Il Tirreno

FRANCESCA E IL SOGNO CHE SI REALIZZA

L’ex concorrente di Masterchef ha il suo ristorante

A sinistra Francesca Moi nella cucina della tenuta L'Oliveta as Crespina
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A sinistra Francesca Moi nella cucina della tenuta L'Oliveta as Crespina

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«Non bisogna fare troppo baccano per portare a termine gli obiettivi della nostra vita. Si possono raggiungere anche sottovoce, ma con tanta determinazione, e fare grandi cose».

L’essenza e il carattere di Francesca Moi è tutta in questa frase. Un piccolo gigante che, dalla cucina di Masterchef 9, nonostante il Covid, questa estate ha coronato il suo sogno. Quello di aprire un suo ristorante, di proporre le sue idee e i suoi piatti, un’unione perfetta della Sardegna, sua terra di origine, e Toscana, sua terra di adozione. Questo spazio, che come sognava da tempo non va mai oltre i 30 coperti, non poteva che chiamarsi “In punta di piedi”. E dietro quella sua voce che sembra sempre un sussurro, si percepisce l’emozione di esserci riuscita. Grazie all’intuizione di Andrea Meazzini, titolare della splendida tenuta L’Oliveta di Crespina, che ha voluto all’interno di quell’angolo di paradiso in mezzo alla campagna pisana un ristorante di qualità stellata ma in grado di far sentire gli ospiti come a casa. E Francesca, che nella prima fase si è fatta aiutare da mamma Ornella, arrivata direttamente dalla Sardegna, e dal fidanzato Davide, presto allargherà il suo staff con altri due elementi per migliorare ancora di più un ristorante in grado, in poco più di due mesi, di ottenere grandi riconoscimenti e apprezzamenti.

«Subito dopo l’esperienza televisiva di Masterchef la mia agenda era piena di iniziative ed eventi andati completamente in fumo a causa dell’esplodere dell’emergenza coronavirus – ci racconta Francesca, nata a Pisa nel 1989 dopo essersi trasferita, piccolissima, con la famiglia dalla Sardegna all’Isola d’Elba –. Nel frattempo ho continuato a cucinare, a fare corsi e a migliorare ancora di più la mia cucina. Una passione nata, insieme a mia sorella gemella Lisena, guardando mia mamma Ornella sfaccendare in cucina preparando pranzi e cene».

Proprio mamma Ornella è stata decisiva in questa nuova fase della sua vita. «Il titolare dell’Oliveta, Andrea Meazzini, ha visto una mia intervista sui social nei quali raccontavo il mio desiderio di aprire un ristorante in un agriturismo con 20, al massimo 30 coperti – spiega ancora Francesca –. Mi ha invitato a vedere la location e siamo rimasti in contatti anche nei mesi di incertezza del Covid. Poi, a inizio 2021, ha preso corpo l’opportunità di iniziare l’avventura di “In punta di piedi”. E a inizio luglio siamo partiti con il supporto fondamentale della mia famiglia. Mamma Ornella ha lasciato tutto in Sardegna, nel piccolo paese di Nuraminis, in provincia di Cagliari, per venire in Toscana, con una valigia e il suo bassotto, e aiutarmi con il ristorante. Anche il mio compagno, Davide, fa due lavori. Di giorno guida le navette all’interno del complesso ospedaliero di Cisanello, la sera viene ad aiutarmi in sala».

Dal classico ragù di cinghiale ai culurgiones, l’unione tra Toscana e Sardegna si rispecchia anche nel menù alla carta. A questo si affianca ance un menù degustazione con abbinamenti anche più arditi. «Io cucino sempre ciò che mi piace mangiare, partendo da questo punto credo si possa fare un ottimo lavoro – confessa la chef pisana –. La scelta delle materie prime è importantissima. Dalle verdure che recupero a Casciavola, passando per la carne di San Miniato. Ma i prodotti arrivano anche da un piccolo caseificio in Sardegna e la tartare, ad esempio, arriva dal Piemonte».

Un vero e proprio giro d’Italia di sapori che ha fatto registrare sempre un sold out. Ora, fino a domenica 26, dopo una lunga volata estiva, “In punta di piedi” si prende una piccola pausa. «In Sardegna si sposa mia sorella gemella, non potevo non esserci – dice emozionata Francesca –. Al nostro ritorno, comunque, torneremo più carichi che mai. Fino a che la bella stagione ci aiuterà la terrazza all’aperto affacciata sulla campagna di Crespina sarà a disposizione dei clienti. Con l’arrivo dell’autunno avremo comunque due salette con una ventina di coperti per continuare nel nostro percorso». Un futuro nel quale Francesca Moi, che ora vive a Cascina, più esattamente a Navacchio con il compagno Davide, spera di potersi avvicinare a quel ristorante che costituisce il sogno di una vita. Un sogno più forte anche della più grave pandemia mondiale degli ultimi 100 anni. «Non è stato facile, ovviamente, ma sono certa che era il momento giusto per provarci. Era l’occasione che stavo aspettando e non aveva senso avere paura. Se non ci avessi provato me ne sarei pentita per sempre».

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