Sicurezza
San Paolo reclama il distretto sanitario
Se ne parla da sei anni ma ancora niente. Parcheggi: trovare posto è un’impresa
PRATO. Alti palazzi si stagliano verso il cielo. Sono quelli che si trovano in alcune vie del popoloso quartiere di San Paolo. Costruzioni che si affacciano nelle vie intitolate ai grandi compositori, come Ruggero Leoncavallo e Pietro Mascagni. Edifici che hanno la loro fetta di giardino, realizzati secondo un criterio armonioso. Ma ci sono anche quelle case più basse, con massimo due piani. Siamo a San Paolo, popoloso quartiere di Prato che conta circa 18mila abitanti, una sorta di città dentro la città. Qui i servizi ci sono ma ne servirebbero altri per coprire una zona così altamente popolata. Il circolo ricreativo Arci San Paolo è il luogo dove si discute di politica, di calcio, dei fatti del giorno e dove si parla anche delle cose che non vanno. È una sera di metà gennaio, all’interno del circolo ci sono alcune persone che consumano l’aperitivo prima di andare a cena. Ci incontriamo con il presidente Massimiliano Biagini e con lui c’è Livio Santini, il presidente storico che ha fatto diversi mandati a capo di questo circolo.
San Paolo è il quartiere dove vivono e lo conoscono bene. La cosa che la gente del posto lamenta è l’assenza del distretto socio sanitario tanto annunciato e promesso ma che, al momento, rimane un progetto sulla carta. Non solo non c’è ma non sono ancora iniziati i lavori per la costruzione della palazzina che dovrebbe ospitarlo, in via Toscanini. Se ne parla da tanti anni (circa sei) ma al momento ancora niente. Dopo la chiusura del distretto di via Clementi le persone di San Paolo sono rimaste senza distretto socio sanitario. «Quello più vicino è in via Lavarone. Penso alle persone anziane – commenta Biagini – non è proprio dietro l’angolo. Da anni, quello che deve sorgere in via Toscanini è stato annunciato ma ancora niente. E c’è veramente la necessità che venga realizzato quanto prima». Questo è uno dei bisogni più impellenti che reclamano a gran voce i cittadini di San Paolo, stanchi di aspettare da così tanto tempo. Facendo un giro per le vie della zona la cosa che colpisce è che alcune strade sono poco illuminate. «Ci sono vie – afferma Livio Santini – che avrebbero bisogno di una nuova illuminazione, perché così come è ora è insufficiente». E sempre in tema di strade emerge un altro problema: quello della cartellonistica, in alcuni punti carente o addirittura assente. L’esempio lo abbiamo avuto stando una manciata di minuti davanti al circolo dove c’è una piazzetta-parcheggio. «Ecco vede – commenta Biagini – via San Paolo è a senso unico e obbliga, in fondo alla strada, i conducenti dei veicoli, a girare a destra o sinistra ma non è possibile entrare in piazzetta direttamente da via San Paolo, bisogna accedere da via Cilea. Ma, per fare prima, gli automobilisti “tagliano” di qui. Manca la cartellonistica che indica il divieto di accesso perché c’è un senso unico». Altro problema che si registra nella piazzetta è l’abbandono dell’olio che è stato cambiato alla macchina. «Non è consentito lasciarlo qui – tuona Santini – È capitato diverse volte. In piazzetta c’è il punto di raccolta dell’olio esausto ma per quello da cucina, non quello dei mezzi. Sono stato costretto anche a telefonare alla polizia municipale e ad Alia spiegando quanto succede. Qui ci vorrebbe una telecamera per incastrare chi non rispetta le regole». Servirebbero, inoltre, migliorie ai giardini di via Vivaldi-via Boito (dove c’è il bocciodromo) e una maggiore attenzione anche per le altre aree verdi della zona. C’è, poi, il capitolo parcheggi. «Quelli che ci sono – spiega Biagini – sono insufficienti. Lo vedo sulla mia pelle, quando rientro a casa la sera. Devo fare diversi giri con la macchina prima di trovare un posto libero e non certo a due passi da dove abito». E c’è chi si lamenta che dal venerdì sera fino al lunedì mattina dei furgoni vengono parcheggiati occupando diversi stalli per le auto. Per quanto riguarda i servizi a San Paolo questi ci sono, come ad esempio un paio di supermercati. «Ma non guasterebbe – termina Biagini – anche un discount alimentare. Come detto, qui ci viviamo in tanti e un supermercato e altri negozi in più farebbero comodo».
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