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La lunga tradizione del distretto tessile di Prato
Prato è considerato uno dei più grandi distretti industriali in Italia, il più grande centro tessile a livello europeo e uno dei poli più importanti a livello mondiale per le produzioni di filati e tessuti di lana. Una tradizione, quella del tessile che affonda le sue radici molto indietro nel tempo, addirittura nel XII° secolo. È a quel periodo, infatti, che risale la specializzazione di Prato nelle produzioni tessili. Alla base, il territorio pratese, costituito dalla valle del fiume Bisenzio e dal cono di deiezione fluviale al suo sbocco. Il fiume, razionalmente utilizzato fin dall›alto medioevo per mezzo delle gore (circa 50 Km di canali) e di una complessa struttura di distribuzione delle acque (il Cavalciotto), per la sua particolare pendenza naturale permise l’installazione di un ampio sistema di mulini. Attorno alle gore si sviluppò l’industria medievale tessile e molitoria e, successivamente, la produzione della lana. I lanaioli pratesi si specializzarono sempre più e si dedicarono all›Arte di Calimala, ovvero un ciclo di lavorazione per rendere i panni più morbidi e belli.
Successivamente, i lanaioli pratesi, riuniti nella Corporazione dell’Arte della Lana, regolarono la fabbricazione e il commercio dei panni con degli Statuti, poi aggiornati nel tempo. Nei secoli l’attività ha avuto alti e bassi, una certa evoluzione delle tecniche produttive, specialmente della tintura, e periodi di crisi soprattutto nel XVI° e del XVII°, in cui la decadenza politica ed economica dell’Italia segnò una caduta delle attività tessili che si ripresero negli ultimi anni del Settecento con la produzione di berretti di maglia esportati nei mercati arabi. Nel 1800, avviene il passaggio dalla manifattura artigianale ai sistemi di produzione industriale.
Mentre in Inghilterra iniziò la Rivoluzione Industriale, Giovan Battista Mazzoni, studioso e tecnico meccanico di grande valore, perfezionò le macchine di filatura e ne progettò di nuove per il cardato. Grazie anche alla sua opera, tra il 1850-60 venne già utilizzato il procedimento di rigenerazione dei ritagli di tessuti di sartoria, delle maglie e di indumenti usati (gli stracci).
Questo materiale che proveniva da varie parti del mondo, era selezionato con cura e trasformato meccanicamente nella cosiddetta lana rigenerata che consentiva di produrre, anche miscelata con lana vergine, tessuti cardati di ogni tipo a prezzi competitivi. Questi prodotti conquistarono i mercati mondiali e l›attività tessile pratese progredì in modo deciso e costante. Il vero boom del distretto pratese inizia però nel secondo dopoguerra. Tra il 1950 ed il 1981 il numero degli addetti tessili balza da 22.000 a 60.000 e questo avviene in un periodo in cui, in tutta Europa, il settore registra gravi crisi occupazionali. Agli inizi degli anni ‘80 Prato viene indicato come l’archetipo di uno dei pilastri più originali del successo del made in Italy: i distretti industriali. Dagli anni ’60 in poi si assiste ad un sostanziale rinnovamento dei macchinari e delle tecnologie, l’impiego di materie prime rigenerate si indirizza su materiali qualitativamente superiori, provenienti dal recupero di ritagli nuovi di confezionatura.
Parallelamente, nel Distretto Tessile Pratese si verifica una consistente diversificazione produttiva verso articoli di alta qualità, che prevedevano l’impiego di fibre pregiate (lane vergini, cachemire, seta, lino, cotone, viscosa, microfibre ecc.). Anche nel campo della maglieria, Prato ha conquistato una posizione leader a livello mondiale, da diversi anni infatti i prodotti tessili pratesi vengono scelti dai grandi stilisti del “Made in Italy”.
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COMPOSTO DA CIRCA 7000 IMPRESE NELLA MODA
Il distretto tessile oggi
“Oggi il distretto tessile di Prato è composto da circa 7000 imprese nella Moda (di cui oltre 2000 nel Tessile in senso stretto) ottenendo circa 2 miliardi di euro con l’export. Le imprese del polo tessile producono tessuti per l’industria dell’abbigliamento, prodotti tessili per l’arredamento, filati per l’industria della maglieria, prodotti in maglia e capi di abbigliamento, tessuti non tessuti e tessili speciali per impieghi industriali. In particolare, il centro tessile rappresenta un’area di riferimento per il pronto moda e la confezione di abiti made in Italy, a tal punto che il “pronto moda Prato” è rinomato in tutta Europa.Per queste ragioni il distretto del tessile-abbigliamento di Prato costituisce per molte griffes e marchi internazionali della moda il principale punto di riferimento per l’approvvigionamento: qualità, tecnica, velocità, creatività, flessibilità, servizi altamente specializzati, infrastrutture ad hoc sono tutti fattori competitivi essenziali per un sistema produttivo sempre più basato sull’eccellenza e legato alla filiera del lusso (come dimostrato anche dall’alta incidenza del “Made in Prato” nei prodotti dei grandi marchi globali e presso le kermesse internazionali della Moda e dell’Alta Moda). Forti di una tradizione millenaria nella lavorazione della lana, le aziende pratesi hanno nel tempo stratificato le proprie conoscenze tecniche, imparando a confrontarsi con i sempre nuovi e diversi scenari del settore tessile-abbigliamento.
È questo ‘saper fare’, unito allo spirito imprenditoriale ed all’attitudine al cambiamento, che ha permesso al territorio di mantenere viva la propria vocazione per oltre mille anni”. (da cittadiprato.it)
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