Gioco
Consorzio Marine della Toscana, la rete dei porti turistici che offre il meglio della nostra regione
Un hub sicuro e moderno con oltre 3.000 posti barca a disposizione nell’arco delle undici marine aderenti. Ma se ne aggiungeranno altre
Oltre 3.000 posti barca complessivi a disposizione di imbarcazioni e yacht che vanno dai 5 a oltre i 100 metri, più servizi di qualità, colonnine intelligenti, smart mobility solution. Sono alcuni dei plus dell’offerta targata Consorzio Marine della Toscana. In alcune marine, sono disponibili anche posti barca in vendita per un totale di 500 postazioni sia per barche piccole che yacht. La nuova stagione è alle porte e la primavera soffia il vento della ripartenza, con tante attività interessanti e una campagna dedicata a sicurezza e, appunto, servizi e vendita dei posti barca. Uno degli intenti principali è quello di proporre le porte della Toscana sul mare come luoghi accoglienti, come hub sicuri per il charter nautico e il diporto per potenziare al meglio la rete turistica della regione. Da Viareggio fino a Piombino e Isola d’Elba, la campagna promossa dal consorzio si chiama “Vivere la Toscana sul mare” e punta a valorizzare una terra unica, leva attrattiva visitabile partendo dai porti con città d’arte, borghi, paesaggi, mete enogastronomiche, storia e cultura.
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Ma facciamo un passo indietro: quando nasce e che cos’è il Consorzio Marine della Toscana? Il progetto sboccia alla fine del 2019 con l’idea di comunicare a livello internazionale un messaggio unitario mare-terra, con la Toscana come leva attrattiva visitabile partendo dai porti. Il Consorzio ha fra i propri obiettivi quello di promuovere, anche all’estero, sotto il brand Toscana, il meglio delle realtà del diporto turistico della regione e sviluppare un turismo innovativo, in grado di competere con quello offerto dai competitor esteri. Una strategia che la Regione Toscana ha già adottato con il progetto di promozione integrata Costa Toscana|Isole Toscane che coinvolge le 5 province costiere e ne valorizza singole specificità e tipicità con l'obiettivo di perseguire un ulteriore sviluppo del turismo nell’area costiera attraverso la definizione di itinerari tematici e integrati che rendano possibile sia una destagionalizzazione dell’offerta sia il superamento della competizione interna tra i singoli territori ed essere allineati nel confronto con altre regioni e con l’estero.
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Le marine e i porti aderenti al Consorzio sono: Marina Cala de’ Medici SpA, società che gestisce l’omonimo Porto turistico di Rosignano, la società cooperativa L’Ormeggio di Marina di Salivoli, Yacht Broker e Viareggio Porto 2020 a Viareggio, Porto Azzurro all’Isola d’Elba, Porto di Pisa, Azimut Benetti con entrambi gli approdi di Lusben a Viareggio e a Livorno, Marina dei Presidi - Porto Ercole, come rappresentante del gruppo Marinedi, Marina Arcipelago Toscano, struttura di futura realizzazione per accrescere la capacità di accogliere megayacht nell’area di Piombino e Porta a Mare spa a Livorno con un progetto che prevede interventi di trasformazione in approdi turistici del Porto Mediceo e della Darsena Nuova e si svilupperà tra l'area ex Cantiere Orlando e la zona sud del Porto Mediceo. Alle undici marine già aderenti, si aggiungeranno altre importanti realtà toscane che rappresentano eccellenze dello yachting nel territorio toscano.
Per garantire vacanze in tranquillità in charter e navigazione in sicurezza ad armatori e diportisti, il Consorzio proporrà anche quest’anno in tutte le marine associate un unico protocollo anti Covid-19, che rispetta le normative sanitarie contenute nei dispositivi legislativi e offre ai diportisti un allestimento particolare sui moli e negli approdi un tratto di “banchina sicura”, delimitata e oggetto di sanificazione costante, dedicata agli yacht e alle imbarcazioni in transito e ai charter. È previsto, inoltre, un servizio accoglienza per l’espletamento di tutte le procedure di arrivo in sicurezza, senza la necessità per il comandante o l’armatore di recarsi negli uffici portuali o alla reception del porto. Marine della Toscana si pone così come hub sicuro per il charter nautico.
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Parla il Presidente del Consorzio Matteo Italo Ratti
«Il mercato è cambiato e guarda verso l’estero, per questo bisogna promuovere il brand Toscana»
Matteo Italo Ratti è il Presidente del Consorzio Marine della Toscana, nato per mettere in rete le infrastrutture portuali della portualità nel quadro di un mercato che è cambiato molto. «Se prima – dichiara Ratti – la clientela era molto legata a un turismo nautico locale, adesso assistiamo a una dimensione internazionale. Per questo è importante proporre all’estero il brand Toscana anziché il singolo porto. Sulla linea dell’internazionalizzazione, pertanto, si è costituito il Consorzio». Oltre alla possibilità di proporsi meglio e insieme fuori dai propri confini, c’è anche quella di condividere all’interno problematiche e soluzioni. «Si è creato un circuito virtuoso che favorisce il trasferimento di best practice, portando beneficio a tutti. E poi – aggiunge il Presidente – avere un interlocutore unico è più vantaggioso nel dialogo con le istituzioni».
Un altro punto di forza è la trasversalità: «Esatto. Il Consorzio accoglie strutture sia pubbliche che private, e cooperative, guadagnando così molta forza sotto il profilo della rappresentatività. All’interno, peraltro, ne nasce un confronto molto positivo». Tanto che da fuori viene osservato con attenzione e imitato: «Il progetto è piaciuto molto e si sta replicando in altre regioni d’Italia. L’obiettivo futuro è quello di arrivare a un raggruppamento unico che riunisca tutte le marine a livello nazionale. Il nostro Paese ha 7500 km. di costa, dato che lo pone tra i maggiori in Europa per questo aspetto; perciò è importante avere un’organizzazione capace di ottenere il massimo per il sistema Paese».
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Parla il Direttore del Consorzio Pietro Angelini
«Sviluppare una portualità in termini di servizio, innovazione e sostenibilità»
Innovazione, sostenibilità, attenzione ai servizi e promozione integrata. Sono le leve che Pietro Angelini, Direttore del Consorzio, mette al centro della strategia connessa al progetto, con un assunto di partenza: il mare come bene primario. «Abbiamo tutto l’interesse – dice – di fare un grande lavoro nell’ottica della tutela dell’ambente e per questo il rapporto della barca con la terra cambierà: dovrà essere virtuoso, sostenibile, con un punto di arrivo dove si analizzano l’oggetto e gli sprechi». Secondo Angelini, che è anche ad del Distretto Tecnologico per la Nautica e la Portualità Toscana e direttore generale di NAVIGO (società per l’innovazione e sviluppo della nautica), mettere insieme la Toscana è «un’operazione visionaria che intercetta il cambiamento sia nella barca che nella clientela».
Il Consorzio vanta pure un centro studi interno che elabora dati e monitora gli obiettivi, ma per la stagione estiva 2021 le sensazioni positive. «Ci troviamo in un quadro dove la portualità toscana è connessa con tuto e può offrire un prodotto completo a chi arriva da noi. Inoltre, promuovere all’estero il sistema di portualità della Toscana è molto efficace». Il Consorzio lavora anche sulle competenze e per questo pone attenzione alla formazione, mentre un’altra esigenza riguarda quella di avere infrastrutture adeguate all’evoluzione del mercato. «Abbiamo avanzato le nostre proposte di investimento legate al Recovery Plan. Siamo convinti che investire nell’area portuale, soprattutto in Toscana, può portare risultati in termini di sviluppo e lavoro».
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