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MAREMMA CHE BAMBU'

Maremma che Bambù: come ti reinvento la natura

Maremma che Bambù: come ti reinvento la natura

Un prodotto versatile che ha mille impieghi. A Pitigliano prende forma il sogno di Daniele Marroni

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La capacità di reinventarsi è propria di ogni ambito lavorativo e anche il mondo dell’agricoltura non sfugge alla regola. Daniele Marroni conosce bene questo concetto per averlo messo in pratica anni fa. La sua storia racconta di un bambino cresciuto in campagna, con entrambi i genitori occupati a lavorare in un’azienda agricola. Un mondo bellissimo da conoscere durante l’infanzia, un po’ meno quando si è grandicelli e si iniziano le prime esperienze lavorative: quella nei campi è indiscutibilmente una vita di sacrifici, dove il duro lavoro non sempre viene ricompensato a dovere. E poi occorre attendere e non poco i frutti della propria opera. Insomma, Daniele decide che (per il momento) quella vita non fa per lui e allora inizia, appena quattordicenne, a lavorare come cameriere, passando poi ad altri mestieri, fra cui quello di elettricista.

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Il richiamo della terra, nonostante tutto, si fa sentire, così quando viene a mancare babbo Aldo Daniele ha l’opportunità di fare pace con la campagna, riappropriandosene secondo le sue regole. L’occasione è favorevole, perché il fratello Maurizio gestisce un appezzamento di terra, ma non sa che farsene di un vigneto che è destinato ad essere tagliato. Daniele coglie al volo l’occasione e decide di convertire quel pezzo di terreno. Le possibilità sono molte, ma il desiderio principale è quello di uscire dagli schemi della tradizione, iniziando un percorso innovativo nel mondo conservatore dell’agricoltura. Dopo aver scartato le ipotesi di far partire una coltivazione di paolonia o di quinoa, la scelta ricade con decisione sul bambù. Per Daniele è amore a prima vista e così prende vita l’idea di mettere su un bellissimo bosco.

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Sei anni fa quindi nasce a Pitigliano Maremma che Bambù, azienda che si fonda su un prodotto a 360° che ha mille impieghi in natura e nell’industria: come legname, nel tessile, nella cosmesi e nel settore alimentare con i suoi germogli. La pianta (che in realtà è tecnicamente definita una graminacea, come il granturco o i girasoli, “viaggia” nel terreno per tanti metri seminando automaticamente altri esemplari durante il percorso) può raggiungere i venti metri di altezza e ha un diametro che varia dai 6 ai 14 centimetri.È definito il carbonio naturale, estremamente resistente e molto elastico in quanto ricco di fibre.

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Gli utilizzi sono innumerevoli e si adatta perfettamente al clima mediterraneo, resistendo d’inverno anche a temperature fino a -17 gradi centigradi. Inoltre per la sua crescita non è necessario l’utilizzo di pesticidi, ci sono insomma tutte le condizioni per mettere su una bellissima coltivazione che al giorno d’oggi raggiunge l’ettaro di dimensione. Con grande soddisfazione da parte di Daniele che è tornato alle origini riabbracciando la campagna, ma con un tocco fortemente personale e innovativo. Facendo pace con quella vita da cui si era allontanato ma che ora, grazie alla sua inventiva, l’ha riaccolto a casa.

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LA RICETTA

Cinghiale col germoglio di bambù scottato con l’aceto

La Maremma è la patria culinaria per eccellenza dei piatti a base di cacciagione. Il cinghiale è il re della tavola, ma grazie a Daniele Marroni possiamo riscoprirne il sapore accompagnandolo con i germogli di bambù: un accostamento che potrà far storcere il naso a molti intenditori, ma che risulta assai gradevole al palato. Come si procede? Innanzitutto occorre far marinare il cinghiale per un giorno insieme alla cipolla, scalogno, sedano, carota e alcune bacche di ginepro. Fino a qui tutto come da tradizione, il giorno successivo poi si provvede a scolare il tutto mettendo il cinghiale in padella con un po’ di farina. Al posto delle classiche olive, va fatto bollire aggiungendo i germogli di bambù scottati con l’aceto, che hanno il “dono” di smorzare il sapore della carne selvatica, conferendo al piatto un sapore unico e inconfondibile. Un profumo che conquisterà l’olfatto e un gusto corposo e delicato insieme, da provare assolutamente

MAREMMA CHE BAMBU - Strada regionale 74 Pitigliano (GR) 333 614 0368

Facebook: Maremma che Bambù

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