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West-Nile, +53% casi in 7 giorni e 10 morti da giugno. Ecco come si trasmette

West-Nile, +53% casi in 7 giorni e 10 morti da giugno. Ecco come si trasmette

Roberto Cauda, direttore dell'Unità Malattie infettive del Policlinico universitario Agostino Gemelli: “La prima precauzione è proteggersi dalle zanzare, che sono i vettori portatori del virus”

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ROMA. Cresce il numero di casi e i decessi da West Nile virus in Italia: dall'inizio di giugno fino allo scorso 9 agosto sono stati segnalati 144 contagi, 50 in più rispetto a 7 giorni fa con un aumento del 53%. Tre i morti nell'ultima settimana, che portano il bilancio dall'inizio della stagione a 10 decessi: 6 in Veneto, 2 in Piemonte, 1 in Lombardia e 1 in Emilia-Romagna. Sono i dati salienti della Sorveglianza su West Nile e Usutu virus realizzata dall'Istituto Superiore di Sanità. 

Tra i 144 casi di infezioni da West Nile virus nell'uomo, 87 hanno manifestato sintomi neuro-invasivi, 33 febbre, 23 casi sono stati identificati in donatori di sangue. La sorveglianza ha inoltre confermato la presenza del virus negli animali: sono risultati positivi al virus 121 pool di zanzare catturati in Friuli Venezia Giulia, Veneto, Piemonte Emilia Romagna e Lombardia. Identificati anche 41 uccelli positivi e 6 focolai tra equidi. Non è stata invece rilevata nessuna positività per West Nile nelle aziende avicole.

Bisogna ovviamente "mantenere alta l'attenzione e il monitoraggio ma, allo stesso tempo va anche detto che l'infezione da virus West Nile è una patologia che  nella stragrande maggioranza dei casi non presenta forme gravi".  Lo sottolinea Roberto Cauda, direttore dell'Unità Malattie infettive del Policlinico universitario Agostino Gemelli e ordinario di malattie infettive presso l'Università Cattolica di Roma, invitando a evitare allarmismi. L'ultimo monitoraggio dell'Istituto superiore di sanità, rileva l'infettivologo, "un raddoppio dei casi. Ciò spinge a mantenere serrato il monitoraggio e il riconoscimento precoce delle nuove infezioni e, soprattutto, indica la necessità di attuare al più presto opere di bonifica sul territorio. Tuttavia, bisogna chiarire che non stiamo parlando di una malattia grave come Covid-19. In questo caso, la prima precauzione è proteggersi dalle zanzare, che sono i vettori portatori del virus West Nile".

Questa infezione, afferma, "è nella  maggioranza dei casi benigna e asintomatica. Solo raramente, in circa lo 0,1% dei casi, presenta forme gravi, soprattutto se ci sono patologie pre-esistenti". I portatori del virus, ricorda, "sono le zanzare ma anche gli uccelli selvatici e gli equidi; l'uomo è contagiato ma la malattia non si trasmette da persona a persona". Nella diffusione di questa come di altre patologie esotiche, rileva l'esperto,

"un ruolo centrale lo hanno indubbiamente le variazioni climatiche, che hanno portato virus e patologie tipiche di altri continenti anche in Occidente. E' però anche vero che oggi, dopo la pandemia di Covid-19, c'è una maggiore attenzione che nel passato rispetto alle malattie infettive. Questo è ovviamente positivo, ma - conclude Cauda - vanno evitati gli allarmismi".

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