Sicurezza
Lega-Russia, indagato l'intermediario di Suvereto
Sequestrati documenti e pc. L’ex bancario: «Chiedo rispetto, non per me, ma per la mia anziana madre».
L’incontro con Verdoia e il progetto mai partito di vendere i vini Gualdo del Re
SUVERETO. Stesso nome ma realtà distinte. Nonostante la conferma di un’idea di collaborazione che non è mai decollata. E la disponibilità dei titolari della storica azienda vitivinicola all’utilizzo dello nome. A confermarlo sono i titolari della società agricola semplice Gualdo del Re, quella a cui fa capo una delle storiche realtà vitivinicole di Suvereto, con una produzione nell’ordine delle 100.000 bottiglie. L’omonima, sebbene costituita in forma di società agricola a responsabilità limitata e con la stessa sede legale, è riconducibile a Francesco Vannucci, l’ex bancario che dal 18 luglio è ufficialmente indagato dalla Procura di Milano. Il 62enne suveretano ha rivelato di essere il terzo uomo alla cena all’Hotel Metropole di Mosca, con Gianluca Savoini e Gianluca Meranda. Il 18 ottobre 2018 si incontrarono con uomini d’affari e persone vicine al Cremlino per parlare d’affari, un incontro che i pm di Milano sospettano possa essere stato l’innesco per una "corruzione internazionale". È questo il reato di cui è accusato Savoini, il faccendiere dell’Associazione Lombardia Russia ed ex portavoce di Matteo Salvini. Anche Meranda è indagato.
E da ieri pure Vannucci, dopo che la Guardia di finanza il giorno precedente ha perquisito la sua abitazione, le pertinenze e l’auto sequestrando due pacchi di documenti e il suo computer. «Con la società agricola Gualdo del Re dovevamo commerciare una piccola parte della produzione dell’azienda Gualdo del Re che sta a Suvereto (50 ettari di terreno, 100.000 bottiglie)», afferma Glauco Verdoia il socio del suveretano Francesco Vannucci nella Gualdo del Re società agricola a responsabilità limitata creata a maggio 2017. Che prosegue: «Loro ci avevano chiesto di commercializzare un po’ delle loro bottiglie, perché noi siamo sempre in giro per il mondo. Ma la società non ha mai operato, ho detto a Vannucci di cederla, in due anni non abbiamo mai venduto una bottiglia. Vannucci l’ho conosciuto a Suvereto a Gualdo del Re, per caso».
Verdoia è il filo che porta alla frequentazione dell’ex bancario suveretano con l’avvocato Gianluca Meranda. Vannucci è l’amministratore unico della società, detiene il 95% del capitale sociale, il restante 5% è intestato a Verdoia che figura nel management della Euro-Ib con Meranda, banca di investimenti con sede a Londra, uffici a Francoforte e sede di rappresentanza a Roma. Vannucci si è trincerato nella sua residenza. Alla richiesta di dare chiarimenti risponde con cortesia: «Ho rispetto del lavoro dei giornalisti e del ruolo dell’informazione - dice -. Vi chiedo solo di avere rispetto, non per me ma per la serenità della mia anziana madre». Non va oltre e si ritira dentro casa.
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