Il Tirreno

Yacht Broker: tradizione e passione per l’accoglienza nautica dal 1953

Yacht Broker: tradizione e passione per l’accoglienza nautica dal 1953

La storica impresa della Darsena Europa si conferma punto di riferimento per yacht e mega yacht

28 aprile 2021
3 MINUTI DI LETTURA





Yacht Broker è giunta alla terza generazione mantenendo intatti il suo spirito e la sua identità. Una storia che comincia nel Secondo Dopoguerra: era il 1953 quando il capostipite della famiglia Michelangelo Fucile intuisce le potenzialità del diportismo turistico e ottiene la prima concessione demaniale. Nel 1964 nasce la Yacht Broker S.r.l., divenendo in breve tempo il punto di riferimento dell’accoglienza della grande nautica. Inizialmente i clienti sono gli yacht e i motor yacht, ma la visione di Michelangelo è molto ampia e precorre i tempi, sistemando le boe a cento metri di distanza dalla banchina e preparandosi ad accogliere barche ben più grandi di quelle di dieci – dodici metri che vengono abitualmente ospitate. E così che i diciassette posti barca presenti oggi possono ospitare yacht e mega yacht fino a 80 metri, con il beneficio di poter accogliere su richiesta anche esemplari di più di 100 metri. Il lavoro di Michelangelo, assistito sempre dalla moglie Leila Frosali, prosegue grazie alla presenza della figlia Michela Fucile, attuale AD della società.

Negli anni ’70 Michela è la prima donna ormeggiatrice in Italia e dal 1982 si comincia a occupare della parte amministrativa. Nel 1998 la società, che opera sulla Darsena Europa, una delle più importanti banchine del porto di Viareggio, compie un importante investimento per potenziare la fornitura di energia elettrica in banchina rendendola adeguata alle esigenze delle barche di grandi dimensioni ospitate in estate nel cosiddetto turismo di transito e per periodi più lunghi durante l’inverno. Michela segue l’evoluzione della sua società nel tempo, credendo fortemente nell’etica del lavoro e nel costante dialogo con le istituzioni, basilare per rilanciare in questi tempi difficili il turismo nautico.

[[atex:gelocal:il-tirreno:advertorial:1.40209339:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.40209339:1652956858/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Per questo entra in Confartigianato dove è al secondo mandato come presidente dal 2019, ma la sua presenza è anche nel board di amministrazione di ASSONAT, Associazione Nazionale Approdi e Porti Turistici ed è fra i soci fondatori di NAVIGO (società di innovazione e sviluppo della nautica). Nella realtà a conduzione familiare della Yacht Broker accanto a lei figurano il marito Stefano Maggi, responsabile del coordinamento ormeggi e i tre figli Maurizio, Alessandro e Federico. Alla famiglia si è poi aggiunta Monica Bertacca, responsabile dell’accoglienza in sicurezza dei mega yacht e in particolare dei clienti stranieri. Una squadra sempre aggiornata sulle normative vigenti in tema di sicurezza e in particolare della sicurezza sul lavoro, con un occhio puntato sul mare e uno sulla sostenibilità di un’azienda che è pronta a lanciarsi con rinnovato entusiasmo nelle future sfide che la attendono.

Assistenza al top per i natanti di ogni dimensione

Oltre ai servizi offerti è allo studio il progetto banchina 4.0 per un’efficace razionalizzazione dei servizi

Che si tratti di un gommone di piccole dimensioni o di un lussuoso panfilo di 80 metri, la Yacht Broker è in grado di riservare a tutti i suoi clienti la medesima professionalità e cortesia. Con i suoi diciassette posti barca la società offre servizi di ormeggio, fornitura di energia elettrica, acqua dolce e assistenza generale ai natanti. Gli operatori sono a disposizione dei clienti ventiquattr’ore su ventiquattro garantendo servizio di guardianaggio diurno, notturno anche nei giorni festivi.

Una realtà che crede fortemente nell’innovazione tecnologica, per questo ha deciso di investire nel cosiddetto progetto di banchina 4.0 per la digitalizzazione e razionalizzazione della fornitura elettrica, la boa intelligente per monitorare il movimento e l’inquinamento delle acque, il Seabin per la raccolta dei rifiuti in mare e infine lo sviluppo di una App destinata alla clientela (e ai vari equipaggi) per far conoscere il territorio della Versilia e il suo entroterra.

Primo piano
Il caso

Livorno, l’evaso dal carcere ripreso alla stazione di Roma Tiburtina