Il Tirreno

"Ci porta il conto?" e poi scappano dal ristorante

Melania Carnevali
"Ci porta il conto?" e poi scappano dal ristorante

Una coppia ha cenato da Adriana, a Massarosa, e se ne è andata senza pagare. L’Sos dei ristoratori: «È un fenomeno in aumento», ecco alcuni casi

2 MINUTI DI LETTURA





MASSAROSA. Hanno ordinato una cena completa. Antipasto, primo, secondo, acqua, vino. Hanno mangiato, chiacchierato, come una coppia qualsiasi che si gode un sabato sera gourmet in uno dei ristoranti più rinomati della Versilia. Poi sono andati alla cassa e hanno chiesto il conto. Ma, nell’attesa che arrivasse il titolare, si sono dileguati.

Una scena da “I laureati”, il film di Pieraccioni con quattro amici che scappano dal ristorante fingendo di fare una gara di velocità, tra l'altro girato anche a Viareggio. Ma questa è accaduta veramente, al ristorante pizzeria Adriana, sulla Sarzanese a Bozzano.

I finti clienti erano una coppia di giovani italiani sui 35 anni, secondo quanto riportato dai dipendenti. Non del posto, ma comunque insospettabili. Il titolare si è sfogato sulla sua pagina facebook. «Avviso ai signori: abbiamo preso la targa, procederemo con la denuncia».

Non è sicuramente la prima volta che accade in Versilia. Secondo i ristoratori il fenomeno è addirittura in aumento. «Il furbetto del ristorante è un professionista che lo fa abitualmente – dice Esmeralda Giampaoli, ristoratrice e presidentessa di Confesercenti Versilia –: vengono quando c’è gente, di sabato, d’estate, durante le feste. A me è successo più di una volta, anche con stranieri». Quasi sempre coppie, dice. «Per le comitive è più difficile scappare. Poi spesso chiediamo un acconto», spiega. I metodi per fregare i ristoratori, invece, sono dei più fantasiosi. «C’è chi – racconta Giampaoli – ordina antipasto, primo e secondo. Mangia antipasto e primo e, in attesa del secondo, se ne va. Ma è successo anche qualcuno fingesse di aver dimenticato il portafoglio in macchina e dicesse al ristoratore “guarda ti lascio il telefono”. E non più tornato». E il telefono? «Lo avevano rubato a un cliente del ristorante».

Non c’è (quasi) ristoratore in Versilia che non abbia subito almeno un "rigatino". Il ristorante La Conchiglia, a Tonfano, ne ha subiti due in otto anni. «Sempre in estate, quando il ristorante è pieno e ho i tavolini all’esterno – racconta la titolare Eleonora Domenici – Sempre coppie italiane, non versiliesi. Una volta una coppia aveva atteso quaranta minuti un tavolo. E mi doveva suonare il campanello d’allarme. Perché solo un mio cliente fisso può aspettare quaranta minuti per un tavolo. Chi non sa come è la cucina o il servizio, è difficile che aspetti così tanto. In quei quaranta minuti hanno avuto tutto il tempo di studiare la fuga. E infatti ci sono riusciti alla grande. Ora – continua – non lascio più la sala scoperta. C’è sempre una cameriera a vigilare».

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze