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Commercio

Pisa, boom di imprese stranierie, parla la ristoratrice thailandese: «Si lavora bene, ma la burocrazia è tanta»

di Antonio Scuglia
Pisa, boom di imprese stranierie, parla la ristoratrice thailandese: «Si lavora bene, ma la burocrazia è tanta»<br>

Silvio Sensini e Thiangsbirun Chan, titolari di Yaimai, in via Santa Maria: «A San Valentino è venuta la finanza per un contorllo e  ha bloccato la cucina per venti minuti»

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Pisa Sono 388 le imprese straniere in provincia impegnate nei servizi di ristorazione (ristoranti e bar): oltre il 13 per cento del totale. E molte di esse in realtà non sono "solo" straniere: è il caso dell’apprezzato ristorante thailandese Yaimai, in via Santa Maria e Pisa, i cui titolari sono marito e moglie, Silvio Sensini e Thiangsbirun Chan, associati alla Confcommercio.

«Siamo qui da poco più di un anno - raccontano: - prima gestivamo lo street food in via Sancasciani».

E come vanno le cose? Soprattutto, come è stato l’avvio?

«Temevamo che fosse difficile, invece abbiamo trovato sempre una buona clientela. Pisani, ma anche livornesi, lucchesi e viareggini, che vengono apposta da noi, oltre ai turisti».

Sono passati gli anni terribili della pandemia?

«Un risveglio c’è stato sicuramente, anche se negli ultimi mesi c’è un po’ meno gente in giro».

Difficoltà con i documenti, i permessi e così via?

«Nell’avviare l’azienda per fortuna no, problemi burocratici ce ne sono stati tanti - dice Sensini - quando mia moglie è venuta in Italia».

Contatti con altri imprenditori thailandesi?

«Non molti, in effetti i ristoranti thai sono pochi. Ma con i colleghi in generale ovviamente sì».

C’è qualche cruccio che rimane?

«A volte sì, ma vale per tutto il settore. La sera di San Valentino è arrivata la Guardia di finanza per i controlli a campione. Capisco che ognuno nuno fa il suo dovere - è ancora Sensini che parla, - anche perché ho servito la patria come militare per tanti anni, ma quella serata di lavoro è diventata complicatissima: avevamo il locale pieno e la gente che aspettava ai tavoli per cenare. Mia moglie è stata intervistata per venti minuti, il problema è che lei è la cuoca e ovviamente non era sostituibile tra i fornelli...»

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