Il Tirreno

Dolce vita

Viola, il gran ritorno del colore dei re

di Lavinia Orefici
Viola, il gran ritorno del colore dei re

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Ha una strana considerazione il viola, colore del lutto e colore dei re, più raramente colore di moda. Quest’anno eccezionalmente il lutto, il re e la moda hanno coinciso e sono confluiti in un tripudio di porpora. Da sempre per noi il viola è una tonalità che accompagna la morte o la superstizione, ma nel caso delle famiglie reali lutto, incoronazione e celebrazioni sono tinte dello stesso colore. Quest’anno nel mese di novembre anche British Vogue punta sul viola come omaggio a Elisabetta II.

Era già successo solo altre due volte nei 106 anni di storia della rivista più patinata del mondo, a febbraio del 1936 per la morte di Giorgio V e marzo del 1952 per quella di Giorgio VI, rispettivamente nonno e papà della sovrana destinata a diventare la regina dei record. Dalle regalie dell’incoronazione ai loghi, anche stilizzati in chiave moderna, è sempre il viola il colore che domina ogni palette in casa Windsor. Le origini di questa scelta si perdono nei secoli. In principio fu la Porpora di Tiro a dettare lo status sociale. Era un colore che veniva ricavato da costosi molluschi marini e per questa ragione destinato a una ristretta élite. Fin dall’antichità simboleggiava ricchezza e potere e quindi associato a imperatori e re. Ma è con Elisabetta I nel 1558 che il viola viene eletto colore fra i colori. Con la legge suntuaria, che regolamentava secondo severi codici la moda femminile e maschile per far sì che il lusso non venisse mai ostentato, la regina restrinse l’uso del viola a se stessa e a poche persone del suo entourage.

Da allora quel colore non fu più sinonimo di ricchezza, bensì di re. È interessante notare come anche attraverso un colore veniva sottolineato lo stato sociale delle persone. Bisognerà attendere il XIX secolo per vedere il viola ritornare in un ambito più democratico. Non solo prerogativa dei reali, ma alla portata di tutti. Fu un altra regina, Vittoria, a eleggerlo colore del lutto. Fu invece la Quaresima, notoriamente periodo di privazioni durante il quale un tempo erano banditi gli spettacoli, ad alimentare la teoria che il viola porti sfortuna.

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