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In gioventù non ha potuto: Pasqualino si laurea a 79 anni per coronare il sogno di studiare - Video

Claudia Guarino
In gioventù non ha potuto: Pasqualino si laurea a 79 anni per coronare il sogno di studiare - Video

Pasqualino Spina vive a Portoferraio e lunedì 26 aprile discuterà la sua tesi di storia su Napoleone: «Sarà una grandissima emozione. Non vedo l’ora»

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PORTOFERRAIO. «Quando ha dato il primo esame mi ha telefonato. Era commosso. E io lì per lì non capivo, mi sono anche preoccupata. In realtà era felice. Aveva preso 30». Giuliana Esposito guarda suo marito Pasqualino Spina con orgoglio. Lui è felice, anche se un po’ trafelato perché ha una giornata piena. Lunedì si laurea e deve organizzare tutto. Bisogna chiamare le due figlie, prendere qualche bibita e naturalmente rileggere la tesi su Napoleone. «Sono molto emozionato - racconta Spina - Speriamo che vada tutto bene». Di certo ambire alla pergamena all’età di 79 anni non è da tutti. Ma Pasqualino ce l’ha quasi fatta. Ha scalato la vetta del suo sogno. Diploma dopo diploma. Esame dopo esame. E lunedì discuterà la tesi dalla distanza, nell’aula magna dell’istituto Foresi di Portoferraio che gli ha messo a disposizione il dirigente scolastico Enzo Giorgio Fazio. L’amore per la storia e per il passato della sua bella isola d’Elba ce l’ha sempre avuto. Adora la scoperta. Adora conoscere. Ma per tanti anni ha dovuto mettere queste passioni tra parentesi.

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«Mi è sempre piaciuto studiare fin da ragazzo - racconta- Anzi, già da quando ero alle elementari. Posso dire di aver fatto la quinta di prepotenza». Perché a quei tempi non si credeva molto nello studio. Bisognava lavorare. Ma lui, Pasqualino, faceva di tutto per essere in classe quando suonava la campanella. «Ed ero anche un bravo scolaro. Non ho mai avuto un sussidiario, ma stavo talmente attento a lezione che poi riuscivo a ricordare tutto quello che aveva detto la maestra». Pasqualino, però, doveva lavorare. Anzi, dice che ha iniziato col lavoro già a otto anni. E, una volta conclusa la quinta elementare, per tanto tempo i banchi di scuola non li ha più visti.

Dopo vari lavoretti, per una vita ha fatto l’idraulico, ma il sogno di tornare a studiare non l’ha mai abbandonato. E sua moglie, in questo, l’ha sempre incoraggiato. «La quinta elementare mi stava molto stretta, perciò a un certo punto ho pensato di prendere almeno la terza media». E a spronarlo è stata sua nipote. «Dai, nonno, perché non ci provi», gli ha detto. E alla fine Pasqualino ci è riuscito ad avere la licenza. Peraltro con la media del 9. Ma questa storia non finisce qui.

Il signor Spina, che è anche bisnonno, nel 2015 (tre anni dopo la licenza media) ha fatto il monoennio, cioè i primi due anni di superiori in uno, «poi avrei dovuto frequentare per tre anni ragioneria. Ma il pensiero non mi entusiasmava più di tanto, perché la matematica non è mai stata la mia passione». Preferisce le lettere. Anzi, ama la storia. E si iscrive al liceo da privatista. «In un inverno ho fatto terza, quarta e quinta liceo. Sono stato anche due mesi in classe con i ragazzi della quinta liceo scienze umane del Foresi. E sono stati due mesi bellissimi, che non scorderò mai. I ragazzi mi consideravano uno di loro e dentro di me sentivo di essere uno di loro anche io». Diplomato con 73 su 100, Pasqualino riprende fiato. Ma non per molto. Perché non andare avanti? Si dice. «Sono andato all’università di Pisa a informarmi ed è stato così emozionante che ho deciso di iniziare un’altra avventura, iscrivendomi al corso di laurea triennale in storia moderna e contemporanea. Questo viaggio è durato tre anni e sette mesi». E lunedì arriverà il coronamento di un percorso che è anche una storia di vita. Sarà il gran giorno. Quello in cui discuterà la sua tesi. «Sono molto soddisfatto. Da una parte mi sembra impossibile essere arrivato fino a qui, ma dall’altra mi sembra tutto così naturale. Non ritengo di aver fatto niente di eccezionale. Mi pare una cosa normale, perché è ciò che desideravo così tanto e da così tanto tempo». E all’amore per lo studio Pasqualino ha collegato quello per la sua terra. La tesi sarà su Napoleone e l’isola. “Napoleone all’Elba e il teatro dei vigilanti”, questo il titolo del suo lavoro. Relatore il professor Andrea Addobbati. «Amo la storia dell’Elba. Mi piace sapere quello che è successo in passato nel territorio in cui vivo. Per questo ho scelto Napoleone». E dopo? Cosa farà? Proseguirà con la laurea magistrale? Sorride, il signor Pasqualino. «Non lo so, vediamo». Un passo per volta. Adesso la mente è proiettata a lunedì. «Sarà una grandissima emozione. Non vedo l’ora». —

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