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Discarica, fragile ripartenza: carico di rifiuti il 16 marzo

Manolo Morandini
Discarica, fragile ripartenza: carico di rifiuti il 16 marzo

Piombino, confermata ai soci Asiu in liquidazione la scelta del concordato in continuità. Sindacati: inviata alla Regione la richiesta di apertura del tavolo di crisi

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PIOMBINO. Il primo camion con un carico di rifiuti ai cancelli di Ischia di Crociano è atteso il 16 marzo. Ma il sì ai conferimenti dei rifiuti in discarica non basta. Tempi e modi stabiliti dalla Regione Toscana, con il decreto del 20 febbraio, avrebbero finito per aggravare le difficoltà economiche e finanziarie di Rimateria Spa. All’orizzonte c’è la richiesta di concordato in continuità. Scenario che il presidente Francesco Pellati la mattina del 6 marzo ha illustrato nell’assemblea dei soci di Asiu Spa in liquidazione. E che ha messo in allarme i sindacati. Al punto che i rappresentanti di Fp-Cgil, Fit Cisl, Uil trasporti e della Rsu chiedono al consigliere del presidente della Regione per il lavoro Gianfranco Simoncini di aprire il tavolo di crisi su Rimateria. Richiesta che si accompagna alla conferma dello stato d’agitazione di tutti i dipendenti Rimateria, proclamato a seguito dell’incontro con l’azienda del 13 febbraio.

Gli interventi per la progressiva riqualificazione della discarica e la conseguente minimizzazione degli impatti ambientali necessitano di importanti investimenti e dunque di risorse da parte della società. In questi mesi di stop, le attività di conferimento rifiuti erano bloccate dal 15 novembre scorso proprio a causa di una diffida regionale, sono stati i soci privati a finanziare gli stipendi dei 44 dipendenti e la tenuta in sicurezza dell’impianto. La gestione ordinaria non può reggere anche il peso del cronoprogramma degli investimenti richiesti per la messa a norma. Cioè i flussi di cassa anche in prospettiva non sono tali da consentire all’azienda di far fronte regolarmente alle obbligazioni pianificate.

Nel Cono rovescio restano 150mila metri cubi di volumi disponibili per i rifiuti. Spazi che sulla base delle prescrizioni date dalla Regione dovranno essere riempiti di pari passo con le opere di riqualificazione e messa a norma da realizzare a scadenze fissate nel cronoprogramma. Limitazioni stringenti, che prevedono ogni mese possano essere smaltite fino a 8.500 tonnellate di rifiuti, che in termini di spazio equivalgono a circa 7.100 metri cubi. Il tutto per un ricavo mensile, sulla base dei valori di mercato, stimato in 900mila euro.

Il concordato in continuità che dovrebbe essere del tipo diretto, cioè con il debitore che prosegue nella sua attività anche dopo il deposito della domanda in tribunale e fino all’esecuzione della proposta. All’omologa del piano si accompagna anche una moratoria, fino a due anni, cioè una dilazione integrale dei pagamenti, per consentire di utilizzare la liquidità per la gestione dell’impresa.

Nel consiglio di amministrazione del 27 febbraio non si sarebbe trovata la quadra su come intervenire per rimettere in marcia i motori dell’azienda. Da parte dei soci con capacità di spesa, ovvero Unirecuperi e Navarra, non ci sarebbe intesa sulla misura di un ulteriore impegno finanziario. Mancati apporti di capitale che devono essere scontati degli impegni già sostenuti e dello scenario tutt’altro che roseo. Ma anche di quelle che dall’esterno vengono percepite come prospettive diverse di Unirecuperi e Navarra. Quest’ultima ha tradotto in un atto di citazione sostanzialmente a carico del Comune di Piombino, con richiesta danni per 25 milioni di euro. —
 

 

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