Il Tirreno

IL SIGNORINO

La carne il pesce, la pizza e la tradizione, come in famiglia

La carne il pesce, la pizza e la tradizione, come in famiglia

Il Ristorante Il Signorino riapre il 1 giugno, dopo la lunga chiusura forzata per l’emergenza Covid, ed è pronto ad accogliere i suoi clienti sulla grande terrazza o nella bella sala recentemente ristrutturata, dove il distanziamento tra i tavoli è sempre stato garanzia di comodità e privacy. Tra menù alla carta e piatti particolari della tradizione, la carne alla brace, il pesce fresco, e la pizza, in un ambiente familiare, che vi farà sentire come a casa.

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Tra un piatto di carne o di pesce annaffiato da un buon vino, nell’ampia sala recentemente ristrutturata o sulla terrazza panoramica del Ristorante Il Signorino, tutto parla ancora di storia e di accoglienza. Quella di un luogo situato sulle pendici dell’Appennino Pistoiese, da sempre meta di viandanti e pellegrini che dalla Toscana volevano giungere in Emilia o viceversa; già alla fine del ‘700 punto di cambio cavalli per le carrozze e di ristoro per i viaggiatori. È qui che nell’immediato dopoguerra nasce una locanda con camere e osteria e comincia un’altra storia, quella del Ristorante Il Signorino, che da quella località prende il nome, la cui parte attuale venne inaugurata nel 1963.

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Dagli anni novanta, con la nuova proprietà che ha poi affidato la gestione ad alcuni loro collaboratori, che hanno mantenuto la stessa filosofia di cura del cliente e attenzione verso la materia prima della precedente gestione familiare, cercando di riproporre il clima delle osterie di quel tempo abbinate alla cura dei dettagli tipica dell’odierna ristorazione. «Facciamo sia carne che pesce e anche piatti tradizionali, magari un po’ dimenticati, con ricette che ritroviamo in vecchi libri o facendo ricerche sul territorio - racconta Enrico Stefanini, uno dei quattro soci e legale rappresentante del Signorino - Cerchiamo di usare materie prime più stagionali possibili, con un po’ di elasticità nelle verdure per andare incontro alle richieste dei clienti. Ma i funghi, che sono il nostro piatto forte, sono sempre freschi e di fornitori di zona».

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Il Signorino è uno dei pochi ristoranti con la brace di legna, per cui la carne alla brace non manca mai e la bistecca la fa da padrona. Anche la parte del pesce si è molto ampliata negli anni, tanto che il menù è ormai al cinquanta per cento di terra e al cinquanta per cento di mare, con il pescato che è lo stesso di quello che si riesce a trovare nelle località della costa. «D’estate abbiamo veramente tanta richiesta di pesce - dice Enrico - e molta gente viene appositamente da noi per mangiare piatte di mare. In inverno capita di fare piatti particolari come il cibreo, i colli ripieni, la coratella; piatti fatti con il quinto quarto, trippa, lampredotto, magari offriamo per un mese selezione di ricette a tema, aggiunte al menù alla carta classico». E poi ci sono i primi, che non possono mai mancare, come i classici ravioli ricotta e spinaci, il sugo all’anatra, e anche la pizza, con un pizzaiolo che integra il personale di cucina.

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Oggi come un tempo, Il Signorino accoglie clienti sia dalla Toscana che dall’Emilia Romagna, facendoli sentire come a casa, dal 1 giugno sulla grande terrazza, dove si può godere un po’ di aria fresca nelle calde sere d’estate o nella bella sala interna, dove lo spazio è ampio e i tavoli sono da sempre distanziati, per una maggiore comodità e privacy. «Puntiamo molto sulla cura verso il cliente - conclude Enrico - per questo molti dei nostri clienti sono venuti una volta per caso e poi sono diventati abituali, anche grazie al clima familiare che instauriamo e al rapporto di empatia che si crea».

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