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Livorno Dopo la doppia multa da 1.200 euro per la vendita ambulante non consentita su viale Italia, ...
STAGLIONE
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Livorno Dopo la doppia multa da 1.200 euro per la vendita ambulante non consentita su viale Italia, per Mamadou è arrivato anche il Daspo urbano. Il sessantenne senegalese, ormai adottato da 20 anni dai Bagni Lido fuori dai quale espone i suoi bellissimi vestiti da donna, per sei mesi per motivi di sicurezza non potrà più sostare nel vialetto davanti allo stabilimento balneare. Lo ha deciso la questura di Livorno, con l’ufficio ufficio misure preventive personali e patrimoniali della divisione polizia anticrimine, che due giorni fa attraverso la polizia municipale gli ha notificato il provvedimento. LA CONSEGNA AI LIDO Gli agenti locali hanno faticato non poco per avvicinare Mor Thioub, questo il vero nome del venditore africano che nelle scorse settimane è stato travolto dalla solidarietà dei clienti dei Lido, che in pochi giorni hanno raccolto i soldi sufficienti a pagargli la multa, «che utilizzerò per sopravvivere – aveva detto Mamadou al Tirreno – visto che a causa della crisi e di questi provvedimenti gli affari sono drasticamente diminuiti e dato che con il mio avvocato cercheremo di farci annullare i verbali, che spero di non dover pagare». Proprio alcuni bagnanti, infatti, si sono detti sdegnati e hanno urlato contro le forze dell’ordine mentre queste ultime gli stavano consegnando e notificando il provvedimento adottato dalla questura, che il diretto interessato non ha comunque né firmato, né preso in consegna (circostanze che comunque non ne inficiano la validità ndr). La durata, che già di per sé non potrebbe superare l’anno solare, è di sei mesi: infrangerlo, per Mamadou, vorrebbe dire rischiare l’arresto da sei mesi a un anno, quindi non più conseguenze dal punto di vista amministrativa com’è stato finora, ma penali. «Che cosa ho fatto di male? Io lavoro per vivere – racconta l’ambulante – e ho sempre agito nelle regole, non ho mai fatto niente di grave in passato, né qui, né in altre parti d’Italia (vive nel nostro Paese da 34 anni ndr). Non spaccio droga, non ho mai rubato, che cosa vogliono da me. Il daspo? So che dura sei mesi, non devo pagare alcuna multa questa volta, ma continuerò ad andare in giro per lavorare senza sostare fisso davanti ai Bagni Lido», aggiunge. LE MULTE PRECEDENTI Mor Thioub, secondo quanto previsto dal regolamento comunale sul commercio ambulante, pur avendo la Partita Iva ed essendo iscritto nell’elenco dei venditori ambulanti livornesi, non può vendere su viale Italia, così come in altre zone della città dove vige questo tipo di divieto, ad esempio piazza Cavour, via Buontalenti, di fronte alla stazione ferroviaria o nell’area antistante al Santuario di Montenero, dove ci sono le baracchine. È una zona off limits, anche per chi come lui rispetta le leggi del commercio, paga le tasse e non è quindi un abusivo che evade e vende merce contraffatti (i suoi vestiti, a detta degli stessi clienti dei Lido, sono per altro capi di abbigliamento di buona qualità ndr). Per questo un mese fa, dopo vari avvertimenti da parte della municipale, in due diversi giorni è stato sanzionato per 1.200 euro e ha ricevuto due divieti di allontanamento, di natura però amministrativa, con multe da 100 e 300 euro. Stavolta, invece, è arrivato quello del questore Roberto Massucci: si tratta di un divieto di accesso al vialetto dei Lido, al pari dei daspo “tradizionali” pensati per i tifosi ritenuti pericolosi per gli stadi di calcio e per questo allontanati dagli spalti. Mamadou, insomma, viene ritenuto un pericoloso per la sicurezza cittadina, al punto che non può più frequentare l’area dopo da 20 anni vende i suoi vestiti da donna. Deve quindi, se vuole rimanere a Livorno, farlo da un’altra parte. E nelle aree dove il regolamento comunale lo permette, non su viale Italia e nelle altre zone interdette dall’amministrazione. LA SANZIONE AI LIDO Allo stesso tempo la municipale, nei giorni scorsi, aveva sanzionato per 120 euro i Bagni Lido per occupazione abusiva del suolo pubblico con le transenne. Quelle che, prima del regalo dell’appendiabiti con le ruote del balneare Riccardo Ganni, Mamadou utilizzava per esporre i vestiti. «Voglio solo lavorare per vivere e per sfamare la mia famiglia che vive in Senegal – conclude l’ambulante – e continuerò ad andare in giro a vendere per qualche ora al giorno. Ringrazio i livornesi per l’affetto, sono miei fratelli». l © RIPRODUZIONE RISERVATA
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