Il Tirreno

La superstrada

Fi-Pi-Li, Toscana Strade si farà. Pedaggio ai tir: il sistema previsto e le stime di incasso

di Martina Trivigno
Fi-Pi-Li, Toscana Strade si farà. Pedaggio ai tir: il sistema previsto e le stime di incasso

C’è da adeguare una strada che ha a un traffico di circa 50mila veicoli al giorno, analogo a quello di un’autostrada, come la A11

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FIRENZE. «A poco a poco rifacciamo la Fi-Pi-Li». Per il presidente della Regione, Eugenio Giani, il primo passo c’è: l’approvazione in giunta della delibera con cui la Toscana dà il via libera alla proposta di legge che istituisce Toscana Strade, la società che gestirà la strada di grande comunicazione che collega Firenze alla costa. E ogni anno, nelle casse della società, entreranno almeno 22 milioni di euro che, secondo la Regione, saranno tradotti in interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria e progetti: circa 7 milioni di euro come provento delle multe e 15 milioni dal pedaggio per i tir che sarà introdotto con ogni probabilità nel 2025 e non nel 2024, come annunciato in precedenza. E, a questi, si aggiungeranno poi anche i finanziamenti regionali e dello Stato.

La proposta

Intanto la Fi-Pi-Li, poi Toscana Strade si occuperà anche delle altre strade regionali. Per il presidente Giani e l’assessore regionale alle Infrstrutture e Trasporti, Stefano Baccelli, bisogna agire. Se tutto andrà come da crono programma e il Consiglio regionale approverà la proposta di legge, la società dovrebbe essere costituita a inizio del prossimo anno. Anche se – sottolinea il presidente della Regione – bisognerà aspettare almeno un altro anno, dunque i primi mesi del 2025, perché Toscana Strade sia operativa.

L’iter

Sì, perché entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge verranno costituiti e insediati gli organi della nuova società e nominato l’amministratore unico che entro 12 mesi recluterà il personale. A quel punto potrà entrare in funzione il pedaggio per i mezzi pesanti. Secondo la legge deliberata dalla giunta, la norma finanziaria autorizza una spesa di 2 milioni di euro per la sottoscrizione del capitale sociale da parte della Regione e una spesa per il corrispettivo regionale che parte da circa 10, 7 milioni nel 2024, a 11, 3 milioni nel 2025.

Gli investimenti

Obiettivo, manutenzione e investimenti per rendere la Fi-Pi-Li più sicura, provando a risolvere i problemi che i “dannati” della superstrada conoscono bene. Chi la percorre più o meno ogni giorno, sa che basta un veicolo fermo su una corsia per creare un imbuto, capace di paralizzare il traffico per diversi chilometri. «Vogliamo investire sulla manutenzione che, con Toscana Strade, verrebbe fatta con personale proprio che questa società assumerà o rileverà dal global service a cui la Città metropolitana di Firenze si affida oggi – sottolinea Giani – e anche sulla stesura di progetti che prevedono l’allargamento della carreggiata: “stop and go”, ma rifacciamo a la Fi-Pi-Li».

Il dibattito

Con la delibera approvata, Toscana Strade sta diventando una realtà. «Ora c’è la possibilità di sviluppare un dibattito che confluirà in un lavoro che il Consiglio regionale dovrà fare attraverso la sua commissione competente – prosegue il presidente della Regione – Toscana Strade diventa una società per azioni detenuta esclusivamente dalla Regione, una cosiddetta società in-house, che ha l’unico e prevalente scopo di gestire al meglio la Fi-Pi-Li, un domani, potenzialmente, anche altre strade di competenza regionale. Da un lato, potrà attingere dai contributi che vengono dalla Regione e dallo Stato, dall’altro dal pedaggio per i grandi mezzi di trasporto che oggi hanno l’alternativa di andare sulla Firenze mare, pagando il pedaggio, o sulla Fi-Pi-Li che, invece, è gratis: vanno tutti sulla Fi-Pi-Li e così ne accrescono il deterioramento». Secondo quanto spiegato dalla Regione, le entrate che possono arrivare dai contributi e dal pedaggio per tir – circa 22 milioni di euro – saranno esclusivamente e totalmente destinati ai lavori: non soltanto di manutenzione ordinaria, come successo fino a ora, però. Il riferimento, infatti, è ai progetti specifici per migliorare la viabilità e la sicurezza, come allargare la corsia di emergenza e creare una terza corsia nei tratti dove si registrano maggiori rallentamenti, ad esempio da Pontedera fino alla biforcazione Pisa-Livorno o dall’uscita dell’A1 fino a Lastra a Signa. «Il meccanismo della società – specifica Baccelli- prevede che con un’apposita delibera, ogni anno la giunta regionale dia gli indirizzi, poi recepiti dall’amministratore unico chiamato a presentare un piano di attività annuale con proiezione pluriennale. Quello sarà il momento in cui vedremo in modo concreto quali sono gli investimenti previsti sulla Fi-Pi-Li, che risponderanno comunque a tre esigenze: la prima è quella di adeguare la strada di grande comunicazione che ha un traffico di circa 50mila veicoli al giorno, analogo a quello di un’autostrada, come la A11. La seconda è quella di semplificare la governance; la terza esigenza è, dopo aver semplificato con un soggetto unico, quella di destinare personale dedicato solo alla gestione della Fi-Pi-Li».

Niente caselli

Sul fronte del pedaggio, fa sapere la Regione, non ci saranno caselli ma un sistema Free-Flow per il controllo degli accessi con cinque portali localizzati lungo la superstrada che copriranno l’intera carreggiata su cui, appunto, sono installate apparecchiature tecnologiche che consentiranno di fotografare e rilevare le targhe di tutti i veicoli in transito. I dati rilevati dai portali verranno poi trasmessi al sistema centrale per la successiva individuazione del proprietario e del costo del pedaggio.

Le sanzioni

Gli autovelox lungo la Fi-Pi-Li resteranno attivi, proprio come adesso, e il ricavato dalle sanzioni sarà, come detto, investito in manutenzioni e progetti: dei circa 15 milioni di euro annuali incassati dalle Province di Livorno e Pisa, la metà sarà destinata a Toscana Strade.


 

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