Attenzione
Una ragazza malata a Giani: "Indagini serie sui veleni della 429"
La studentessa del Virgilio ha chiesto al presidente della Regione "di pensare ai cittadini e da dove nasce il cancro"
EMPOLI.Una malattia rara che da tre anni la porta regolarmente all’interno del reparto di neuroscienze dell’ospedale Meyer di Firenze e le paure legate a quanto emerso dall’inchiesta “Keu”. Sono questi i presupposti che hanno portato Alessia Guazzini, studentessa del liceo Virgilio di Empoli, a scrivere una lettera al presidente della Regione Eugenio Giani. Una lettera, resa pubblica dall’assemblea permanente “No Keu”, in cui la 17enne empolese ripercorre la sua esperienza personale e invita il presidente Giani a «non fermarsi davanti a niente e di andare fino in fondo senza guardare in faccia nessun politico o uomo di potere per capire davvero cosa sia sepolto quella strada (la 429 appunto, nda). E nel caso ci siano rifiuti tossici di trovare quanto prima una soluzione per smaltirli e rendere di nuovo questi territori sani e respirabili». Alessia Guazzini da tre anni e mezzo lotta contro una malattia rara che la costringe a recarsi regolarmente all’ospedale Meyer. Un’esperienza “forte”» che l’ha portata a conoscere decine di bambini affetti da tumori, ricoverati all’interno di questa struttura. Bambini che «devono ricevere cure pesanti che li obbligano a rimanere chiusi per mesi in ospedale con la speranza che un giorno possano tornare a vivere spensierati e giocare all’aria aperta». È proprio con questa immagine drammatica negli occhi che Alessia ha seguito in queste settimane le notizie legate all’inchiesta condotta dalla direzione distrettuale antimafia di Firenze, con particolare riferimento all’utilizzo di rifiuti tossici che sarebbe stato fatto nella realizzazione del V lotto della nuova strada regionale 429. «Caro presidente – scrive ancora la studentessa – ha mai pensato a quali siano le cause che portano il cancro? Ci sono migliaia di studi che associano i tumori a una decina di cause, tra cui anche l’inquinamento ambientale». Come quello che la magistratura ipotizza si sia realizzato lungo l’arteria tra Empoli e Castelfiorentino. «Vorrei fissare la sua attenzione – prosegue – su quali sono i rischi per la salute e l’ambiente derivanti dallo smaltimento illegale di rifiuti tossici. Se vengono sotterrati illegalmente o riversati nei canali, come nel caso della strada 429, possono poi raggiungerci per via aria, suolo e acqua, ma anche tramite contatto con la pelle o con l’ingestione, trovandosi su piante e animali. Su quella strada ci sono decine di nonni che coltivano piccoli appezzamenti di terreno con la speranza di dare ai loro nipoti verdure e uova fresche. Come glielo diciamo che l’insalata che fino a ieri hanno portato orgogliosamente sulla tavola dei loro nipoti potrebbe essere contaminata? Come diciamo loro che è meglio abbandonare quel territorio dopo che si sono spaccati la schiena per coltivarlo?». Domande pesanti che trovano riscontro nelle preoccupazioni degli stessi coltivatori che risiedono lungo la strada. Molti di loro, infatti, hanno dichiarato che avrebbero gettato tutto il raccolto per paura che terreni e acque fossero contaminati, in attesa – lunga – dei risultati delle verifiche effettuate dalle autorità. «Credo che di fronte alla salute non ci siano appalti che tengano – conclude Alessia Guazzini – e che i soldi guadagnati in modo improprio non portino la felicità a nessuno. I politici dovrebbero pensare prima di tutto ai cittadini e al loro star bene». — © RIPRODUZIONE RISERVATA
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