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Michela, la barista partita dal nulla che ce l’ha fatta

Simona Peselli
Michela Caruso con il marito e socio in affari Daniele Grieco
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Michela Caruso con il marito e socio in affari Daniele Grieco

Tutti la scoraggiavano, ora ha un locale alla moda a Montecatini

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La disoccupazione, un tumore e problemi di salute nel passato. Oggi il futuro profuma di cornetti appena sfornati, di dolci e leccornie artigianali. Michela Caruso e il marito Daniele Grieco, entrambi di 48 anni gestiscono a Montecatini Terme in via Balducci lo Sweet, uno dei locali alla moda della città. Di quelli dove si deve prenotare il tavolo per tempo anche per fare colazione, e mettersi in fila alla cassa per pagare. Michela oggi ha anche un ruolo rappresentativo dei commercianti di Montecatini, in piena pandemia è stata eletta presidente dell'Unim Confesercenti Pistoia. Ma per lei e la sua famiglia non è stato tutto rose e fiori.

«Quando ho aperto il mio locale in tasca avevo dieci euro – ricorda Michela – Non c'erano soldi da buttare, ma solo il prestito fatto dalla banca. Di nostro avevamo solo tanta grinta e voglia di lavorare. Abbiamo azzardato e rischiato contro tutto e tutti. In tanti ci davano già per sconfitti, soprattutto per la posizione. “Ma chi vi ci viene in quel posto in quella strada” dicevano . “Ma siete matti. Il locale è troppo grande, ma cosa volete fare”. Per fortuna ho seguito il mio istinto».

Così Michela va contro tutto e tutti. E il compagno di una vita decide di assecondarla e si affida all'intuito di quella moglie così determinata. «Ma io ero tranquilla proprio forte della capacità come pasticcere di mio marito – spiega Michela – con la sua bravura e la mia follia è nato lo Sweet. Ora sono quasi otto anni. Abbiamo aperto ad aprile del 2014 e il resto è storia e futuro. Questo locale è la nostra vita. ci crediamo e lo amiamo. E' una delle nostre ragioni di vita come possono essere le nostre figlie. Spero che i nostri clienti possano recepire la nostra grande passione, i tanti sacrifici, a volte stiamo anche 48 ore di seguito là dentro, magari piegati in due , ma con la forza di andare avanti ».

Michela Caruso Grieco, 48 anni, ha due cognomi che pubblicizza con orgoglio. Perché in questa avventura imprenditoriale si è buttata insieme al marito. Con Daniele, suo coetaneo, stanno insieme sin da ragazzini da ben 30 anni. «Abbiamo due figlie una di 20 anni e una di 14 , io lavoravo in una pasticceria insieme ai miei genitori . Lui ha fatto l’ Istituto alberghiero, da ragazzo ha cominciato negli hotel, poi al Grand Hotel La Pace come pasticcere prima come aiuto, poi come chef». Il fidanzamento e poi il matrimonio. «Ci siamo sposati e sono diventata mamma di due bellissime bambine e ho dovuto lasciare il lavoro dai miei genitori poiché si svolgeva di notte ed io non potevo rimanere fuori. Negli anni le mie figlie sono cresciute, ma io non riuscivo a trovare nessun impiego. Per la società ero diventata una disoccupata».

Età e figli, due ostacoli insormontabili per trovare un posto da dipendente. «Nessuno mi voleva a lavorare proprio perché avevo due figlie, secondo tanti ero troppo vecchia e cercavano piuttosto delle apprendiste. Quindi per molti anni ho dovuto fare solo la casalinga . Ma il fatto di dover stare chiusa in casa non mi piaceva. Amo troppo stare fra la gente. Nel frattempo mio marito Daniele è andato a lavorare al caffè Biondi, c'è rimasto parecchio tempo, poi è andato anche in altri posti, sempre come dipendente».

Mantenere una famiglia con due bambine, due auto, il mutuo, con uno stipendio solo diventa molto difficile. «Io spingevo perché volevo aprire una piccola pasticceria tutta per me - chiosa Michela - Una piccola rivendita. Invece poi mi è caduto fra le braccia lo Sweet . Ho visto questo posto bellissimo. Nella mia testa ho pensato “ qui invece che far scoppiare un petardo faccio i fuochi d'artificio”. Con tanti sacrifici ho fatto richiesta in banca e grazie alla Confesercenti che mi ha indirizzato con agevolazioni, persona disoccupata e imprenditoria femminile, sono riuscita a ottenere un prestito sostanzioso. Ed è nato lo Sweet».

Oggi il locale, che anche in pandemia non ha mai chiuso e lavorava con l'asporto è uno dei locali più amati della Valdinievole dai golosi e i buongustai. «Facciamo dalla colazione, alle torte, aperitivi – conclude Michela – Quando sono guarita dalla malattia mi è venuta una forza interiore impressionante. Prima non avevo questa grinta. Ho avuto la forza incredibile e tanto ottimismo. Il mio lavoro per me è uno scopo di vita. Per questo voglio incoraggiare chi ha problemi di salute e di lavoro. Non bisogna mai darsi per vinti, ma combattere e cercare di realizzare lottando i nostri sogni. Non importa il risultato, l'importante è provarci sempre, a qualsiasi età e soprattutto quando tutto sembra perduto».

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