Il Tirreno

 

Eredità a sorpresa per l’associazione che cura i randagi

Francesca Lenzi
Eredità a sorpresa per l’associazione che cura i randagi

Lasciati in dote alla assiciazione La Casa di Margot un appartamento, magazzini e un terreno

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PIOMBINO. Maria Cristina non crede ai suoi occhi quando le arriva la notifica del notaio. Qualcuno ha lasciato in eredità un fabbricato all’associazione di cui è presidente. Un appartamento, due magazzini e un appezzamento di terreno, in località Campo all’Olmo, a Piombino.

«Una settimana fa ho ricevuto la notifica e allora ho chiesto un appuntamento al notaio – racconta Maria Cristina Biagini, presidente dell’associazione animalista La Casa di Margot – In pratica una signora di Piombino, Maria, ci ha lasciato in eredità questo fabbricato. Non ne sapevamo assolutamente nulla. Nessuno di noi conosceva la signora. Abbiamo cercato di ricostruire chi fosse, e alla fine l’abbiamo capito, ma non la conoscevamo personalmente e, a quanto ci risulti, non ha adottato nessun animale da noi. Insomma, non ci legava a lei alcun rapporto precedente».

Eppure la signora Maria ha donato questa eredità a favore dell’associazione per aiutare e ricoverare gli animali bisognosi. «Il notaio ha stampato le visure catastali e da queste siamo riuscite a capire più o meno la composizione del fabbricato – spiega Biagini – Parliamo di un appartamento, un garage, un fondo a uso magazzino e un terreno che, tuttavia, non siamo riusciti a identificare. A inizio della prossima settimana telefonerò all’avvocato che curava gli interessi della signora Maria per avere un appuntamento e andare sul posto. Al di là, comunque, di quello che sarà, delle cose che potremo farci e di ogni altra considerazione, quello che ci pare molto bello è il gesto. Il testamento, fra l’altro, risale al 2016, a pochi anni dalla nascita della nostra associazione, anche se è stato aperto solo adesso, alla morte della signora Maria. È bellissimo che la nostra concittadina abbia voluto onorarci con questo lascito. Vuol dire che si fidava di voi. Ci ha scelto e questo ci riempie di orgoglio – va avanti Biagini – e ci sprona a usare al meglio quanto ci ha lasciato. Vedremo cosa potremo farci, per noi è una novità tutta da esplorare, ma sicuramente cercheremo di sfruttarla al meglio».

La Casa di Margot nasce fra il 2011 e il 2012, prendendo il nome da una lupetta ospite tanti anni prima al canile municipale di Piombino. Si occupa di ospitare cani, in gran parte dal sud Italia, dove il randagismo è un fenomeno tristemente diffuso, in cerca di adozione e della cura delle colonie feline. L’associazione è partner della cooperativa Il Melograno per la gestione del canile comprensoriale di Scarlino di quello di Livorno. Come “stallo”, cioè un ricovero in cui ci prende cura degli animali in attesa di adozione, l’associazione nasce in città, nell’abitazione della mamma di Maria Cristina Biagini che, da subito, prova a individuare un terreno adatto allo scopo. Alla fine lo trova all’ingresso di Piombino, in località Asca, pagandolo di tasca propria. «Fortunatamente c’era già l’acqua e l’energia elettrica, oltre ad alcune strutture completamente restaurate – spiega Biagini – Ultimamente è stato del tutto ristrutturato. Un bell’impegno economico e molto lavoro volontario da parte di qualche uomo che ha avuto la scalogna di sposare una di noi...».

La Casa di Margot, infatti, si regge sulle spalle e sulla volontà di una decina di volontarie che, dal 2012 a oggi, sono riuscite a far adottare oltre 400 cani. Molti cuccioli, ovviamente, ma anche cani adulti, di ogni taglia. Ora come ora sono soltanto quattro gli ospiti dello stallo: Gaia, una femmina anziana diventata recentemente cardiopatica con necessità di terapie costanti; Baby, un’altra femmina sugli undici anni di taglia media-piccola; poi due maschi di taglia grande: Golia, simil pastore tedesco di 5 anni, e Lancillotto, cucciolone di neppure un anno. E poi ci sono le colonie feline. Il numero complessivo dei gatti non è altissimo, ma sono sparse su tutto il territorio piombinese. Le spese sono tante, fra cure veterinarie, medicine, cibo, materiale vario (le cucce dello stallo sono tutte riscaldate).

«Come ci sosteniamo? – dice Maria Cristina Biagini – Con le tessere, le iniziative, e con i contributi dei privati, una delle fonti principali di finanziamento. Nell’ultimo anno abbiamo ricevuto poi 2mila euro dal Comune di Piombino per la campagna di sterilizzazione svolta sulle colonie feline. E poi un altro bell’aiuto ci arriva dalla convenzione con il Conad e i buoni cuore che al cliente non costano nulla, e che possono essere destinati solo alle associazioni convenzionate». —

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