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«Non affitto ad animali e stranieri»: l'annuncio choc nel Pisano. La difesa dell'agenzia: «Razzismo? No, esigenze»
La frase incriminata compare su un portale online, poi viene modificata
PISA. «No animali, no stranieri». Finiva così l’annuncio per l’affitto di un bilocale in una delle frazioni di Calci (Pisa), nella bella e tranquilla Val Graziosa, pubblicato da uno dei più noti portali di ricerca alloggi. Con quell’indicazione è stato on line dalla sera di martedì fino alla tarda mattinata di ieri, quando l’agenzia pisana che lo aveva pubblicato, ha sostituito le parole “incriminate” con «la proprietà si riserva di accettare o meno il proponente affittuario», una frase che espone meno all’accusa di razzismo anche se, verosimilmente, la sostanza cambierà di poco.
Lo ha fatto dopo l’intervento del Sunia, il sindacato inquilini della Cgil, e della Federconsumatori di Pisa che già nella serata di martedì hanno scritto sia al portale, che alla Fiaip pisana, la principale associazione di categoria degli agenti immobiliari. «Abbiamo inviato una pec a entrambe chiedendo al primo la rimozione o l’immediata correzione dell’annuncio e alla seconda d’intervenire nei confronti dell’associato prendendo i provvedimenti del caso – spiega Sandro Imbraguglio, presidente sia del Sunia che della Federconsumatori di Pisa –: i migranti sono i più discriminati in assoluto nell’accesso al mercato della casa in locazione, ma di solito la discriminazione avviene in modo indiretto oppure prevedendo requisiti che un cittadino extracomunitario non è in grado di soddisfare come, ad esempio, una fideiussione bancaria o la garanzia di soggetti terzi. Qui si va oltre: non può passare sotto silenzio il fatto di ammettere esplicitamente di non voler affittare a stranieri in quanto tali, scrivendolo in un annuncio immobiliare pubblicato su uno dei più noti portali. È un grave episodio di razzismo».
Invero anche per la casa di Calci, un bilocale di circa 65 metri quadri, i requisiti richiesti dalla proprietà sono piuttosto stringenti: al netto della specifica poi rimossa, la richiesta è di 600 euro mensili, ma l’annuncio è rivolto ad «una sola persona, con contratto di lavoro a tempo indeterminato e busta paga minima fra i 1.500 e i 1.600 al mese». Richieste non semplici da soddisfare, con i tempi che corrono.
Per l’agenzia la questione è chiara: «Noi siamo intermediari e dobbiamo tener conto della volontà del venditore – spiega il titolare –: nel caso specifico direi che il razzismo non c’entra niente, anzi il motivo di quel “no stranieri” è proprio legato al fatto che in passato la proprietaria ha già affittato per due volte ad extracomunitari e in entrambe i casi non sono state esperienze positive. La seconda volta addirittura è dovuta ricorrere allo sfratto esecutivo per rientrare in possesso dell’immobile, dato che l’affitto non gli veniva pagato da quasi due anni e quando è accaduto ha trovato la casa danneggiata. Si tratta di una signora anziana che vive della pensione integrandola con quell’affitto: dopo quanto capitatogli, ci ha dato questa indicazione. Perché abbiamo cambiato la frase? Dopo le mail ricevute, volevamo evitare polemiche spiacevoli. La verità è che, a Pisa come altrove, sono pochissimi i proprietari disponibili ad affittare ad extracomunitari e, chi fa il nostro mestiere, non può non tenerne conto. Di solito s’inventano delle scuse, a noi era parso più trasparente dire la verità». Questa, probabilmente, è l'unica cosa su cui agenzia e Sunia concordano.
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