Il Tirreno

Sanità

Verifiche e nuovi codici di priorità per velocizzare le liste di attesa. Il problema delle doppie “prime visite”

di Tommaso Silvi
Verifiche e nuovi codici di priorità per velocizzare le liste di attesa. Il problema delle doppie “prime visite”

Ecco i rimedi adottati su richiesta dell’assessore alla Sanità Simone Bezzini

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Nuove linee guida della Regione contro le liste di attesa. In particolare per le visite specialistiche, per le risonanze magnetiche e le Tac, gli esami più richiesti. Finita la pandemia, infatti, l’aumento della domanda non si giustifica con un fabbisogno ordinario: in un anno le risonanze magnetiche (fra il 2021 e il 2022) sono state 50mila in più in Toscana. La Tac ha numeri simili. Perciò la Regione corre ai ripari: impone il ritorno a un uso corretto dei codici di priorità delle prescrizioni alle verifiche sulle visite specialistiche: in un anno almeno 1 paziente su 4 in Toscana viene sottoposto due volte a prima visita. Ecco i rimedi adottati su richiesta dell’assessore alla Sanità Simone Bezzini.

Boom di richieste

La pressione sulle strutture sanitarie regionali è arrivata a un livello d’allarme. «Dobbiamo partire dalla considerazione – spiega il presidente della Regione Eugenio Giani – che la richiesta di prestazioni diagnostiche e ambulatoriali in Toscana è aumentata del 30% dopo la fase Covid. La gente si rivolge agli ospedali per svolgere visite e controlli che aveva rimandato durante la pandemia». Un contesto che ha obbligato la Regione a prendere provvedimenti, conferma l’assessore Bezzini: «Intendiamo garantire ai cittadini un adeguato accesso alle loro diagnosi e alla cura, contenendo la creazione di liste di attesa per chi, di quelle prestazioni, ha un urgente e reale bisogno».

Le doppie visite

La maglia nera è dell’Asl nord ovest. Qui il 27,46% dei pazienti ai quali viene prescritta una prima visita ha già avuto una prescrizione per la stessa prima visita nei 365 giorni precedenti. Quello delle prime visite ripetute è una delle cause principali delle lunghe liste di attesa. I dati sulle richieste di prime visite ripetute lasciano ipotizzare che molte delle prestazioni richieste come primo accesso siano da riferire a persone già conosciute per un determinato problema di salute: un’errata prescrizione, da correggere, che crea disagi a cascata nella gestione delle agende, dove prime visite e visite successive e di controllo devono avere canali diversi: le prime a visibilità pubblica e le seconde riservate agli specialisti che hanno in cura il paziente, per una presa in carico efficace. Nel sistema di monitoraggio della specialistica ambulatoriale è stato implementato un indicatore che consente di valutare l’efficacia della presa in carico analizzando le prescrizioni delle prime visite. L’indicatore confronta, per ogni prima visita, la percentuale di prescrizione di prime visite sul totale delle visite prescritte. Quanto più è bassa questa percentuale tanto più la presa in carico è efficace e vi è, di conseguenza, un’alta appropriatezza prescrittiva.

Priorità

Nella delibera si richiama anche a un corretto impiego dei codici di accesso, che si riferiscono alle condizioni di salute del paziente e alla gravità del quadro clinico. Negli ultimi anni, anche per le sospensioni per Covid dell’attività delle prestazioni non urgenti, c’è stato un incremento di richieste per visite ed esami con codici di priorità da evadere in tempi brevi . Nella delibera si riportano le definizioni “cliniche” che devono indirizzare la richiesta verso un determinato codice di priorità.

Quesiti e telemedicina

L’atto prevede inoltre una migliore codifica dei quesiti diagnostici, utile al fine delle decisioni cliniche. Il quesito descrive il problema di salute che motiva la richiesta da parte del medico di effettuare la prestazione e deve essere riferito all’insieme di prestazioni che confluiscono in una stessa ricetta. Ora è presente un campo obbligatorio per l’inserimento di questo dettaglio. L’obiettivo è di incentivare l’uso dell’informazione contribuendo a un miglioramento dell’assistenza. In questo quadro il ricorso al teleconsulto e alla telemedicina ha un ruolo fondamentale: offre l’opportunità di sviluppare l’interazione tra professionisti e migliorare la qualità della diagnosi per individuare il percorso terapeutico più efficace.

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