Il Tirreno

MAURO PINOTTI ( 3215 ) - FABBRICO 79° ANNIVERSARIO BATTAGLIA PARTIGIANA

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FABBRICO La pioggia battente non ha fermato la celebrazione del 79° anniversario della Battaglia di Fabbrico, una terra che ha dato tanto alla Resistenza anche in termini di vite umane. Da via Roma è partito il lungo corteo preceduto dalla Banda dei 101 con i gonfaloni dei Comuni reggiani mantovani e modenesi e i loro rispettivi rappresentanti istituzionali nonché ufficiali dei Carabinieri e delle Polizie locali. Immancabile il battagliero gruppo di sindacalisti della Fiom Cgil con il loro striscione “Mai più fascismi per questo uniti”. In corteo anche un gruppo di ragazzi della scuola secondaria di primo grado che al collo avevano le lettere che componevano la frase “Cessate il fuoco” in riferimento al conflitto in Medio Oriente e la guerra Russia- Ucraina. Prima tappa la deposizione di una corona d'alloro al monumento dei Caduti in piazza Vittorio Veneto alla presenza del sindaco di Fabbrico Roberto Ferrari, del presidente della Provincia di Reggio Giorgio Zanni, dell'assessore regionale all'agricoltura e agroalimentare, caccia e pesca Alessio Mammi oltre alle consigliere regionali Stefania Bondavalli e Ottavia Soncini. Dopo un momento di preghiera e la benedizione da parte del parroco don Nino Ghisi gli alunni delle classi quarte della scuola primaria dell'Ic. “Italo Calvino” con i loro insegnanti hanno intonato “Io ero Sandokan” vero e proprio canto della Resistenza, per non dimenticare il dolore provocato dal fascismo, tratto dalla colonna sonora del film “C'eravamo tanto amati” di Ettore Scola. Il corteo ha poi imboccato via Pozzzi per raggiungere l'altra stele dedicata ai caduti della Resistenza. E, proprio davanti al gruppetto della Rsi, ad attendere i manifestanti c'era la Bandiera della Pace lunga 25 metri prestata dal comitato organizzatore della marcia Perugia - Assisi. Dopo la deposizione della seconda corona d'alloro il ritorno in via Roma al ritmo di “Ora e sempre Resistenza” e della canzone “Bella Ciao”. Per la forte pioggia, le orazioni si svolte al teatro “Pedrazzoli”. Il sindaco Roberto Ferrari nel suo intervento ha ringraziato i volontari che hanno sventolato il bandierone arcobaleno “Siete stati i nostri nuovi partigiani della Pace”. E Ferrari ha aggiunto: “Chi giura sulla Costituzione è e deve essere antifascista. Dobbiamo avere paura del ritorno del fascismo? Io dico si perché prendere a manganellate degli studenti non è un bel segnale e il fatto che abbia dovuto intervenire il presidente Mattarella rappresenta un problema politico". A seguire il caloroso intervento del presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini che ha ricordato le sue umili origini e ha espresso il suo grande amore per questa terra: "La Resistenza è stata soprattutto una lotta di popolo, soprattutto da queste parti, di gente comune che ha scelto da che parte stare". Bonaccini ha poi tribuato un grande applauso ad Albertina Soliani per il suo impegno e al sacerdote degli ultimi Giovanni Nicolini. E ai manifestanti Rsi ha detto "Non equiparemo mai chi è morto e ridarci libertà a chi è morto per mantenere un regime assassino. Questi "nostalgici" possono manifestare perché ha vinto la democrazia. se fosse avvenuto il contrario noi non avremmo potuto". M.P.

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