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Anche una pisana bloccata dal blitz israeliano Stefania Costantini arrestata ed espulsa

Nilo Di Modica
Anche una pisana bloccata dal blitz israeliano Stefania Costantini arrestata ed espulsa

L’attivista, 52 anni, coinvolta nell’irruzione in casa di un giornalista palestinese

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i Nilo Di Modica

Pisa C’è anche un’attivista pisana fra coloro che ieri mattina sono rimasti coinvolti in un’irruzione dell’esercito israeliano a Dheisheh, presso Betlemme, in Palestina.

Stefania Costantini, 52 anni, di origine pugliese ma molto legata a Pisa e nota in città dove per molti anni ha prestato servizio come assistente specialistica per studenti con disabilità, è stata trascinata via di peso dai militari mentre prestava servizio in un campo profughi finito nel mirino delle autorità di Tel Aviv.

Notizie inizialmente riportate dalle agenzie locali (Wafa) e internazionali che sulle prime avevano fatto molto preoccupare quanti conoscono l’attivista: nel blitz dell’esercito, infatti, sarebbe stato ucciso anche un ragazzo palestinese di appena 14 anni.

Fonti locali hanno riferito che «i soldati israeliani hanno fatto irruzione nella casa del giornalista palestinese Nidal Abu Aker, percosso il figlio appena sottoposto ad un intervento chirurgico, e interrogato la moglie». I soldati hanno anche fatto irruzione nella casa dell'anziana madre di Abu Aker, dove hanno trovato e fermato Costantini.

L’attivista pisana è stata arrestata e subito espulsa dal Paese con l’assistenza dell'ambasciata italiana.

«Costernati» gli attivisti pisani dei Cobas di Pisa, organizzazione nella quale la donna milita da tempo. «Conoscendo le modalità di azione dell’esercito israeliano siamo stati preoccupati per lo stato di salute di Stefania. Da qualche mese aveva deciso di portare il proprio contributo attivo alla causa palestinese, scegliendo di lasciare tutto e trasferirsi nei campi profughi da sempre sotto il mirino della brutale occupazione israeliana».

«Seguivamo con apprensione le notizie che da tempo arrivavano dai territori occupati: un’escalation incontrollata di uccisioni, sevizie e quotidiani soprusi – scrivono ancora i rappresentanti dei Cobas. – Aspettiamo di sapere il suo effettivo stato di salute».

Sui fatti è intervenuta anche la storica organizzazione di cooperazione, attiva a Pisa, “Un Ponte Per…”.

«Sono trascorsi appena 16 giorni dall'inizio del 2023 e il nuovo governo di estrema destra israeliano ha già ucciso almeno 13 ragazzi e molti altri sono stati feriti – scrivono gli attivisti. – Fino a quando la comunità internazionale continuerà a voltarsi dall'altra parte?». l

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