Il Tirreno

Tutto quello che c'è da sapere

Zanzare, parassiti e ragni: i pericoli dell'estate e i rimedi per tenerli alla larga. Parlano gli esperti

di Tommaso Silvi
In alto a destra l'entomologo Claudio De Liberato; sotto il dermatologo Luigi Naldi
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In alto a destra l'entomologo Claudio De Liberato; sotto il dermatologo Luigi Naldi

Dai "trucchi" per eliminare il fastidio delle punture ai consigli per evitare il contatto con zecche e ragni: il loro morso può avere conseguenze anche molto gravi

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Testa sul cuscino, luce spenta, occhi chiusi. Pronti per dormire. Ed eccolo lì. Quel ronzio snervante che toglie ore di sonno, ogni estate, a milioni di italiani. L’incubo ha un nome: zanzara. Fastidiosa per il rumore, ma non solo.

Perché si posa sulle varie parti del corpo e affonda, causando quelle punture che danno prurito per giorni. Ma tra gli animaletti tipici della stagione estiva ce ne sono alcuni – diffusi meno delle zanzare, ma comunque facilmente rintracciabili – che sono anche pericolosi, oltre che fastidiosi.

Il boom del 1990

Chi ha qualche capello bianco in più e una buona memoria ricorderà che fino al 1990 c’erano molte meno zanzare in circolazione. «Questo perché – spiega Claudio De Liberato, entomologo dell’Istituto zooprofilattico sperimentale di Lazio e Toscana – nel 1990 a Genova, con un carico di merce arrivato in porto dagli Stati Uniti – è sbarcata anche la zanzara tigre». Che nel nostro Paese, a quanto pare, si è trovata bene. «Oggi è presente nei centri urbani, soprattutto in pianura e in bassa collina, dato che soffre l’aumento di quota. Circola in modo particolare durante il giorno, perché la notte si riposa». Ma allora perché veniamo punti anche nelle ore notturne? «Perché in quella parte della giornata ci sono le zanzare comuni – prosegue De Liberato –, in sostanza si danno il cambio. Esistono 60 specie di zanzare ma tutte le altre, oltre alla tigre e alla comune, in gergo scientifico Culex pipiens, non si trovano facilmente in Italia».

Come mettersi in salvo

Ci sarà qualcosa che le zanzare proprio non sopportano? Una sostanza, un colore, un oggetto che possiamo utilizzare per non farle avvicinare o entrare nella nostra casa. La risposta dell’esperto è glaciale: «No. Almeno non qualcosa di veramente efficace». Però c’è una nozione da sapere. «Proliferano nei piccoli ristagni d’acqua. Anche un vasetto di yogurt che si riempie di acqua piovana può diventare l’incubatrice di migliaia di zanzare. Quando i Comuni effettuano le disinfestazioni – dice ancora De Liberato – buttano via i soldi. La lotta non deve essere rivolta agli esemplari adulti, ma a quelli pronti a nascere. I cittadini possono eliminare ogni ristagno d’acqua: secchi, piccoli recipienti in giardino, sottovasi, basta davvero pochissima acqua per creare un “nido” ottimale alle zanzare. Le disinfestazioni, invece, vanno effettuate nei tombini, posizionando all’interno una speciale pastiglia che scongiura i cosiddetti focolai larvali».

Punture e rimedi

Il ghiaccio. Ecco cosa può eliminare la sensazione di prurito causata dalle punture di zanzara. «Basta passare un cubetto sopra la zona della puntura – spiega Luigi Naldi, a capo dell’unità complessa di dermatologia dell’ospedale San Bortolo di Vicenza, nel 2021 inserito nella lista dei migliori dermatologi al mondo –, e la soglia del prurito si alzerà, dandoci sollievo». Gli spray con soluzioni anti-zanzara da spruzzare sulla pelle «non fanno male», precisa Naldi. Ma il “trucco” di incidere una croce con l’unghia sul punto della puntura «non serve a nulla. È solo una leggenda popolare che non ha alcun riscontro».

Contatti ad alto rischio

Le zanzare, nel caso di quella tigre, possono trasmettere virus se hanno punto una persona infetta. Ma d’estate l’attenzione va rivolta anche e soprattutto alle «zecche e al ragno violino. Le prime sono parassiti e aspettano sui rami degli alberi, ma anche nell’erba alta, nelle zone meno battute, e si attaccano al mammifero, quindi animali e essere umani, succhiando sangue. Inizialmente non le sentiamo, ma possono causare infezioni serie. Quando torniamo da una giornata all’aria aperta esploriamo sempre la nostra pelle e se vediamo un punto nero che sembra quasi un neo analizziamolo bene, anche con una lente d’ingrandimento. Se è una zecca togliamola con le pinzette, stando attenti a non lasciare sulla pelle il rostro che usano per restare agganciate e succhiare sangue. Il ragno violino – conclude Naldi – può annidarsi nei vestiti durante la notte e morsicare la persona al mattino, quando si veste. Può causare lesioni importanti, di tipo necrotico. Evitare quindi di lasciare indumenti in giro, soprattutto vicino al pavimento. Usiamo l’armadio».

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