Il Tirreno

Andreazzoli, un saluto amaro «Aspettavo altro, ma è il calcio...»

Alessandro Bientinesi
Aurelio Andreazzoli non è stato confermato dall’Empoli
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Aurelio Andreazzoli non è stato confermato dall’Empoli

Il tecnico dell’Empoli sperava nel rinnovo visti i numeri della stagione

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EMPOLI. Si chiude un capitolo di storia. Fatto di 87 partite ufficiali, un campionato vinto a mani basse in Serie B, una retrocessione clamorosa l'anno successivo ma con tanti giocatori valorizzati e una salvezza conquistata in Serie A con una prima parte di stagione esaltante e una, quella finale, da media retrocessione. Un vero equilibrio confermato anche dai gol: 138 fatti e altrettanti subiti. Aurelio Andreazzoli, però, al di là dei numeri raccolti nella sua esperienza a Empoli resterà, con i vari Salvemini, Spalletti, Baldini, Cagni e via dicendo, nella storia della società azzurra. Un destino, il suo, che si separa da quello dell'Empoli per una scelta che il coach di Massa ha accettato, non nascondendo la sua grande amarezza per l'epilogo finale. «Prendo atto della decisione del presidente, che non corrisponde alle mie aspettative né alla mia volontà. Ma questo è il calcio… Il mio lavoro è fatto anche di questo, guardiamo avanti». Poche parole ma che evidenziano come l'addio al Castellani sia dovuto a una scelta fatta sopra la testa di Andreazzoli. Il mister sarebbe voluto restare e le ragioni, dalla sua, erano tante. Giovani valorizzati e che avranno mercato, elemento che a Empoli va di pari passo con i risultati per la sostenibilità del progetto. Una classifica che non ha mai visto la squadra in zona retrocessione, quando alla partenza della stagione, invece, l'Empoli di Andreazzoli sembrava una squadra destinata a lottare fino alla fine. Un margine di sicurezza guadagnato in uno splendido girone di andata e conservato a fatica nel ritorno, fatto di appena 14 punti. Con una vittoria con l'Atalanta all'ultimo turno a salvezza già matematicamente conquistata. Proprio questi elementi hanno convinto la società a cambiare, a dare una svolta. L'ennesimo “azzardo” nella storia della società che ha visto molto raramente Corsi sbagliare un colpo. Presidente che ha usato parole di grande stima nei confronti di Andreazzoli, segno che il rapporto si è chiuso in maniera comunque civile e senza polemiche finali. Ma Andreazzoli, con il suo messaggio finale, dimostra di aver ancora voglia di dimostrare il suo valore. Lo avrebbe voluto fare con la maglia azzurra, non è detto che per lui arrivino altre opportunità. Lascia comunque da vincente, soprattutto agli occhi dei tifosi che lo stanno, fin dall'ufficialità del suo addio, riempendo di messaggi di affetto e gratitudine. Tutto nasce dal 21 dicembre 2017, quando entra in corsa al posto di Vivarini e, con il suo 4-3-1-2, pareggia con il Brescia. Da quel momento l'Empoli diventa imbattibile, nel vero senso della parola. Da quel momento e fino alla fine della Serie B non ci saranno sconfitte, primo posto e salto di categoria. Nelle prime 10 gare nella massima serie, però, l'Empoli non vince mai. Lui saluta ma torna a marzo. Gli azzurri infilano nel finale anche tre vittorie consecutive con Fiorentina, Sampdoria e Torino, lottano a San Siro con l'Inter ma poi devono cedere 2-1 e retrocedono. La storia tra il “Nonno” e l'Empoli, però, non è finita per sempre. Alla soglia dei 70 anni Andreazzoli arriva dopo la querelle della società con Dionisi. I successi sul campo della Juventus, quello nel derby con la Fiorentina, la rimonta clamorosa con il Napoli in corsa per lo Scudetto che vale la salvezza sono i punti più alti. Ma non sono bastati per far pensare alla società al bisogno di un cambiamento.


 

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