Il Tirreno

TALAMONE

La Casa dei pesci si anima: una sirena è per Maria Sole

Gabriele Baldanzi
La sirena dedicata a Maria Sole Marras (foto Enzo Russo)
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La sirena dedicata a Maria Sole Marras (foto Enzo Russo)

Un blocco di marmo è stato posato in mare, a fianco di altre 14 sculture. Il “centro” di questo speciale museo subacqueo si chiama piazza Europa

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TALAMONE. Una sirena firmata da Aurora Avvantaggiato, dedicata a Maria Sole Marras, è stata calata in mare, ieri mattina, per rendere più grande e accogliente “La casa dei Pesci”. Insieme ad altre 14 sculture farà parte dell’ultima sezione del museo azzurro che protegge la natura dalla pesca illegale, proprio davanti al Bagno delle Donne, a Talamone. Lo spazio centrale di quest’area del museo sottomarino, quello con le opere disposte in cerchio, si chiamerà piazza Europa.

I blocchi scolpiti saranno i guardiani del mare e serviranno da dissuasori per impedire azioni di pesca illegale che danneggiano il ripopolamento ittico. Ieri, ad assistere alle operazioni, era presente l’ideatrice del soggetto dedicato a Maria Sole, l’artista Lea Monetti, accanto al pescatore Paolo Fanciulli e a Ippolito Turco (presidente della Casa dei Pesci). «Il progetto – spiega Fanciulli – era rimasto in sospeso, prima per il meteo avverso, poi per un contrattempo occorso alla ditta che avrebbe dovuto calare le opere a mare e infine a causa del coronavirus. Queste 15 opere sono una naturale continuazione di quanto già realizzato negli ultimi anni, statue in marmo, scolpite da importanti artisti».

La localizzazione del fondale, uno specchio di fronte al bagno delle Donne a Talamone dove la profondità del mare è di 9-10 metri, è frutto di una scelta condivisa, mentre l’allestimento della piazza, una sorta di anfiteatro, è stato studiato dal direttore artistico del progetto, Massimo Catalani. Come per le precedenti installazioni, non è stato un intervento semplice. «È uno spazio in cui la natura incontra l’arte – prosegue Fanciulli – visto che i blocchi sono delle vere e proprie opere, sculture realizzate da nomi celebri che hanno abbracciato la causa, contribuendo, con il loro lavoro, alla sensibilizzazione della salvaguardia del mare che fronteggia le coste della Maremma».

Il progetto, lo ricordiamo, è promosso dalla onlus “Comitato per la Casa dei pesci”, con la collaborazione della Regione Toscana, il contributo di molti privati e della Provincia di Grosseto. Tutti gli artisti – ne citiamo alcuni: Massimo Lippi di Siena, Giorgio Butini di Firenze, Beverly Pepper (americana che vive a Perugia), Emily Young (artista inglese che lavora a Batignano), Girolamo Ciulia ed Emanuele De Reggi – hanno realizzato le opere a titolo gratuito. L’idea è davvero ambiziosa e prevede, alla fine, la sistemazione di cento blocchi. Con quelli calati ieri siamo a 39, poco più di un terzo. «Ho sempre avuto la passione per i relitti delle navi che giacciono sui fondali delle nostre acque – sono ancora parole di Paolo Fanciulli – ed è proprio osservando questi relitti che mi è venuta l’idea, pensando alle opere come dissuasori per la pesca a strascico e nel contempo attrazione turistica per i diving locali». Ippolito Turco e Paolo Fanciulli ringraziano gli artisti e gli sponsor che hanno finanziato questa ennesima messa in mare delle sculture. I blocchi di marmo sono stati regalati dalle cave Michelangelo di Carrara, proprietà di Franco Barattini. Blocchi poi adottati, anche tramite crowdfunding, da amanti della Maremma in cambio di una targa, con il loro nome, sulle varie sculture. «Orgogliosi del lavoro compiuto fino a oggi, per creare un museo marino di un valore inestimabile e per gli obiettivi di sostenibilità ambientale raggiunti» anche i vertici della Fondazione Grosseto Cultura, partner dell’iniziativa. —

 

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