Il Tirreno

L'alberghiero Marconi di Viareggio primo in Toscana a far studiare e lavorare retribuito un suo studente

Tiziano Baldi Galleni
L'alberghiero Marconi di Viareggio primo in Toscana a far studiare e lavorare retribuito un suo studente

Applicato in via sperimentale un contratto di apprendistato che permette di andare a scuola e contemporaneamente lavorare in cucina o in albergo

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VIAREGGIO. Luigi Carmassi, 19 anni residente a Lucca, è il primo studente in Toscana che sperimenta l’alternanza scuola lavoro 2. 0. Questo ragazzo iscritto all’Istituto alberghiero Marconi di Viareggio, da gennaio per sei mesi continuerà a studiare in 5ª superiore e al contempo andrà a lavorare al ristorante Pesce Briaco di Lucca. Ma a differenza di uno stage, che è gratuito, o un tirocinio che è invece pagato con un forfettario di 500 euro al mese, è stato assunto con un vero e proprio contratto di apprendistato. Un contratto – chiamato “Apprendistato duale per il diploma di istruzione secondaria” disciplinato dal decreto legislativo 81 del 2015 – cucito su misura per questo tipo di esperienza formativa e insieme di lavoro.

Per essere applicabile, la legge deve essere recepita dalle norme a livello regionale, e di recente la Toscana ha fatto questo passo in avanti grazie all’Anpal Toscana (Agenzia nazionale politiche attive del lavoro) che cura appunto l’inserimento nel mondo del lavoro.

«Luigi ha fatto nel mio locale lo stage di un mese e poi il tirocinio estivo di due – spiega Andrea Maggi, titolare di Pesce Briaco –. È un ragazzo che se lo meritava, perciò volevo fargli proseguire questa esperienza di lavoro, ma i contratti canonici non erano idonei dato che è studente. Così, insieme ad Alfredo Trinchese di Conflavoro abbiamo cercato una soluzione, sul modello dell’alternanza scuola-lavoro applicata in altri stati europei, ma anche nel settore metalmeccanico nel nord Italia».

Trovata la soluzione, l’Istituto alberghiero Marconi ha dato completa disponibilità con il suo preside Lorenzo Isoppo. Mentre la professoressa dell’istituto viareggino Antonella Pattavina si è occupata di predisporre il protocollo che ha firmato la scuola, il ristorante e il ragazzo.

«C’è stata grande apertura del ristoratore – ha detto il preside Isoppo –. La sua struttura dà ampie garanzie comprensive dell’apprendimento, anche perché ci lavora un fior fiore di staff. È un passo avanti significativo rispetto allo stage e al tirocinio». Il protocollo firmato prevede anche una fase di monitoraggio che la scuola e l’azienda devono aggiornare periodicamente. Luigi va a lavoro al Pesce Briaco – che si trova in località Sant’Alessio – la sera, e farà sempre nel locale una parte di formazione con i cuochi e i camerieri. Percepisce 6, 30 euro netti l’ora (più Tfr, tredicesima e quattordicesima): è appunto quello che prevede un contratto di apprendistato, che però non avrà il vincolo di un minimo di 20 ore settimanali.

«Per il ristorante c’è il vantaggio che si forma un dipendente all’interno e quando avrà finito il percorso di studi si troverà una persona formata. In un locale come il nostro lo studente può stare a contatto con prodotti di livello. Sarà una possibilità rivoluzionaria per tutti, anche gli alberghi. Devo ringraziare anche i commercialisti dello Studio Consul di Viareggio».

Per ora è una sperimentazione. «All’inizio avevamo perplessità – spiega la professoressa Pattavina – perché i ragazzi in questo modo sono meno frequenti a scuola. Però abbiamo capito che puntando su alcuni alunni eccellenti è possibile farlo. Infatti apriremo a queste forme di alternanza solo a ragazzi e meritevoli e con aziende considerate eccellenze del territorio». —


 

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