Il Tirreno

Francia

Adesso la ghigliottina cala sui Suv

di Michele Gambino
Adesso la ghigliottina cala sui Suv

A partire dal 1° gennaio Parigi introduce tariffe maggiorate rispetto alle auto

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Una notizia così non poteva venire che dalla città in cui per la prima volta a qualcuno venne in mente un’intuizione decisiva. Che la testa di un re non doveva necessariamente restare attaccata al corpo. Stiamo parlando di Parigi, culla della rivoluzione francese e da ieri paladina della crociata contro i possessori dei famigerati Suv. Auto che, a torto o a ragione, sono simbolo di ricchezza esibita e compiaciuta.

A partire dal 1° gennaio 2024 le tariffe dei parcheggi nella città dei lumi verranno calcolate in base a dimensioni, peso e consumi delle auto. Insomma, dagli ai ricchi! E anche, in verità, a quelli che cercano di sembrare tali e si ammazzano di rate pur di avere un’auto più lunga di quella del vicino. Ovviamente è scoppiata la polemica tra la giunta comunale parigina e varie associazioni di automobilisti francesi, i quali rivendicano il diritto di scorrazzare in lungo e in largo sugli Champs Elysées con i loro macchinoni senza che nessuno gli rompa les boules, per dirla in francese.

La misura di stampo chiaramente pauperista, oltre che ecologista, ha provocato vibranti reazioni tra i ministri di un Paese europeo noto per aver varato le migliori leggi a favore dei ricchi, cioè l’Italia. Ai quali ministri, e a uno soprattutto, la sindaca di Parigi, Anne Hidalgo, stava già su les boules per aver premiato nientemeno che tale Carola Rackete.

Al sincero stupore della ministra Santanchè («Perché, esistono auto più piccole dei Suv?», il commento dettato da sotto l’ombrellone del Twiga) è subentrato lo sdegno della maggioranza, e la conseguente ricerca di un’italica risposta che faccia della nostra nazione il faro e la guida degli abbienti di tutta Europa. La prima proposta avanzata d’impeto – una tassa sulle Fiat 126 – è stata cassata perché avrebbe colpito al massimo 50 persone. Poi un ministro astuto (che ha voluto restare anonimo per paura che gli righino il Porsche Cayenne) ha trovato l’idea che ha messo d’accordo tutti: calcolare il pedaggio autostradale in base ai tempi di percorrenza: più è il tempo di occupazione della carreggiata, più si paga. La misura avrebbe una logica e penalizzerebbe chi si ostina a voler uscire dalle città con l’Opel Kadett. Inoltre, e questo è l’asso nella manica, chi ha comprato una macchina che tocca i 280 orari potrebbe finalmente usarla come si deve.

Certo, ci sarebbe da ritoccare un tantino il codice stradale, ma ci si può lavorare.

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