Sicurezza
Fanghi avvelenati, anche a Dogana chiedono controlli
Sono gli abitanti lungo il quarto lotto della 429, nel territorio di Castelfiorentino
EMPOLI. Controlli veloci e gratuiti per tutti coloro che abitano lungo la 429. A chiederli sono i residenti, molti dei quali sono esclusi dalla possibilità concessa dalla Regione di poter contattare l’Arpat per le verifiche senza spese. Al momento, infatti, le analisi vengono svolte in forma gratuita solo sulle acque dei pozzi lungo il tracciato del V lotto che va da Brusciana a Dogana. Il tratto che è finito sotto la lente della direzione distrettuale antimafia di Firenze nell’ambito dell’inchiesta “Keu” (gli inerti prodotti con gli scarti delle concerie). «Ho una proprietà nel quarto lotto - racconta Sofia Colella, tra le promotrici del comitato “429 Sicura” - oltre ad un casolare, ho terreni dove coltivo ortaggi biologici e un frutteto. Inoltre, possiedo degli animali sia domestici, che da fattoria. L’acqua che utilizzo per irrigare i campi e per abbeverare gli animali proviene tutta da un pozzo che, alla luce di quanto emerso in questi giorni, potrebbe essere contaminato. L’area del quarto lotto (che collega la frazione di Dogana con la rotatoria sulla strada provinciale Volterrana posta poco fuori dal centro abitato di Castelfiorentino, ), infatti, è confinante con quella del quinto e di conseguenza se ci sono state contaminazioni delle falde potrebbero essere facilmente interessate anche le nostre terre». Il comitato, a cui si è affiancata l’assemblea permanente “No Keu”, venne lanciato nell’inverno scorso da un gruppo di residenti nella zona di Dogana per chiedere rassicurazioni sull’impatto ambientale dell’opera. Il IV lotto, infatti, è stato ufficialmente aperto il 20 dicembre scorso. «Questo tratto di strada attraversa un corridoio biologico – prosegue Colella -– dove si trovano terreni coltivati con certificazione. Il comitato è nato per chiedere maggiori tutele ambientali per questa area, ma siamo stati sostanzialmente ignorati da parte delle istituzioni. Nei nostri confronti c’è stata una chiusura, quando non addirittura scherno. Questa cosa ci ha rattristato molto, anche perché ciò che sta emergendo in questi giorni conferma molte delle nostre preoccupazioni». Le 8.000 tonnellate di materiali contaminati dal cosiddetto Keu che sarebbero state utilizzate per realizzare i rilevati del V lotto della 429 potrebbero, infatti, non essere le sole ad essere finite nei cantieri della nuova strada regionale. «I dubbi ci sono tutti - afferma ancora - e quindi vorremmo che a questo punto le autorità competenti e le amministrazioni ci garantissero dei controlli puntuali e gratuiti».
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