Toscana
Acquedotto del Fiora parte in pole nel Gran Premio della sostenibilità ambientale
Tempo di “transizione ecologica”: non passa giorno che non si senta parlare di questo argomento. Eppure, la confusione intorno alla materia è molta. Vuoi perché qualcuno si limita a parlarne per slogan. Vuoi perché promuovere una transizione verde in modo concreto necessita di competenze qualificate che non si trovano ovunque. C’è però una realtà del territorio che – in questo metaforico Gran Premio della sostenibilità ambientale – può vantare al proprio attivo già diversi giri di pista compiuti con risultati eccellenti. Stiamo parlando di Acquedotto del Fiora (AdF), gestore unico del servizio idrico integrato per le province di Grosseto e Siena. Il marchio AdF è associato nell’immaginario comune all’acquedotto pubblico. Naturalmente c’è questo (e non è poco). Ma oggi AdF, è molto di più e, quanto a transizione verde, è senza dubbio un modello da prendere ad esempio. Vediamo perché col presidente Roberto Renai e l’amministratore delegato Piero Ferrari.
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Parla il Presidente Roberto Renai
La collaborazione virtuosa tra pubblico e privato come chiave del successo di AdF
«Se 55 comuni riescono ad approvare atti strategici e funzionali all’allungamento della concessione in appena 15 giorni promuovendo 250 milioni di investimenti, significa che siamo in presenza di una condivisione di intenti tale da permetterci di guardare al futuro con fiducia e ottimismo». Già, il futuro. Ben presente nelle parole del presidente di AdF Roberto Renai ma, evidentemente, anche nelle scelte politiche compiute dai Comuni soci.
AdF copre un territorio molto vasto e con differenti esigenze: basti pensare alla densità di popolazione che si registra in estate sulla costa, paragonata a quella dei piccoli borghi diffusi nell’entroterra. Eppure, nonostante queste complessità l’unità di intenti è tale per cui i soci pubblici si ritrovano a condividere strategie industriali nel settore idrico che, grazie all’apporto di una big delle multiutilities quale Acea, diventano passo dopo passo realtà. «Quando siamo arrivati con l’a.d. Ferrari due anni fa, eravamo una tradizionale azienda di acquedotti. Penso che oggi siamo qualcosa di più di questo».
Renai evidenzia i risultati raggiunti nel settore dell’informatizzazione: «Non abbiamo sofferto passivamente la pandemia, riuscendo grazie ai servizi digitali a rimanere al fianco dell’utenza». Non solo videolocalizzazioni dei guasti e gestione pressoché totale dell’interfaccia con AdF tramite App, ma persino la possibilità di interloquire con il personale dell’azienda direttamente da casa anche sulle pratiche più complesse. «Per questo grande merito va ai nostri collaboratori che in questi difficili mesi non si sono mai tirati indietro».
Importante sottolineare un altro aspetto, molto caro a Renai: «Non c’è sostenibilità ambientale, senza sostenibilità economica». Elemento questo che emerge sia dalla collaborazione virtuosa con gli istituti di credito del territorio che dalla scelta di valorizzare fornitori e maestranze locali. Questa è la traduzione di un concetto, quello della responsabilità sociale d’impresa, che AdF applica alla lettera con evidenti ricadute sul territorio, dove il protocollo ideato sull’economia circolare, oltre a rappresentare un fatto concreto e tangibile, ha ricevuto il premio Forum Compraverde Buygreen 2020, destinato a premiare politiche e progetti di Green Procurement pubblici e privati.
Inoltre, AdF opera costantemente al fine di ridurre l’uso delle risorse ambientali perseguendo sempre il miglioramento dei servizi ai cittadini.
Le schede progettuali presentate sul Recovery Fund ammontano a 143 mln di investimenti: ma il futuro, quello che sta così a cuore a Renai e ai soci di AdF, è già oggi. Lo dimostrano il nuovo depuratore di Grosseto che sarà inaugurato tra poche settimane e la volontà di andare a investire in una scuola di formazione in partnership con l’Università di Siena per preparare nuove leve qualificate nel settore idrico e energetico.
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Parla l’Amministratore Delegato Piero Ferrari
Un’impronta ecosostenibile su qualsiasi investimento, a prescindere dalle dimensioni
Dal nuovo depuratore alle colonnine elettriche: grande o piccolo che sia, ogni investimento di AdF va nel segno della sostenibilità ambientale. Merito di un piano industriale centrato sulla tutela del bene acqua e del territorio in generale, che vede nell’a.d. Piero Ferrari il principale interprete operativo. «AdF è pienamente inserita nella filiera dell’economia circolare, non in modo strumentale. Per noi non è un “green washing”, un lavarsi la coscienza a parole. Quelli che contano sono i fatti», che Ferrari descrive a partire dall’investimento da 16 milioni di euro sul depuratore di Grosseto la cui inaugurazione è prevista ai primi di maggio.
Un impianto futuristico basato sul trattamento termochimico dei fanghi, mediante il quale la percentuale da smaltire sarà ridotta tra il 70% e il 90%. «Inoltre – sottolinea Ferrari – il depuratore si alimenterà in autonomia con l’energia recuperata dalla digestione anaerobica e persino l’acqua utilizzata non verrà sprecata, in quanto destinata all’approvvigionamento del sistema antincendio». Chi avesse dubbi su cosa significhi “economia circolare”, grazie al nuovo depuratore di Grosseto avrà davanti agli occhi un esempio concreto.
E visto che il rispetto per l’ambiente passa anche da fattori non inquinanti ma comunque fastidiosi, ecco che anche sul fronte del trattamento delle emissioni odorigene saranno adottate le tecnologie più efficaci, tese a minimizzare qualsiasi tipo di impatto. Un equilibrio praticamente perfetto che genera valore all’interno della catena del riuso del fango, divenuto “risorsa” invece che “problema da smaltire”.
Sono fatti concreti e ben visibili agli occhi dei cittadini anche quelli che riguardano la partnership con Acea Innovation, attraverso la quale AdF sta cambiando pelle: «Entro l’anno conteremo su 6 auto elettriche aziendali, potendo così muoverci nei grandi centri abitati a emissioni zero. Non solo – aggiunge Ferrari – almeno una colonnina di ricarica elettrica sarà installata in molti dei territori dei comuni soci».
Fino ad arrivare alla App Waidy, progetto tecnologico del Gruppo Acea - Area Idrico, capace di mappare le case dell’acqua e i punti di erogazione idrica pubblica, così come AdF Green che mapperà le colonne di ricarica, comprese quelle per le bici elettriche che AdF andrà a installare lungo la suggestiva ciclopedonale dell’Amiata. In pratica, si potranno organizzare gite e escursioni già fissando i punti di sosta per dissetarsi o ricaricare le bici. Così facendo tutti i cittadini potranno toccare con mano la concretezza di scelte sostenibili e ambientalmente virtuose.
ACQUEDOTTO DEL FIORA SPA
GROSSETO – SIENA
Fiora.it - ADF - Acquedotto del Fiora
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