Preso a Montemazzano non supera la notte il lodolaio impallinato
la denuncia
Impallinato. Fortunosamente trovato e poi morto nonostante i soccorsi.
Grazie ad una segnalazione d’emergenza era stato recuperato a Montemazzano, a un tiro di schioppo dal Promontorio di Piombino, un giovane esemplare di lodolaio ferito. Si tratta di un piccolo rapace del genere falco conosciuto perché di “alto volo” abituato a cacciare lassù uccelli e libellule. Nel caso di Montemazzano non più in grado di volare... «Un occhio lesionato, un buco grande quanto un pisello sopra lo sterno. Pallini di piombo! Nulla di nuovo sotto il sole...» raccontano i volontari che lo hanno raccolto e consegnato alla rete di recupero fauna selvatica Lipu/Wwf per le cure. Portato al Cruma Lipu di Livorno, davvero poco da fare.
«Questa creatura, nata per volare acrobaticamente, è morta nella notte – confermano i volontari piombinesi –. La Lipu farà le lastre. Se saranno presenti pallini, partirà la denuncia...». Lodolaio forse scambiato per qualche altro uccello dall’ennesimo bracconiere che non manca di metter in cattiva luce il mondo venatorio ed i cacciatori. A suo modo una declinazione del bollettino di guerra che vede ogni anno tanti animali protetti presi a fucilate e uccisi anche in Val di Cornia. Conteggio sicuramente più vasto e non può comprendere i molti neppure trovati e censiti.
Questo mentre milioni di uccelli muoiono ogni anno pure per avvelenamento da piombo, come si sottolinea nell’ultimo report Wwf “Cartucce avvelenate”. «L’inquinamento da piombo legato alla caccia è un problema serio e poco conosciuto, avvelenamento silenzioso che minaccia gravemente la biodiversità – si ricorda – e la nostra salute. Ogni anno le munizioni disperdono nell’ambiente miliardi di pallini di piombo che causano la morte indiretta di milioni di uccelli (un milione solo nelle zone umide Europee), inquinando gli ecosistemi e minacciando la salute umana». Allarme che il Wwf rincara ribadendo come «il piombo sia un metallo altamente tossico, tanto da essere stato bandito da tutti i prodotti di consumo come benzina, vernici, tubature. Eppure ancora oggi tra le 1. 400 e le 7. 800 tonnellate di piombo – si sottolinea – vengono rilasciate ogni anno solo nelle Zone Umide d’Europa. Il piombo uccide o avvelena non solo animali e altri organismi, ma ha il potere di bioaccumularsi, di entrare nelle catene alimentari e nel ciclo dell’acqua. Danni spesso irreversibili». –
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