La manifestazione
Lucca, barriere architettoniche nel quartiere di San Marco: «Difficoltà per i disabili»
Marciapiedi troppo alti, senza scivoli e invasi dall'erba: ecco le richieste dei cittadini al Comune
LUCCA. Il marciapiede, in alcuni punti alto anche una ventina di centimetri, impedisce il passaggio a chiunque viaggi su una sedia a rotelle o conduca un passeggino. E poi scivoli, ad addolcire il dislivello tra marciapiede e manto stradale, non ce ne sono. «Una situazione paradossale, nel 2021», sottolinea la residente Veronica Bazzichi. Lei, insegnante del liceo artistico Passaglia di Lucca, da un anno vive a San Marco. Quello è il suo quartiere dove si è trasferita dopo un paio d’anni trascorsi a San Concordio. «Mi muovo spesso in sella alla mia bicicletta – racconta – e questo mi offre un punto di vista d’eccezione sulla città. Spesso, quando viaggiamo in auto, siamo distratti. In bici, invece, osservo. E non è poi così difficile vedere le cose che non vanno».
Bazzichi spinge la sua bicicletta a mano e ci accompagna. Mentre indica, uno dopo l’altro, i punti deboli di San Marco. Il quartiere lo ha già setacciato molte volte, si muove con sicurezza tra le strade. «Nel 2021, è assurdo dover parlare ancora di abbattimento architettonico – sottolinea – . È un segnale di civiltà, prima di tutto. San Marco è una delle zone più rinomate di Lucca, l’area della città in cui le case costano di più. Ci aspetteremmo, quindi, una situazione molto diversa da quella attuale». E, in effetti, basta fare un rapido giro per il quartiere per capire a cosa si riferisca Veronica Bazzichi. «È stata fatta la scelta di gettare il ghiaino sul marciapiede e questo ha consentito all’erba di crescere: nessun problema se ci fosse una manutenzione frequente – precisa – . Peccato che le erbacce spesso arrivino alle caviglie. E il risultato è quello di camminare in mezzo alla strada con un oggettivo rischio per la sicurezza personale».
In via delle Cornacchie, la situazione è proprio questa: uscendo dal parcheggio di piazza Ragghianti (quello della Cittadella della salute Campo di Marte e dell’obitorio, per intenderci) e svoltando a sinistra, c’è una porzione di strada invasa dall’erba. In fondo, imboccando via Barbantini, la situazione non migliora: qui, in effetti, il marciapiede c’è. Ma è alto. Troppo alto, in alcuni punti anche una ventina di centimetri. E senza scivoli per consentire a chi si sposti su una sedia a rotelle di avere accesso al marciapiede. Senza considerare quel cartello – che annuncia l’uscita a una cinquantina di metri dei mezzi dei vigili del fuoco – piantato al centro del marciapiedi «L’ho visto io stessa, con i miei occhi – precisa Bazzichi – . C’è un signore che abita vicino a casa mia, in sedia a rotelle elettrica. Quando arriva a questo punto, è costretto a viaggiare in strada, con tutti i rischi che ne conseguono. Perché qui, a San Marco, le auto sfrecciano veloci».
Lo sa bene Veronica che, una decina di giorni fa, è stata investita in via Iacopo della Quercia con una prognosi di dieci giorni. «Sto pensando a una petizione – sottolinea – per chiedere al Comune di realizzare una pista ciclopedonale. Visto che si parla tanto di ecomobilità perché non realizzare un’area sicura in cui pedoni e ciclisti possono viaggiare, senza rischiare la vita? » . Le fa eco anche Gino Ricci ama spostarsi per la città a piedi, in sella alla sua bici o a bordo dei mezzi pubblici. «Ho regalato la mia auto a mia figlia – spiega – . È stata una scelta di vita, nel rispetto dell’ambiente. Vorrei, però, che ci fosse più attenzione. Non è più possibile viaggiare in sicurezza sui marciapiedi: tra erba alta, asfalto rovinato e pieno di buche e con scalini troppo alti da superare per chiunque abbia problemi di deambulazione. Un cammino a ostacoli, in sostanza. Se si visita il centro storico, la città sembra quasi perfetto. Ma appena si arriva nelle periferie, un po’tutte quante a dire il vero, si respira un’aria di abbandono. No, così non va. Devono essere fatte delle scelte. E degli investimenti, soprattutto. Per riportare il quartiere di San Marco al suo antico splendore. Quando era il gioiello di Lucca».
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