Il Tirreno

Muore a 8 anni dopo l’intervento Dramma all’ospedale di Alghero: Natalie era ricoverata per l’asportazione delle tonsille L’operazione era andata bene, poi ha avuto un malore e non c’è stato più nulla da fare

GBAZZONI

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i Gianni Bazzoni Alghero Natalie, 8 anni, sabato sera parlava con i medici che le avevano dato la bella notizia: «Domani potrai tornare a casa». E lei aveva sorriso felice, perché ai bambini basta poco per ripartire e spingere in fondo al pozzo dei ricordi le difficoltà che sono chiamati a superare. Ma quel ritorno non ci sarà mai: la piccola è morta improvvisamente nella serata di sabato all’ospedale civile di Alghero. L’Asl di Sassari ha disposto gli accertamenti diagnostici per capire che cosa è successo, e anche la procura della Repubblica oggi muoverà i primi passi per definire tutti gli accertamenti e stabilire eventuali responsabilità sulla morte della piccola paziente. Natalie Tanda era ricoverata da alcuni giorni per un intervento programmato che prevedeva l’asportazione delle tonsille. L’operazione è stata eseguita giovedì e si è svolta senza complicazioni. Era stata anche avviata la fase di monitoraggio di tre giorni (prevista dal protocollo) che era in fase conclusiva. All’improvviso la situazione è precipitata: sabato sera la bimba ha accusato un malore (sarebbe stata valutata una emorragia interna) e i medici hanno attivato la procedura d’urgenza per farla tornare subito in sala operatoria. Presenti i medici e i rianimatori, che sono intervenuti subito per cercare di soccorrere Natalie. Non c’è stato tempo, è stato tutto rapidissimo. Un vortice che ha cancellato ogni speranza. Immensa la disperazione dei genitori che hanno vissuto il dramma in ospedale, ma anche dei medici fortemente provati dalla tragedia che si è realizzata sotto i loro occhi. «Si attende l’esito degli accertamenti diagnostici – ha comunicato l’azienda sanitaria – per stabilire le cause che hanno portato al decesso della piccola nel giro di poche ore. La dirigenza aziendale e la Asl n. 1 tutta è vicina alla famiglia per la grave perdita». La direzione generale dell’Asl 1 ha confermato che «la bambina era ricoverata da alcuni giorni nel reparto di Otorinolaringoiatria dell'ospedale civile di Alghero dove era stata operata giovedì 6 febbraio per un intervento chirurgico otorinolaringoiatrico il cui decorso non aveva mostrato criticità intraoperatorie o nell’immediato post operatorio, tant’è che per la mattinata di ieri ne erano state programmate le dimissioni. Nella serata di sabato 8 febbraio ha manifestato una improvvisa complicanza, per la quale si stava predisponendo il rientro in sala operatoria. La situazione è degenerata in pochissimo tempo e tutti i tentativi dei medici, sia degli otorinolaringoiatri che dei rianimatori del “Civile”, sono stati inutili: la bambina è deceduta nel reparto di Otorinolaringoiatria poco prima delle 21 di sabato». L’inchiesta interna avviata dalla direzione generale dell’Asl e quella della procura della Repubblica di Sassari dovranno ora stabilire che tipo di complicanza ha portato alla crisi improvvisa e poi alla morte della bambina. Tristezza, rabbia e dolore a Villanova Monteleone, dove la notizia si è diffusa rapidamente già dalla tarda mattinata di ieri. Natalie, che ha una sorellina, Melissa, frequentava la terza elementare. Suo padre Vittorio Tanda e sua mamma Catriona Dunn sono molto conosciuti in paese e nel territorio. Vittorio da oltre vent’anni è il “barbiere di Villanova”, un mestiere imparato in casa, sulle orme del padre Angelo, per oltre 50 anni storico barbiere del paese mentre sua mamma (scomparsa di recente) faceva la parrucchiera. Catriona Dunn di origini scozzesi, attivissima nel sociale, insegna inglese in un istituto sassarese. Dramma e tristezza anche nella struttura complessa di Otorinolaringoiatria dell’ospedale di Alghero: il reparto guidato dal dottor Sebastiano Carboni è diventato punto di riferimento per tutta la Sardegna. Circa 500 interventi l’anno, una media di dieci la settimana di cui 4 sono pazienti pediatrici (4-16 anni). Nel 2024 le operazioni di pazienti di età pediatrica sono stati circa 180, quadruplicati rispetti a quattro anni prima. Liste d’attesa abbattute, l’idea di fare ruotare i professionisti anche in altre strutture sanitarie. Un fiore all’occhiello della sanità sarda. Una crescita continua, e ora un momento drammatico che tocca nel profondo tutti. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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