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Parchi e giardini off limits, c’è l’ordinanza del Comune

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Parchi e giardini off limits, c’è l’ordinanza del Comune

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Firenze Giardini e parchi chiusi, fino alle 8 di domattina, in tutta la città. Lo ha deciso l’amministrazione Nardella che ieri ha emanato un’ordinanza che raccomanda «di non accedere ad aree verdi aperte e di prestare comunque la massima attenzione non sostando nelle vicinanze di alberi in caso di forte vento e condizioni climatiche avverse. I gestori delle attività economiche presenti all’interno di parchi e giardini pubblici devono garantire le condizioni di sicurezza delle aree di loro pertinenza». Sorvegliati speciali, nella giornata di oggi e fino a quando l’allerta meteo non sarà rientrata, saranno le Cascine, l’Argingrosso, l’Anconella, il parco del Galluzzo e tutti quei giardini in cui vi è la presenza di alberi. I controilli saranno continui e costanti propriuo per evitare che possano verificarsi incidenti. Anche il direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt, ha deciso di rendere inaccessibile, fino a domani, il Giardino di Boboli dopo che due alberi sono crollati e per un terzo si sta decidendo se abbatterlo o meno. Questa mattina Schmidt si riunirà con i giardinieri del parco per capire se prorogare la chiusura. In ogni caso, gli addetti al verde di Boboli passeranno in rassegna tutti gli arbusti per verificare il loro stato di salute all’indomani della tempesta che ha colpito Firenze. «Dopo il diluvio di Ferragosto, pioggia e vento con raffiche fino a 72 chilometri orari hanno messo in ginocchio viabilità e verde pubblico – il commento dell’assessore all’Ambiente Andrea Giorgio impegnato ieri in una serie di sopralluoghi e riunioni – Da una prima stima sarebbero 30 gli alberi caduti e 100 quelli danneggiati. In queste ore stiamo vivendo sulla nostra pelle il climate change. Chi lo nega è in malafede e fa un danno al futuro di tutti. Nei prossimi anni sarà sempre peggio, con gli eventi estremi più frequenti e più forti. Ecco perché dobbiamo rilanciare la lotta contro il cambiamento climatico e dobbiamo adattare le città al nuovo clima – continua l’assessore – È l’urgenza del nostro tempo: le città devono stare in prima linea perché sono le zone più vulnerabili a causa dell’ antropizzazione e perché sono le principali responsabili dell’inquinamento che alimenta il riscaldamento globale. Serve aumentare la capacità di resilienza delle aree urbane: la tutela del verde e la prevenzione devono permeare tutte le politiche pubbliche». Tra le priorità sulle quali Palazzo Vecchio si impegna a lavorare c’è il nuovo Piano del Verde che prevede infrastrutture green e blu, interventi a piccola e media scala in grado di riattivare le dinamiche tipiche di un ecosistema naturale, «e aumenteremo la capacità di resistere a eventi meteorologici con la posa di asfalti drenanti, la realizzazione di bacini di raccolta delle acque, la canalizzazione delle acque», termina Andrea Giorgio. 

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