Attenzione
Piscina, scatta l'ira degli sportivi
Sulla riapertura a settembre le società sportive non sono soddisfatte delle dichiarazioni della sindaca di Empoli Brenda Barnini. E rinnovano la richiesta di un incontro con l’amministrazione e il gestore Aquatempra
Empoli. Non sono soddisfatte le società sportive delle parole della sindaca di Empoli Brenda Barnini espresse nell’ultimo consiglio comunale sulla piscina comunale. E per questo rinnovano la richiesta di un incontro con l’amministrazione e il gestore Aquatempra. «Durante il consiglio si è parlato solo di cifre – spiega Giovanni Pistelli, presidente del Team Nuoto Toscana di Empoli – ma a nostro avviso con poca cognizione e soprattutto senza aver sentito prima chi la piscina la vive e la frequenta. Avevamo chiesto di incontrare amministratori e gestori, ma non siamo mai stati convocati». Nelle settimane scorse le società sportive, insieme agli stessi tesserati dei corsi e a varie realtà che usufruiscono regolarmente dell’impianto di viale delle Olimpiadi, si erano fatte promotrice di un malcontento che ha varie ragioni. Non solo il ritardo nell’apertura delle vasche esterne, che avverrà sabato prossimo, 26 giugno. Ma anche e soprattutto le incertezze sulla ripartenza a settembre con le attività all’interno. Dopo sette mesi di spostamenti forzati dalla chiusura della piscina empolese atleti, allenatori, famiglie e utenti si sono fatti sentire con varie iniziative, l’ultima delle quali un presidio in piazza degli Uberti l’11 giugno scorso. «Le nostre preoccupazioni sono le preoccupazioni delle persone che hanno a cuore il nuoto e il futuro della piscina di Empoli – continua Pistelli – è surreale che si tenti, come ha fatto la sindaca Barnini, di dividere le società sportive dalla cittadinanza: le società sportive sono fatte dalla cittadinanza e offrono un servizio sociale fondamentale. Il nostro lavoro, che negli ultimi mesi è stato volontario o quasi, è quello di far crescere giovani e meno giovani attraverso lo sport. Noi non facciamo attività commerciale. Quello che sembra interessare, invece, sono semplicemente le cifre, i milioni di euro e non i bisogni di chi frequenta la piscina e vive questo ambiente». La sindaca Brenda Barnini nell’intervento in consiglio comunale ha sottolineato il peso economico derivante dalla gestione della piscina. Un peso che è diventato insostenibile a causa dell’emergenza pandemica, che ha impedito l’acceso agli impianti ai non tesserati alle federazioni sportive. «Le piscine di mezza Toscana sono rimaste aperte per chi poteva frequentarle per tutto l’inverno e la primavera scorsi – prosegue –Pistelli – e noi lo sappiamo bene perché ci siamo spostati da una parte all’altra, pagando di tasca nostra e senza ancora aver ricevuto un euro di finanziamento quest’anno. Mentre in tutto il circondario non si è riusciti a tenere un solo impianto aperto. Ci siamo offerti anche di pagare le spese di tasca nostra, ma non c’è stato niente da fare. D’altro canto se da una parte viene considerato risibile il nostro contributo ai costi di gestione (il 3 per cento, dall’altro è stato rimarcato a più riprese il debito che abbiamo e che nell’ultimo anno e mezzo di pandemia si è ridotto di oltre la metà. Quello che ci preoccupa di più, comunque, è che in una fase di incertezza come questa non si ascoltino le voci e le proteste di chi la piscina la conosce bene e la frequenta regolarmente». Voci che si sono moltiplicate negli ultimi mesi, tanto che una petizione lanciata da una delle società che si appoggia agli impianti del circondario per promuovere attività sportiva a nuotatori disabili - la Aquateam Nuoto Cuoio - ha raccolto in pochi giorni 3mila adesioni. Tanto da far arrivare la questione sui tavoli del consiglio regionale. «Le società sportive non sono assolutamente interessate, come magari qualcuno può pensare, a prendere in gestione la piscina – conclude Pistelli – a noi non interessa se gestisce Aquatempra o qualcun altro. L’importante è che l’amministrazione comunale salvaguardi l’operato delle società sportive, che sono un patrimonio per la collettività, e che si continui ad offrire un servizio fondamentale come quello della piscina a tutti. Continuiamo a non capire come tutto ciò sia possibile altrove e non in un territorio come quello empolese, dove è presente un impianto importante come quello di via delle Olimpiadi».
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