Il Tirreno

ambiente

Grosseto, guerra alle emissioni di gas serra

Maurizio Caldarelli
Il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna e l'assessora all'ambiente Simona Petrucci mostrano la mappa delle emissioni di gas serra nel territorio comunale di Grosseto
◗
Il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna e l'assessora all'ambiente Simona Petrucci mostrano la mappa delle emissioni di gas serra nel territorio comunale di Grosseto

Obiettivo del Comune: azzerare l'inquinamento compensando la Co2 con nuovi alberi. Ecco la mappa delle fonti

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Grosseto vuole diventare una città sempre più verde grazie al Carbon neutrality, dichiarando guerra alle emissioni di gas serra del territorio, con un approccio innovativo, unico in Italia, che prevede un sistema di monitoraggio costante della propria impronta di carbonio, della Co2 prodotta dagli uffici comunali e da tutto il territorio.

L’assessora comunale all’ambiente, Simona Petrucci, ha presentato ieri mattina in sala consiliare, insieme al sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna, uno studio iniziato quattro anni, in collaborazione con il Dipartimento di scienze fisiche della terra e dell’ambiente dell’università di Siena; uno strumento di monitoraggio che quantifica le emissioni di gas serra sul territorio e che ha come obiettivo finale far diventare il Comune di Grosseto “Carbon free”, portarlo a emettere certificati verdi, a emissioni zero, richiesti da cittadini e imprese locali.

I primi risultati del lavoro fatto con la collaborazione dell’ingegnera Anna Claudia Venturini sono incoraggianti: secondo il dato consolidato del 2019, il Comune di Grosseto ha prodotto 4,1 tonnellate di CO2 equivalenti, oltre la metà rispetto alla media europea (8,8 tonnellate e ben al di sotto di quella italiana (7,1) ma l’amministrazione ha fatto di più, creando un report preciso, innovativo, che fotografa le emissioni di CO2 prodotte dalle proprie attività: bollettazione Tari, pulizia delle strade, carta d’identità elettronica, mense scolastiche, notifiche atti e via dicendo.

È stata fatta anche una mappatura del Comune, che ha evidenziato che le maggiori emissioni di Co2 sono concentrate nel centro della città e nelle frazioni, ma anche nelle aree agricole.

Questi dati, condivisi con il ministro della transizione ecologica Cingolani, con quello degli enti locali Gelmini, con il presidente dell’Anci nazionale De Caro e quello regionale Biffoni, serviranno al Comune per diventare ancora più sostenibile, attivando delle iniziative specifiche che tengono conto di questo risultato.

Un’ulteriore azione di compensazione efficace per l’abbattimento della Co2 la piantumazione di alberi in città. Il Comune ha già dimostrato di essere attivo: sono oltre 650mila euro i finanziamenti avuti per la realizzazione di boschi urbani, come al Diversivo e a Marina, dei pozzi di assorbimento di carbone realizzati con essenze arboree specifiche.

«I gas serra costituiscono un serio pericolo per la salute umana e per l’ambiente, contribuendo ai cambiamenti climatici globali – dicono il sindaco e l’assessora – costituiranno un pericolo per le prossime generazioni ma contribuiscono anche al dissesto idrogeologico del territorio, con implicazioni dannose da fronteggiare con interventi dello Stato, della Protezione civile».

«Non possiamo stare a guardare – ha aggiunto l’assessore Petrucci – bisogna rimboccarci le maniche. Questo studio è un punto di partenza ma non basta: coinvolgeremo le aziende del territorio per la realizzazione di un mercato dei certificati verdi e facciamo appello a enti e istituzioni della Maremma. Prendendo spunto dal nostro studio, sarà possibile rendere Grosseto una città Carbon free».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa