mascall, passando per il responsabile delle vendite Anderson Silva, di origine brasiliana che opera dall’Ucraina, fino all’italo australiano Lorenzo Raco, responsabile del marketing. Per non scordare il contingente locale pieno di esperienza nel settore, come la Delivery manager Sabrina Pifferi, e i capi delle operazioni Nalberto Tassi e Vildo Pampanini.

Alti standard di qualità

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Una materia prima d’eccellenza. Tre tipi di pietra per altrettanti colori. Travertino chiaro, il Bianco Maremma, marrone, il Montemerano Classico e quello grigio, l’Etrusco. Quest’ultimo un unicum al mondo, estratto e lavorato solo in questa cava, vede una domanda di mercato sempre più in crescita nel nord Europa e rappresenta il punto di forza a livello mondiale della produzione.

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